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E’ dura vedere la realtà, quando si è ideologizzati
E’ dura vedere la realtà, quando si è ideologizzati: riguardo una campagna anti-razzista negli USA
Twin Ports, area metropolitana suddivisa tra le cittadine di Duluth, in Minnesota, e Superior, in Wisconsin, di recente è diventata protagonista di una campagna sociale in favore delle minoranze allogene. La campagna, denominata Un-Fair Campaign ( http://unfaircampaign.org/ ), ha uno slogan che suona così: “E’ dura vedere il razzismo quando si è bianchi“.
La città di Duluth ha 27.000 abitanti ed è composta al 93% da bianchi, mentre Superior ugualmente ha circa 27.000 abitanti ed è composta al 94% da bianchi. L’Un-Fair Campaign è, perciò, un’iniziativa locale e, soprattutto, estremamente limitata geograficamente. Promotori dell’iniziativa anti-razzista sono il comitato del Clayton Jackson McGhie Memorial, dedicato al ricordo del linciaggio di tre afro-americani, avvenuto nel 1920 a Duluth, i servizi pubblici della contea di St. Louis in Minnesota, l’università del Minnesota e l’YWCA, una ONG femminile, cristiana e internazionale.
La campagna nasce dopo uno studio della John S. & James L. Knight Foundation in collaborazione con la Gallup ( http://www.soulofthecommunity.org/sites/default/files/DULUTH.pdf ), che metterebbe in risalto come Duluth, economicamente benestante e con un forte sentimento civico diffuso, non sarebbe però aperta verso i “diversi” in senso lato. Tale idea si basa su una sorta di teorema della Gallup, secondo cui in una comunità il senso di appartenenza alla stessa aumenta coll’aumentare di determinati parametri. Tra questi, i tre più importanti sono le offerte sociali (ossia luoghi e possibilità di incontro pubblici e culturali), l’apertura sociale (verso le minoranze, sia etniche, sia anagrafiche, sia sessuali, ecc.) e le bellezze locali (intese sia come paesaggi naturali, sia come decoro urbano). A voi giudicare la serietà di tale impostazione.
Ora fatevi una semplicissima domanda: secondo voi, città come Los Angeles o New York possono dimostrare di avere gradi di genuino attaccamento, da parte dei propri abitanti, superiori a realtà come Duluth? Proprio nello studio della Knight Foundation, Duluth viene descritta come una cittadina adatta per le persone anziane e le famiglie con bambini piccoli; meno per i singles e gli immigrati. Un tempo Duluth sarebbe stata considerata una realtà a “misura d’uomo”. Adesso, invece, si sprecano soldi in campagne ideologiche. E, per inciso, il grosso degli autori e sostenitori della campagna in questione sono bianchi. Quindi, quello slogan, che abbiamo citato sopra, suona doppiamente ridicolo. Aprissero realmente gli occhi…
USA – Guida in stato di ebbrezza e ad alta velocità: arrestato il televangelista Richard Roberts
USA – Guida in stato di ebbrezza e ad alta velocità: arrestato il televangelista Richard Roberts
Richard Roberts, 62 anni, è figlio del defunto pastore Oral Roberts, ed è Presidente e CEO dell’Oral Roberts Evangelistic Association. Roberts conduce, insieme a sua moglie, il programma televisivo “The Place for Miracles” che è visto ogni giorno da milioni di persone.
Roberts è stato arrestato su una strada in Oklahoma mentre era alla guida della sua Mercedes a 150 km / h, quando il limite di velocità consentito permetteva al massimo 105 km / h.
Il rapporto della polizia dice che il telepredicatore è stato arrestato intorno a mezzanotte, e che l’agente che l’ha arrestato gli ha fatto il test di sobrietà dopo aver sentito un forte odore di alcool. Roberts non è stato in grado di fare dei test fisici.
Al test è stato riscontrato un tasso alcolemico dello 0,11%, mentre il limite legale in Oklahoma è dello 0,08%. È stato rilasciato dal carcere poco prima delle sei del mattino, pagando una cauzione di 1.100 dollari.
Via | gospelmais.com.br
[Tratto dal blog dal dottore della Parola Illuminato Butindaro]
Eccovi gli screen shot della notizia:
La giornata della memoria per andare oltre, contro il neofascismo ed i nazileghisti. L’economia parassita e speculatrice.
