Articoli marcati con tag ‘terra’

DEMOCRAZIA ANNACQUATA (Guglielmo Ragozzino).

Ieri, a metà giornata, la Camera dei deputati ha votato in segreto contro l’arresto, giusto o sbagliato che fosse, di Nicola Cosentino, un suo membro. Sei mesi orsono, 26 milioni di voti nel referendum sul «legittimo impedimento», avevano stabilito che tutte le persone sono uguali davanti alla legge. Per il Parlamento, Cosentino è dunque più uguale degli altri. Poche ore prima la Corte Costituzionale aveva reso noto la bocciatura della richiesta di referendum abrogativo sulla attuale legge elettorale, quella nota come «porcellum», sostenuta da 1,2 milioni di cittadini. Il giorno prima il governo autorevolmente rappresentato da Mario Monti aveva esposto «le norme generali sulle liberalizzazioni e tutela dei consumatori», a supporto della precedente manovra del 6 dicembre «Salva Italia». Lo aveva fatto a Berlino, ottenendo l’invocato plauso di Angela Merkel, la Cancelliera. Non una parola sui referendum sull’acqua.
Il senso di fastidio dei poteri sui referendum idrici si esprime in una frasetta: «Il presente articolo 18 non si applica al servizio idrico per il quale rimangono ferme le competenze dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas…» Ecco chiamata in causa una quarta Autorità centrale.
Camera, Corte, governo mostrano di non tenere in considerazione la volontà popolare, giusta o sbagliata che sia. Il referendum sull’acqua, preparato su migliaia di tavoli, in una discussione pubblica diffusa è malvisto da chi è convinto che l’acqua sia buona solo da vendere e che venderla sia un grande affare, il più grande del secolo, purché ritorni nella disponibilità dei gruppi multinazionali. I soliti 26 milioni – noi – sono folclore italico, non certo un modello per i popoli della Terra.
Nei decreti, quello di dicembre e quello di gennaio, sono esposti molti provvedimenti che, presi tutti insieme, trasformano il nostro paese in un modello diverso, nel quale la maggioranza dei cittadini, ancor di più gli stranieri che si sono uniti a noi, vivrà una vita più grama. Il motivo è la crisi, ora declinata nell’astrazione dello «spread», una spirale che potrebbe inghiottire tutto quello che abbiamo. Difendere il «porcellum» e Cosentino; disprezzare o deridere, a Berlino, la volontà popolare: in che paese siamo finiti?
Il governo ci vuol convincere a cedere pezzi di salario, di pensioni, di democrazia, di libertà: il Parlamento vota tutto. È una stretta implacabile, conseguenza della crisi; oppure è un veritiero caso di «Shock Economy». Naomi Klein potrebbe prendere in considerazione l’Italia se mai scrivesse una nuova edizione del suo libro. Travolti dalla crisi, terrorizzati dal gorgo spaventoso detto «spread», dovremmo accettare una democrazia a scartamento ridotto e soprattutto consentire che le libertà sindacali e sociali che l’articolo 18 della legge 300 del 1970 rappresenta per tutta la popolazione, vadano in fumo.
Da quarant’anni infatti, nel bene e nel male, la popolazione vi riconosce un principio generale di eguaglianza e giustizia. Per questo è affezionata a quel che è stato e significa ancora; sarà arduo scippare l’art 18.

Da Il Manifesto del 13/01/2012.

Perchè il Capodanno non va festeggiato

Perchè il Capodanno non va festeggiato

Fratelli, voglio che sappiate perchè non si addice ai santi festeggiare il capodanno. La ragione è perchè si tratta di una festa di origine pagana intrisa di superstizioni di ogni genere.

E quindi perchè si tratta di una opera infruttuosa delle tenebre, e noi siamo chiamati a non parteciparvi, secondo che è scritto: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele” (Efesini 5:7-11).

Infatti noi quali discepoli di Cristo non dobbiamo condurci come si conducono i pagani, secondo che è scritto: “Questo dunque io dico ed attesto nel Signore, che non vi conduciate più come si conducono i pagani nella vanità de’ loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo della ignoranza che è in loro, a motivo dell’induramento del cuor loro. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni sorta di impurità con insaziabile avidità” (Efesini 4:17-19).