Oggi è la giornata della memoria ed è stato scelto il 27 gennaio perchè fu nel 27 gennaio 1945 che l’Armata Rossa aprì i cancelli di Auschwitz ed il mondo venne a conoscenza dell’orrore.
La memoria è la nostra identità ed è per il fatto di non avere memoria che il degrado del genere umano è sempre più evidente, si manifesta con le scelte politiche ed economiche che ci riportano a prima della seconda guerra mondiale ed il motivo per cui è stata scatenata.
Qui non è in discussione il negazionismo, ridicolo, di qualche esaltato post nazista o il razzismo e la pulizia della razza ariana che Hitler seminò nel popolo tedesco contro gli ebrei, omosessuali, comunisti , portatori di handicap, per arrivare al suo scopo prettamente economico e politico di conquista del potere e della creazione della grande Germania, in pratica l’Unione Europea attuale, Russia esclusa.
Hitler scelse come nemico il giudeo, l’ebreo, per il semplice motivo che ebrei erano i maggiori banchieri tedeschi, le acciaierie erano degli ebrei, la pulizia etnica che esercitò anche Stalin aveva motivazioni, secondo me, puramente economiche.
La mia teoria è confermata dalla strategia che Hitler impose alle sue armate con l’invasione del medio oriente e dell Unione Sovietica per accaparrarsi il petrolio, l’unica materia prima che mancava alla Germania.
Da tempo vado scrivendo che quello che non riuscì ad Hitler con i carri armati prova a farlo la Merkel con il dominio economico della Germania sull’ Unione europea.
Oltre oceano, nonostante i ripetuti inviti di Churchill, gli Usa erano restii ad entrare in guerra venivano da una crisi profondissima e, per il momento non avevano interesse ad entrare in guerra.
Hitler firmò un patto con il Giappone e l’Italia teso a creare un nuovo ordine in Asia ed in Europa, prima, ed un attacco all’America dopo. Chiaro che lo strumento per ottenere lo scopo fossero le armi, la guerra, ma il motivo di base era prettamente economico la conquista del mondo capitalista e delle materie prime. Non per niente Hitler chiamò il suo movimento nazionalsocialismo, per dare una parvenza ideologica ad un movimento imperialista.
Churchill l’aveva capito e più volte ha tentato di coinvolgere i fratelli americani nella guerra, senza successo, perchè gli Usa non erano ancora usciti del tutto dalla grande depressione del 1929, gli americani, il popolo americano, non avrebbe capito l’entrata in guerra per difendere l’Europa se non ci fosse stata una causa scatenante e cioè l’attacco giapponese a Pearl Arbour, a proposito di questo riporto un passo della storia scritta.
Nonostante le titubanze dell’esercito italiano, Hitler, era ormai padrone di una grande fetta del continente e nel 1940 firmò un patto tripartito con Giappone e Italia teso a creare un nuovo ordine in Asia e in Europa. Nel maggio del 1941 Hitler diede avvio all’operazione “barbarossa”. con la quale, insieme a Romania, Ungheria e Finlandia, pretendeva di eliminare il nemico “bolscevico”; le truppe avanzarono pressoché senza opposizioni fino a Stalingrado, dove la popolazione civile diede vita a una strenua resistenza. La città venne messa sotto assedio per ventotto mesi senza tregua, ma senza alcun frutto: la guerra lampo era ormai fallita. Il 14 agosto dei 1941, su una nave a largo dell’isola di Terranova, Churchill e Roosevelt, rispettivamente primo ministro inglese e presidente americano, firmarono la carta atlantica in cui venivano determinati i principi per la ricostruzione del mondo libero dalla minaccia nazista, ma nonostante questo l’America si dichiarava ancora neutrale al conflitto. Il 7 dicembre 1941 sì verificò un evento fondamentale per gli esiti del conflitto, in quanto il Giappone, senza una dichiarazione di guerra ufficiale attaccò gli USA, nella base navale di Pearl Arbour. L’8 dicembre Inghilterra e USA dichiararono guerra al Giappone; il conflitto aveva ormai assunto proporzioni mondiali.