Qui di seguito voglio trascrivervi alcune notizie (reperite in Internet) sull’origine del capodanno e sulle principali superstizioni ad esso collegate, affinché vi rendiate conto del suo carattere pagano, e ve ne asteniate anche voi.

Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre, seguaci dei druidi, avevano il costume di festeggiare il passaggio al nuovo anno. Tale culto pagano venne deplorato da un certo Eligio di Noyon (588 circa – 660) – un alto funzionario della corte dei re merovingi, che è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica Romana – che redarguì il popolo delle Fiandre dicendo loro: ‘A Capodanno nessuno faccia empie ridicolaggini quali l’andare mascherati da giovenche o da cervi, o fare scherzi e giochi, e non stia a tavola tutta la notte né segua l’usanza di doni augurali o di libagioni eccessive. Nessun cristiano creda in quelle donne che fanno i sortilegi con il fuoco, né sieda in un canto, perché è opera diabolica’. Per i Babilonesi il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera.
Ecco come si è arrivati a festeggiare il nuovo anno il 1 gennaio: fu Giulio Cesare, nel 46 a.c., a creare il ‘calendario Giuliano’ che stabiliva che l’anno nuovo iniziava il primo gennaio. Il primo di gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti strenne come augurio di fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia. La dea era apportatrice di fortuna e felicità; il termine latino ‘strenna’, presagio fortunato, deriva probabilmente proprio dalla dea. Nel Medioevo molti paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno. Tra queste per esempio il 1 marzo (capodanno nella Roma repubblicana), 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale). Solo con l’adozione universale del calendario gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII, che lo ideò nel 1582), la data del 1 gennaio come inizio dell’anno divenne infine comune.

Lenticchie a mezzanotte. Uno dei riti più conosciuti in tutta Italia è quello di mangiare le lenticchie allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. Questa usanza – secondo la superstizione – favorisce l’abbondanza e la ricchezza: i legumi, infatti, sono considerati un cibo in grado di nutrire e di opporsi alla fine del tempo in vista di una generazione di prospettive valide per il futuro.

I botti di Capodanno. Anche i ‘botti’ di Capodanno sono la manifestazione della volontà di allontanare le forze del male e gli spiriti maligni che si scatenano in un momento di passaggio dal vecchio al nuovo anno, dalla fine all’inizio del tempo. E’ vero che per molti i ‘botti’ oggi rappresentano anche l’allegria per l’arrivo del nuovo anno, ma rimangono comunque di origine pagana e poi sono soldi buttati via.

Lanciare i cocci a mezzanotte. L’usanza più caratteristica come rito di eliminazione del male, fisico e morale, che si è accumulato nell’anno trascorso è quella di lanciare i cocci a mezzanotte. Questa usanza è diffusa in diverse parti d’Italia ed è ancora viva nelle grandi città come Napoli e Roma. Anche in questo caso quindi ci si trova davanti ad una superstizione.
Gettare le cose vecchie. In segno di cambiamento, per i pagani, con l’arrivo del nuovo anno è di buon augurio gettare le cose vecchie.

Mangiare uva passa. La tradizione vuol che oltre alle lenticchie anche la scelta di mangiare dell’uva passa nel corso della notte di Capodanno porti soldi in abbondanza nel nuovo anno. Altra superstizione che rigettiamo quindi.

La prima persona che si incontra per strada. Allo scoccare della mezzanotte è importantissima la prima persona che si incontra per strada, perchè secondo i superstiziosi è di buon augurio incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia.

Baciarsi sotto il vischio. Un’altra tradizione ancora molto seguita è quella di baciarsi sotto il vischio in segno di buon auspicio. A mezzanotte, come brindisi speciale, il bacio sotto al vischio con la persona amata porterà amore per tutto l’anno. Il vischio – secondo i superstiziosi – infatti è una pianta benaugurale che dona prolificità sia materiale che spirituale. Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, mentre i Celti ritenevano che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.

Vestire biancheria intima rossa. La tradizione italiana segue anche l’usanza di vestire della biancheria intima rossa la sera di Capodanno. Si tratta di un modo per attirare i buoni auspici per il nuovo anno. Per il cenone dunque è d’obbligo un intimo color rosso sia per gli uomini che per le donne. Gli antichi romani lo indossavano come simbolo di sangue e guerra per allontanare la paura. Oggi è diventato un auspicio di fortuna per il nuovo anno. Queste sono altre menzogne, generate dal diavolo, che bisogna rigettare.

Dopo questa carrellata di informazioni concernenti il capodanno, non si può che convenire con Paolo che i pagani si conducono nella vanità de’ loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo della ignoranza che è in loro, a motivo dell’induramento del cuor loro. Ci incammineremo dunque noi che siamo luce nel Signore, nelle vie tenebrose e tortuose dei pagani? Così non sia.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

[Tratto dal blog "Chi ha orecchie da udire oda", curato da Giacinto Butindaro]

Sanremosocial: c’è tempo sino all’8 Gennaio per votare. In sei andranno all’Ariston insieme a Bidiel e Io ho sempre Voglia

Si sono concluse nei giorni scorsi le audizioni di Area Sanremo, il laboratorio che negli ultimi anni ha sfornato parecchi talenti, che ha assegnato due posti per la sezione Giovani di Sanremo 2012. Successo per due gruppi: Bidiel, di Brando Madonia, figlio del cantautore Luca l’anno scorso in gara con “L’alieno” e i monopolitani Io ho sempre voglia. Fra i bocciati, non senza polemiche (qualcuno ha detto apertamente che si stiano favorendo le major promuovendo giovani che “non daranno fastidio) l’ex Amici Erika Mineo e  l’ex X Factor Lavinia Desideri

è ancora possibile partecipare alle votazioni on line su facebook per Sanremosocial. La selezione web quest’anno come è noto passa da facebook ed è riservata agli artisti fino ai 28 anni, decisione che ha suscitato parecchie polemiche. Saranno sei i posti in palio e per votare è necessario andare su questa pagina. A scanso di equivoci va detto, che la votazione online servirà a stabilire SOLO GLI AMMESSI ALLE AUDIZIONI FINALI E SOLO LA META’ DI QUESTI.

Si vota infatti sino alle 18 dell’8 gennaio, poi il 12 via alle audizioni: dei 60 finalisti, 30 saranno selezionati dalla commissione (Mazzi, Gianni Morandi e tre esperti) e 30 saranno i più votati dal web, ai quali si aggiungeranno 20 riserve. Di questi, sei andranno a Sanremo. In questa lista di artisti in concorso ci sono una marea di volti noti reduci dai vari talent show, tanti altri  giovani meritevoli che sin qui non hanno trovato il giusto spazio e altri nomi in rampa di lancio. Eccone una piccola rassegna.

DAI TALENT SHOW PER BAMBINI ED ADOLESCENTI – C’è Alessandro Casillo, il 15enne di Milano secondo classificato in questa edizione di “Io Canto”  con “E’ vero” (con giù la Sony alle spalle), da cui arrivano anche Vito Fasano (“Il mio difetto”) e la filippina Zendryll Lagrana (“Non farmi male”)  e c’è la ormai 18enne Veronica Liberati già a “Ti lascio una canzone” con “L’amore imperfetto”. E anche  l’attrice e cantante già vista ai Cesaroni Giulia Luzi con “Quella volta che”

DA X FACTOR – C’è Davide Mogavero, terzo nella quarta edizione con “La mia bugia”, non proprio un pezzo straordinario e c’è Daniele Magro, dalla seconda edizione, con “L’aria che respiro” che sfida virtualmente l’ex compagno di edizione Jury Magliolo con “Il ricordo”. Dalla prima edizione ci sono Antonio Maggio, ex componente degli Aram Quartet, allora vincitori, con “Nonostante tutto” e Federica Santini, spoletina già degli Fm, in gara come Ley con “Brilla il nulla”, al secondo tentativo, che meriterebbe una chance. Dalla quarta c’è anche il discusso Stefano Filipponi con “Pollyanna”. Gli Skills sono composti fra gli altri dall’ex Amici Davide Flauto e dall’ex X Factor Silver (“Come un angelo”), mentre Giovanni Caccamo (“Mezze verità”) era uno dei ballottaggi dei nuovi ingressi l’anno scorso ma non riuscì ad entrare.  E poi c’è Silvia Pirani, bocciata ai casting di questa edizione ma che aveva molto colpito per le doti canore (di lei avevamo parlato in occasione del singolo), in corsa con “E ti racconto così”.