Anche negli Usa le banche erano in mano agli ebrei, le industrie, la finanza ma nessuno si era mai sognato di fare strage di ebrei per uno scopo politico, economico e di potere. L’accettazione del capitalismo negli usa era consolidata da tempo e la crisi del 1929 aveva confermato che a pagare i danni economici sarebbero stati, come adesso, i più poveri, quelli che avevano contribuito con il loro lavoro, sfruttamento direi, alla costruzione della ricchezza.
Torniamo per un attimo al giorno della Memoria. A Milano c’è il binario 21, fortunatamente ancora lì a ricordarci che la storia è storia, i fatti sono fatti e la negazione un delirio.
Ma basterebbe alzare la testa quando si gira per Milano, Sesto San Giovanni ed ovunque nel nostro Paese per tenere viva la memoria, basterebbe leggere le lapidi che, quasi in ogni via, ricordano i martiri della Resistenza. Di tutti i colori politici, di tutti i mestieri, preti compresi.
Ma nessuno si ricorda di queste lapidi, sono pochissimi che le notano, anche chi sta cercando una via e rallenta per leggere il N° civico come nella lapide qui a fianco le nota.
Legge il N° civico 191 ma non vede la lapide che ricorda i martiri dell’antifascismo.
Quindi se siamo riusciti a dimenticare il razzismo, l’orrore del fascismo e del nazismo , lo sterminio di milioni e milioni di persone non ci si deve meravigliare che ci siano ancora in giro i fascisti, i neozazisti, in tutta Europa.
Non ci dobbiamo meravigliare che i nazileghisti organizzino le loro manifestazioni o scrivano lettere al Presidente della Repubblica deliranti ed offensive, anche la loro xenofobia, il loro razzismo è legato a ragioni di bottega, di miserabile interesse per cui l’immigrato ha un valore solo se lo puoi sfruttare alla metà del costo di un lavoratore normale e negandogli tutti i diritti, dalla cittadinanza a quelli umani in generale.
Certo non è l’imperialismo di Hitler, della Merkel o delle multinazionali, è molto più miserabile in tutti sensi, etici ed economici, ed è a questo che servono le lotte di religione, il ritenersi superiori e più bravi degli altri, hanno cominciato con i meridionali e adesso tocca agli extracomunitari.
L’avere visto ieri sera Castelli che bacchettava i siciliani , i sardi, esaltando una superiorità supposta etica e morale del popolo del nord, di cui faccio parte, dimenticando che l’unità d’Italia ha usato il sud come una mucca da mungere umiliandone la cultura e la storia e facendoli passare per mantenuti dopo che gli hanno tolto anche le ferrovie?
Cosa dobbiamo dire della Sardegna? La stanno uccidendo ambientalmente ed economicamente salvando solo la parte di natura, meravigliosa, dove si sono costruiti le ville i milionari, i ladri, gli evasori ed i boiardi di Stato.
Cosa c’entra la Giornata della Memoria, il nazifascismo, la seconda guerra mondiale, la crisi del 1929 con la situazione di oggi?
Secondo me è solo un cambio di strategia imperialista, quello che hanno cercato di fare con le guerre, le divisioni dei popoli con il razzismo, ricordiamo la Shoah, doverosamente e condivido, e non ricordiamo i palestinesi, ma questo è un discorso etico e morale, andiamo al nocciolo della questione.
La crisi che stiamo vivendo è più grande di quella del 1929 ed è una crisi finanziaria creata dai profitti della finanza mondiale , dalla Goldman Sachs, dalle borse, da Wall Street dal capitalismo finanziario e parassita dalla Bce e dalla politica espansionistica della Merkel, non ha più bisogno di investire in acciaierie, di fare delle guerre per distruggere tutto ed impegnarsi nella ricostruzione, dopo, moltiplicando i profitti, arricchendosi sempre di più sullo sfruttamento del popolo e reso schiavo del precariato per sopravvivere. Oggi, per raggiungere lo scopo, basta creare ed alimentare, artificialmente e con interessi esosi, il debito pubblico e con esso rendere schiavi interi Stati asserviti politicamente alla finanza parassita, dove le banche e gli investitori hanno preso il posto, eticamente, dei forni crematori.
Stampi moneta che non vale niente, è solo carta, con un invio del pc la presti a governi e stati complici, che a loro volta li investiranno in speculazioni o in produzione. Sfruttando milioni di lavoratori in maniera variegata e proporzionale per mantenere la pace sociale la carta moneta, che non ha valore, genera debito e quindi interessi, una specie di moltiplicazione dei pani e dei pesci che non ha niente di miracoloso ma è semplicemente opportunismo, alta finanza.
La carta moneta, che non vale niente, acquista il suo valore attraverso i consumi, la produzione, il lavoro umano, lo sfruttamento delle risorse umane e naturali. Attraverso gli interessi sul debito i 100 euro nominali diventano 150 reali pagati dalla povera gente e questo genera il profitto alla grande finanza parassita che non ha più bisogno di scatenare guerre, costruire carri armati per fare profitti.
Forse era meglio prima, nel senso che se per fare la guerra le lobbies mondiali , citiamone una la Goldman Sachs per fare un esempio, per acquistare ed ampliare mercati aveva bisogno di carri armati, acciaio, fonderie, petrolio e quindi, per qualche decennio, creava lavoro, benessere, anche per i lavoratori, i cittadini normali e le loro famiglie.
Adesso la massa, i lavoratori, i cittadini, hanno in carico il debito pubblico, ripeto i profitti delle speculazione finanziaria della finanza globale, e nello stesso tempo non ha nemmeno un lavoro per poterlo pagare. La massa è obbligata attraverso le tasse ed il taglio dei servizi a pagare un debito che non ha creato e del quale non ha usufruito se non in minima parte.
Ed allora, nel giorno della memoria, è il caso che ci chiediamo chi è più nazista Hitler , la Goldman Sachs, il Fondo monetario internazionale, la Bce o la politica della Merkel?
La The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d’affari del mondo, che si occupa principalmente diinvestimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati).
Fondata nel 1869, ha sede legale al 200 di West Street, a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali (Londra, Francoforte, Tokyo, Hong Kong). È quotata al New York Stock Exchange.
Fornisce servizi di consulenza su piani di acquisizioni e fusioni fra aziende, su sottoscrizioni di titoli di debito, sulla gestione delle risorse finanziarie e sul prime brokerage, oltre che occuparsi di servizi di proprietary trading e private equity. È anche autorizzata al piazzamento di titoli di debito del Governo statunitense.
Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri, figurano i Segretari al Tesoro statunitensi Robert Rubin[1] e Henry Paulson, il Governatore della Bank of Canada Mark Carney, il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi e il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti.
Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 a Marcus Goldman si unisce il genero Samuel Sachs e nello stesso anno viene quotata alla borsa di New York.
Agli inizi del 1900 la banca diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi: ad esempio nel 1906 accompagna in borsa importanti società come Sears&Roebuck[2], e la banca sempre in quel periodo diviene la prima Banca di Wall Street a reclutare neolaureati tra le sue fila.
A seguito del grande crack del 1929 la banca rischia quasi il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni ’20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d’investimento venduti al pubblico, come il Goldman Sachs Trading Corporation,Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation, dal funzionamento simile allo schema di Ponzi. La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni. Sul punto John Kenneth Galbraith scrisse: “l’autunno del 1929 fu forse la prima occasione in cui gli uomini riuscirono a truffare se stessi.”[3]
Per chi volesse approfondire : Wikipedia
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità. Carlo Marx.
Più scrivi di cose importanti, ma elementari, e meno ti capiscono. Slash16.
Buona Giornata della Memoria a tutti, per quanto mi riguarda aspetto il 25 aprile, come tutti gli anni.
La giornata della memoria per andare oltre, contro il neofascismo ed i nazileghisti. L’economia parassita e speculatrice.
Oggi è la giornata della memoria ed è stato scelto il 27 gennaio perchè fu nel 27 gennaio 1945 che l’Armata Rossa aprì i cancelli di Auschwitz ed il mondo venne a conoscenza dell’orrore.
La memoria è la nostra identità ed è per il fatto di non avere memoria che il degrado del genere umano è sempre più evidente, si manifesta con le scelte politiche ed economiche che ci riportano a prima della seconda guerra mondiale ed il motivo per cui è stata scatenata.
Qui non è in discussione il negazionismo, ridicolo, di qualche esaltato post nazista o il razzismo e la pulizia della razza ariana che Hitler seminò nel popolo tedesco contro gli ebrei, omosessuali, comunisti , portatori di handicap, per arrivare al suo scopo prettamente economico e politico di conquista del potere e della creazione della grande Germania, in pratica l’Unione Europea attuale, Russia esclusa.