DA AMICI – Folta la pattuglia di ex “Amici” in gara. Simonetta Spiri ha una delle cose migliori fra quelle presentate e meriterebbe un posto nei sei. Ma il nome più famoso è quello di Piero Napolano, che quando era un componente dei Pquadro a Sanremo Giovani giunse anche terzo, nel 2007. Ci prova con “Martello e incudine” e che sfiderà virtualmente l’ex compagno Piero Romitelli ora nei Postorgasmic (“Contromano”).  Ornella Pellegrino adesso si fa chiamare Eighty e ci prova con “Fragole e neve”. Poi ci sono Martina Stavolo (“Bacerai solo me”), Brigida Cacciatore (“Ancora un po’”), Andrea Vigentini (“Non lasciarmi mai”), Eleonora Crupi (“Questa sono io”),  l’italo-americano Stefan Di Maria (“Giorgia L.a”),  Thomas Grazioso (“Baciami”), Cassandra De Rosa (“Prendo tempo”), Antonio Mungari (“Ancora una volta”), Angelo Iossa (“Amarti senza te”),

DA STAR ACADEMY - Ebbene si, anche da Star Academy, nonostante il flop del programma,  c’è qualcuno che ci prova. Si tratta di Thomas Moschen (“Essenza e anima”),  Manuela Manca (“I colori che non hai”),  Alessio Testa (“Riflessi”), Julia Lenti (“Parla con me”),  ed Irene Ghiotto (“Gli amanti”).

GRANDE FRATELLO – Sotto il nome d’arte di Miss Maria si nasconde in realtà l’ex gieffina Francesca Giaccari, in gara con “Tris ex” dopo l’ottimo successo del singolo d’esordio “Io grido”.

PARENTI D’ARTE DI TALENTO – Noi due soldini li scommetteremmo sull’ingresso almeno alle audizioni e forse anche nei sei di Benedetta Giovagnini, sorella della compianta Valentina che fu seconda nel 2002 con “Il passo silenzioso della neve” ed è scomparsa tragicamente il 2 gennaio del 2009. Già vista a I Raccomandati,  è parecchio brava ed ha un bel pezzo, “Gennaio”, dedicato alla sorella. Lorenzo Vizzini, figlio del cabarettista di Zelig Danilo e pupillo di Mario Lavezzi, l’anno scorso era invece fra gli otto finalisti di Area Sanremo, quest’anno ci prova con “L’amicizia”, un pezzo simpaticissimo dedicato a facebook.

IN RAMPA DI LANCIO...- Ovvero, quelli bravi che finora non hanno avuto spazi. Segnaliamo Giovanni Block, vincitore di Musicultura 2009 e Ylenia Lucisano, che da due anni ci prova senza successo e meriterebbe un’occasione, con “Non è come me”. Ma quella che salvo sorprese è già col biglietto in tasca è Erica Mou, prodotta dalla Sugar di Caterina Caselli e che arriva da un anno ottimo, con un album molto ben promosso. E con un pezzo fuori dagli schemi, “Nella vasca da bagno del tempo”. Pare difficile non vederla sul palco dell’Ariston. E poi ancora Maridà, prodotta da Dino Vitola, che nel 2009, col suo vero nome, Marida Celestino, giunse quinta a Sanremoweb.59 (“Fantasma”),  Martino Corti, prodotto da Mara  Maionchi, con “Tu tu”. Oltre ad Edoardo Lo Conte, vincitore di Castrocaro 2009 (“Le parole che ho dentro”). Più altri artisti già noti come Nicco Verrienti (“Eri il paradiso”), la rapper napoletana Neyla (“Quello che non sai”), le Millionaire Blonde (“Sulla Terra”).  Segnaliamo anche come d’abitudine i tre nostri corregionari, il narnese Alessandro Cavalieri con “Mi troverai in un libro” e gli spoletini Saverio Mariani & Rock Band con “Eclissi”, oltre alla citata Federica Santini.