Hitler scelse come nemico il giudeo, l’ebreo, per il semplice motivo che ebrei erano i maggiori banchieri tedeschi, le acciaierie erano degli ebrei, la pulizia etnica che esercitò anche Stalin aveva motivazioni, secondo me, puramente economiche.
La mia teoria è confermata dalla strategia che Hitler impose alle sue armate con l’invasione del medio oriente e dell Unione Sovietica per accaparrarsi il petrolio, l’unica materia prima che mancava alla Germania.
Da tempo vado scrivendo che quello che non riuscì ad Hitler con i carri armati prova a farlo la Merkel con il dominio economico della Germania sull’ Unione europea.
Oltre oceano, nonostante i ripetuti inviti di Churchill, gli Usa erano restii ad entrare in guerra venivano da una crisi profondissima e, per il momento non avevano interesse ad entrare in guerra.
Hitler firmò un patto con il Giappone e l’Italia teso a creare un nuovo ordine in Asia ed in Europa, prima, ed un attacco all’America dopo. Chiaro che lo strumento per ottenere lo scopo fossero le armi, la guerra, ma il motivo di base era prettamente economico la conquista del mondo capitalista e delle materie prime. Non per niente Hitler chiamò il suo movimento nazionalsocialismo, per dare una parvenza ideologica ad un movimento imperialista.
Churchill l’aveva capito e più volte ha tentato di coinvolgere i fratelli americani nella guerra, senza successo, perchè gli Usa non erano ancora usciti del tutto dalla grande depressione del 1929, gli americani, il popolo americano, non avrebbe capito l’entrata in guerra per difendere l’Europa se non ci fosse stata una causa scatenante e cioè l’attacco giapponese a Pearl Arbour, a proposito di questo riporto un passo della storia scritta.
Nonostante le titubanze dell’esercito italiano, Hitler, era ormai padrone di una grande fetta del continente e nel 1940 firmò un patto tripartito con Giappone e Italia teso a creare un nuovo ordine in Asia e in Europa. Nel maggio del 1941 Hitler diede avvio all’operazione “barbarossa”. con la quale, insieme a Romania, Ungheria e Finlandia, pretendeva di eliminare il nemico “bolscevico”; le truppe avanzarono pressoché senza opposizioni fino a Stalingrado, dove la popolazione civile diede vita a una strenua resistenza. La città venne messa sotto assedio per ventotto mesi senza tregua, ma senza alcun frutto: la guerra lampo era ormai fallita. Il 14 agosto dei 1941, su una nave a largo dell’isola di Terranova, Churchill e Roosevelt, rispettivamente primo ministro inglese e presidente americano, firmarono la carta atlantica in cui venivano determinati i principi per la ricostruzione del mondo libero dalla minaccia nazista, ma nonostante questo l’America si dichiarava ancora neutrale al conflitto. Il 7 dicembre 1941 sì verificò un evento fondamentale per gli esiti del conflitto, in quanto il Giappone, senza una dichiarazione di guerra ufficiale attaccò gli USA, nella base navale di Pearl Arbour. L’8 dicembre Inghilterra e USA dichiararono guerra al Giappone; il conflitto aveva ormai assunto proporzioni mondiali.
Anche negli Usa le banche erano in mano agli ebrei, le industrie, la finanza ma nessuno si era mai sognato di fare strage di ebrei per uno scopo politico, economico e di potere. L’accettazione del capitalismo negli usa era consolidata da tempo e la crisi del 1929 aveva confermato che a pagare i danni economici sarebbero stati, come adesso, i più poveri, quelli che avevano contribuito con il loro lavoro, sfruttamento direi, alla costruzione della ricchezza.
Torniamo per un attimo al giorno della Memoria. A Milano c’è il binario 21, fortunatamente ancora lì a ricordarci che la storia è storia, i fatti sono fatti e la negazione un delirio.
Ma basterebbe alzare la testa quando si gira per Milano, Sesto San Giovanni ed ovunque nel nostro Paese per tenere viva la memoria, basterebbe leggere le lapidi che, quasi in ogni via, ricordano i martiri della Resistenza. Di tutti i colori politici, di tutti i mestieri, preti compresi.