A VOLTE RITORNANO – E ancora, quelli che ci sono già stati. Come Christian Lo Zito, già in gara a Sanremo Giovani 2005, qui in corsa con “Non mi pento” e come Domenico Cardella, in arte Carducci, premio della critica fra i giovani nel 2007 quando era nei Frank Head e cantava “Para Para Ra Ra”. Oltre ai citati Napolano e Romitelli già Pquadro.

STRANIERI E CURIOSITA’ - La curiosità è per i tre stranieri in gara: oltre al citato Di Maria, ci sono il rapper Justin Creeps, al secolo Alexandru  Eugen  Iacovici, nato nel 1995 a Galati in Romania, da sei anni in Italia, in gara con “Oggi mi sento bene” ela lituana  Karina Gintare in gara con “Motocicletta anni 60″.  Oltre alla citata Zendryll Lagrana. E c’è anche in gara la miss Italia in carica, Stefania Bivone, col brano “Cantare”, firmato anche da Enrico Boccadoro.

ARTIGIANALI - C’è poi chi ha presentato un prodotto – per così dire – “eccessivamente artigianale”: “L’anima del dittatore” di Pisolo dorme ancora è solo voce e chitarra. Troppo alta la chitarra, la voce non si sente quasi per niente. Voce e chitarra anche per “El matus (La canzone del Cactus)” di Kephas.

LE COSE MIGLIORI - Pezzi interessanti qua e là: la citata Erica Mou si conosce ormai bene,  come anche hanno un buon pezzo i citati Martino Corti, Julia Lenti ed Irene Ghiotto, ma vale la pena andarsi a sentire anche “Dopo mi uccidi” di Simonetta Spiri e “L’epoca del presidente” di Giovanni Block, dove ognuno può leggerci quello che vuole. Ma anche “Guasto” di Marco Guazzone non è niente male come anche “Prendo tempo” di Cassandra De Rosa. E i Caponord, già sentiti a MTV New Generation, si fanno notare con “Fra un’ora”. Meritano una segnalazione anche i palermitani Sabù e la vigilia, al quarto tentativo, con “L’essenza” e Daniele Ronda, già finalista di Sanremo Doc, l’area dialettale di Sanremo che presenta l’unico brano in vernacolo: “Brasam fort” è in piacentino. E anche la viareggina Laura Locatori, in arte Juliette Jolie, due anni fa fra gli audizionati finali, della quale avevamo già parlato in occasione del debutto, che presenta il bel mambo “Non potrei vivere senza amore”.

Fra i rapper, interessante “Tanto l’Italia è così” del catanese Dinastia, che però se la prende coi politici e dunque difficilmente entrerà. “Assolo Jazz”, della 18enne vicentina Eva è un pezzo di grande atmosfera: lei ha il sostegno di Paolo Meneguzzi perchè è la vincitrice di Progetto Amore, un festival a scopo benefico che si svolge in Svizzera, a Mendrisio, città natale del cantante, che è a capo del progetto stesso. Atmosfere rarefatte anche per “Su un treno vado via” delle sedicenni ennesi Ben Varrey, mentre “L’oroscopo del giorno” della friulana Angelica Lubian si fa canticchiare pur uscendo dai canoni del pop classico.

IL CASO  KEPLERO- Interessante anche l’elettropop di Luigi Vicedomini, in arte Keplero, salernitano di Eboli, il cui brano contro la disinformazione dei media “La cassata” sembra però essere già passato nel programma “Ciao Belli” di Radiodeejay (qui il link dal myspace dell’artista): il regolamento_di sanremosocial parla solo di “Canzone nuova”, senza specificare i criteri che intendono un brano come tale e si chiede una autocertificazione (!) dell’artista in tal senso.

TORMENTONE IN ARRIVO -Ma attenzione, fra i pezzi c’è un tormentone assoluto: è quello dei Power Francers, gruppo hip hop di Chieti noto al pubblico delle discoteche per il tormentone “Pompo nelle casse”, che con la loro “Mamma” hanno per le mani un potenziale successo radiofonico. Il pezzo è molto “light”, adatto al loro target, ma funziona davvero molto bene (anche il video, girato nelle loro case con le loro vere mamme!) il ritornello entra in testa in cinque secondi. Teniamoli d’occhio, a prescindere da Sanremo…

Razze aliene a Ballarò – i Padani sembrano sbarcati ieri, i Droidi della Libertà vanno in tilt

Un uomo verde chiamato Maroni (nome in codice Bobo) è appena sbarcato sulla Terra. Sul suo pianeta l

Se questo è un uomo…

Credo ci sia un limite anche al razzismo. Si chiama umanità. Non accetto chi non riconosce l’altro, non dico il diverso perchè ognuno di noi lo è diverso, ma l’altro, quello che ci sta di fronte e occupa con noi un pezzetto della Terra. Si nasce a caso, gli spermatozooi non chiedono da dove viene l’ovulo che stanno per fecondare nè se è di razza buona, nè lo chiede l’ovulo. Per fortuna, così il mondo è vario, colorato, vivace. E ogni tanto nasce qualche genio da una casalinga o da un disoccupato e qualche depravato da famiglie”per bene”.Si chiama conservazione della specie. Poi ci sono quelli che per ignoranza, calcolo, paura e desiderio di potere cavalcano le paure di tutti.Per conservare i loro privilegi. I leghisti in primis, che si mostrano per quello che sono, fascisti della pessima ora, che non lo dicono ma vorrebbero mettere tutti i diversi, diversi da chi? , dentro campi di concentramento. Un leghista poi in seguito alle alluvioni che ogni anno portano devastazione e morte per il mal tempo, ma ache per il pessimo governo del territorio, in parte fatto da lui, dice che è meglio che sia tutto allagato, così si mandano via i Rom. Perchè secondo lui i Rom non hanno dignità di vita.Forse i Rom non sono un popolo integerrimo, come tutti i popolo non lo sono, forse alcuni rubano, o sfruttano i bambini. Basta, però, aprire il gironale e scopriamo che di ladri in giacca e cravatta ce ne sono a bizzaffe, di sfruttatori di bambini anche, pedofili o schiavisti. Gli stessi leghisti hanno pendenze varie in processi per truffa, malversazione e chi più ne ha più ne metta. Mi chiedo come fanno le persone per bene ad aderire a un partito sì fatto. Ci vorrebbe una vera inondazione di onestà per cancellare tante malefatte. Purtroppo mi devo accontentare di aggiungere l’articolo e di mette la fotografia del leghista, perchè si veda bene la faccia di chi ogni sera torna in famiglia dopo aver detto e pensato frasi prese dal Mein Kampf.

Articolo

La risposta dei Rom e dei Sinti

La foto

Se questo è un uomo…

Credo ci sia un limite anche al razzismo. Si chiama umanità. Non accetto chi non riconosce l’altro, non dico il diverso perchè ognuno di noi lo è diverso, ma l’altro, quello che ci sta di fronte e occupa con noi un pezzetto della Terra. Si nasce a caso, gli spermatozooi non chiedono da dove viene l’ovulo che stanno per fecondare nè se è di razza buona, nè lo chiede l’ovulo. Per fortuna, così il mondo è vario, colorato, vivace. E ogni tanto nasce qualche genio da una casalinga o da un disoccupato e qualche depravato da famiglie”per bene”.Si chiama conservazione della specie. Poi ci sono quelli che per ignoranza, calcolo, paura e desiderio di potere cavalcano le paure di tutti.Per conservare i loro privilegi. I leghisti in primis, che si mostrano per quello che sono, fascisti della pessima ora, che non lo dicono ma vorrebbero mettere tutti i diversi, diversi da chi? , dentro campi di concentramento. Un leghista poi in seguito alle alluvioni che ogni anno portano devastazione e morte per il mal tempo, ma ache per il pessimo governo del territorio, in parte fatto da lui, dice che è meglio che sia tutto allagato, così si mandano via i Rom. Perchè secondo lui i Rom non hanno dignità di vita.Forse i Rom non sono un popolo integerrimo, come tutti i popolo non lo sono, forse alcuni rubano, o sfruttano i bambini. Basta, però, aprire il gironale e scopriamo che di ladri in giacca e cravatta ce ne sono a bizzaffe, di sfruttatori di bambini anche, pedofili o schiavisti. Gli stessi leghisti hanno pendenze varie in processi per truffa, malversazione e chi più ne ha più ne metta. Mi chiedo come fanno le persone per bene ad aderire a un partito sì fatto. Ci vorrebbe una vera inondazione di onestà per cancellare tante malefatte. Purtroppo mi devo accontentare di aggiungere l’articolo e di mette la fotografia del leghista, perchè si veda bene la faccia di chi ogni sera torna in famiglia dopo aver detto e pensato frasi prese dal Mein Kampf.