Ma nessuno si ricorda di queste lapidi, sono pochissimi che le notano, anche chi sta cercando una via e rallenta per leggere il N° civico come nella lapide qui a fianco le nota.
Legge il N° civico 191 ma non vede la lapide che ricorda i martiri dell’antifascismo.
Quindi se siamo riusciti a dimenticare il razzismo, l’orrore del fascismo e del nazismo , lo sterminio di milioni e milioni di persone non ci si deve meravigliare che ci siano ancora in giro i fascisti, i neozazisti, in tutta Europa.
Non ci dobbiamo meravigliare che i nazileghisti organizzino le loro manifestazioni o scrivano lettere al Presidente della Repubblica deliranti ed offensive, anche la loro xenofobia, il loro razzismo è legato a ragioni di bottega, di miserabile interesse per cui l’immigrato ha un valore solo se lo puoi sfruttare alla metà del costo di un lavoratore normale e negandogli tutti i diritti, dalla cittadinanza a quelli umani in generale.
Certo non è l’imperialismo di Hitler, della Merkel o delle multinazionali, è molto più miserabile in tutti sensi, etici ed economici, ed è a questo che servono le lotte di religione, il ritenersi superiori e più bravi degli altri, hanno cominciato con i meridionali e adesso tocca agli extracomunitari.
L’avere visto ieri sera Castelli che bacchettava i siciliani , i sardi, esaltando una superiorità supposta etica e morale del popolo del nord, di cui faccio parte, dimenticando che l’unità d’Italia ha usato il sud come una mucca da mungere umiliandone la cultura e la storia e facendoli passare per mantenuti dopo che gli hanno tolto anche le ferrovie?
Cosa dobbiamo dire della Sardegna? La stanno uccidendo ambientalmente ed economicamente salvando solo la parte di natura, meravigliosa, dove si sono costruiti le ville i milionari, i ladri, gli evasori ed i boiardi di Stato.
Cosa c’entra la Giornata della Memoria, il nazifascismo, la seconda guerra mondiale, la crisi del 1929 con la situazione di oggi?
Secondo me è solo un cambio di strategia imperialista, quello che hanno cercato di fare con le guerre, le divisioni dei popoli con il razzismo, ricordiamo la Shoah, doverosamente e condivido, e non ricordiamo i palestinesi, ma questo è un discorso etico e morale, andiamo al nocciolo della questione.
La crisi che stiamo vivendo è più grande di quella del 1929 ed è una crisi finanziaria creata dai profitti della finanza mondiale , dalla Goldman Sachs, dalle borse, da Wall Street dal capitalismo finanziario e parassita dalla Bce e dalla politica espansionistica della Merkel, non ha più bisogno di investire in acciaierie, di fare delle guerre per distruggere tutto ed impegnarsi nella ricostruzione, dopo, moltiplicando i profitti, arricchendosi sempre di più sullo sfruttamento del popolo e reso schiavo del precariato per sopravvivere. Oggi, per raggiungere lo scopo, basta creare ed alimentare, artificialmente e con interessi esosi, il debito pubblico e con esso rendere schiavi interi Stati asserviti politicamente alla finanza parassita, dove le banche e gli investitori hanno preso il posto, eticamente, dei forni crematori.
Stampi moneta che non vale niente, è solo carta, con un invio del pc la presti a governi e stati complici, che a loro volta li investiranno in speculazioni o in produzione. Sfruttando milioni di lavoratori in maniera variegata e proporzionale per mantenere la pace sociale la carta moneta, che non ha valore, genera debito e quindi interessi, una specie di moltiplicazione dei pani e dei pesci che non ha niente di miracoloso ma è semplicemente opportunismo, alta finanza.
La carta moneta, che non vale niente, acquista il suo valore attraverso i consumi, la produzione, il lavoro umano, lo sfruttamento delle risorse umane e naturali. Attraverso gli interessi sul debito i 100 euro nominali diventano 150 reali pagati dalla povera gente e questo genera il profitto alla grande finanza parassita che non ha più bisogno di scatenare guerre, costruire carri armati per fare profitti.
Forse era meglio prima, nel senso che se per fare la guerra le lobbies mondiali , citiamone una la Goldman Sachs per fare un esempio, per acquistare ed ampliare mercati aveva bisogno di carri armati, acciaio, fonderie, petrolio e quindi, per qualche decennio, creava lavoro, benessere, anche per i lavoratori, i cittadini normali e le loro famiglie.
Adesso la massa, i lavoratori, i cittadini, hanno in carico il debito pubblico, ripeto i profitti delle speculazione finanziaria della finanza globale, e nello stesso tempo non ha nemmeno un lavoro per poterlo pagare. La massa è obbligata attraverso le tasse ed il taglio dei servizi a pagare un debito che non ha creato e del quale non ha usufruito se non in minima parte.
Ed allora, nel giorno della memoria, è il caso che ci chiediamo chi è più nazista Hitler , la Goldman Sachs, il Fondo monetario internazionale, la Bce o la politica della Merkel?
La The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d’affari del mondo, che si occupa principalmente diinvestimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati).
Fondata nel 1869, ha sede legale al 200 di West Street, a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali (Londra, Francoforte, Tokyo, Hong Kong). È quotata al New York Stock Exchange.
Fornisce servizi di consulenza su piani di acquisizioni e fusioni fra aziende, su sottoscrizioni di titoli di debito, sulla gestione delle risorse finanziarie e sul prime brokerage, oltre che occuparsi di servizi di proprietary trading e private equity. È anche autorizzata al piazzamento di titoli di debito del Governo statunitense.
Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri, figurano i Segretari al Tesoro statunitensi Robert Rubin[1] e Henry Paulson, il Governatore della Bank of Canada Mark Carney, il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi e il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti.
Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 a Marcus Goldman si unisce il genero Samuel Sachs e nello stesso anno viene quotata alla borsa di New York.
Agli inizi del 1900 la banca diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi: ad esempio nel 1906 accompagna in borsa importanti società come Sears&Roebuck[2], e la banca sempre in quel periodo diviene la prima Banca di Wall Street a reclutare neolaureati tra le sue fila.
A seguito del grande crack del 1929 la banca rischia quasi il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni ’20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d’investimento venduti al pubblico, come il Goldman Sachs Trading Corporation,Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation, dal funzionamento simile allo schema di Ponzi. La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni. Sul punto John Kenneth Galbraith scrisse: “l’autunno del 1929 fu forse la prima occasione in cui gli uomini riuscirono a truffare se stessi.”[3]
Per chi volesse approfondire : Wikipedia
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità. Carlo Marx.
Più scrivi di cose importanti, ma elementari, e meno ti capiscono. Slash16.
Buona Giornata della Memoria a tutti, per quanto mi riguarda aspetto il 25 aprile, come tutti gli anni.
Arrivano le carceri private
Riporto, da crisis.blogosfere.it
Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell’art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.
Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che
al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastrutturae per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.
C’è dell’altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.
In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto “privatizzazioni”, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.
Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.
Arrivano le carceri private
Riporto, da crisis.blogosfere.it
Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell’art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.
Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che
al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastrutturae per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.
C’è dell’altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.
In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto “privatizzazioni”, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.
Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.
LIBERALIZZAZIONI: CLAMOROSO: ART.44, ARRIVANO LE CARCERI PRIVATE.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola. Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì. Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.
C’è dell’altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.
In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto “privatizzazioni”, si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.
Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un “Paese normale”. Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall’opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.
Di Debora Billi da crisis.blogosfere.it
Vs SOPA
Many websites are blacked out today to protest proposed U.S. legislation that threatens internet freedom: the Stop Internet Piracy Act (SOPA) and the Protect IP Act (PIPA). From personal blogs to giants like WordPress and Wikipedia, sites all over the web — including this one — are asking you to help stop this dangerous legislation from being passed. Please watch the video below to learn how this legislation will affect internet freedom, then scroll down to take action.
Molti siti web verranno oggi oscurati per protestare contro la proposta di legge USA che minaccia la libertà di internet: la “stop internet piracy act” (sopa) e la Protect IP act (PIPA). Dai blog personali a giganti come wordpress.com e Wikipedia, ed altri in tutto il mondo, incluso questo, ti chiedono di aiutare nel fermare questa pericolosa legislazione che rischia di essere attuata. Guarda il video per capire gli effetti della proposta di legge, quindi scorri giù per partecipare alla protesta.
Ps, nelle opzioni di oscurazione ho sbagliato selezione (il fiocco al posto del blackout + messaggio di protesta, siccome non posso cambiare, rimedio così)^^


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