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La risposta dei Rom e dei Sinti

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L’Italia sorvegliata speciale dall’Fmi e dall’Ue. Barroso e Lagarde: “Mancate di credibilità”.

5 novembre 2011 – L’Italia, sotto tiro dei mercati finanziari, esce da ‘sorvegliata speciale’ dal vertice dei Venti grandi della Terra che si sono riuniti a Cannes per il tradizionale summit d’autunno. Incontro che, le tensioni sui debiti dell’eurozona e il caso Grecia, hanno profondamente modificato trasformandolo in una riunione d’emergenza per trattare i rischi della crisi dei paesi dell’eurozona e accendere i riflettori, dopo Atene, anche su Roma e sul percorso di attuazione delle riforme concordate con Bruxelles.
E mentre l’Italia, secondo quanto riferito dal premier Silvio Berlusconi, avrebbe rifiutato l’aiuto economico offerto dall’Fmi (offerta smentita dal presidente Christine Lagarde), non ha potuto opporre resistenza al pressing dei leader affinchè si sottoponesse a una verifica trimestrale da parte del Fondo sullo stato di attuazione delle riforme promesse, dalle pensioni al lavoro, dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni. Verifica che Berlusconi e il titolare dell’Economia Giulio Tremonti hanno definito come una “certificazione” che non consisterà in una sorta di ‘commissariamento’ del Paese, né di un controllo dell’istituzione di Washington sul bilancio pubblico.
E’ la scarsa credibilità nelle misure annunciate dall’Italia, in particolare, a indurre i leader mondiali a mettere il Paese al centro dell’attenzione. A dirlo apertamente è stato lo stesso numero uno dell’Fmi, spiegando che il problema è stato “chiaramente identificato tanto dalle autorità italiane che dai loro partner”. Il monitoraggio dell’Fmi, secondo Lagarde, sarà d’aiuto al governo “sia sul risanamento che sulle riforme strutturali”. Nel complesso, i Venti Paesi, secondo quanto recita il comunicato finale del summit, hanno accolto positivamente l’invito dell’Italia al Fondo monetario. Barack Obama si dice fiducioso che Roma attuerà il pacchetto di misure proposto e che l’azione degli ispettori dell’Fmi rafforzerà la fiducia dei mercati nell’Italia, mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy, fra i principali fautori dell’operazione, ha espresso parole di sostegno sottolineando che il Paese “non è solo” e che “questa è la base della solidarietà europea”.
Già la prossima settimana la Commissione europea effettuerà una missione a Roma, mentre la prima ispezione del Fondo scatterà entro fine mese, termine ultimo indicato dal premier per l’approvazione del primo pacchetto di misure. Con questa concessione Berlusconi punta a costruire un argine attorno ai titoli di Stato italiani i cui rendimenti questa settimana hanno sfiorato il 6,5% con uno spread sopra quota 450. I timori sono che il paese non riesca a sostenere nel lungo periodo un debito pari al 120% del Pil.
ANSA

L’Italia sorvegliata speciale dall’Fmi e dall’Ue. Barroso e Lagarde: “Mancate di credibilità”.

5 novembre 2011 – L’Italia, sotto tiro dei mercati finanziari, esce da ‘sorvegliata speciale’ dal vertice dei Venti grandi della Terra che si sono riuniti a Cannes per il tradizionale summit d’autunno. Incontro che, le tensioni sui debiti dell’eurozona e il caso Grecia, hanno profondamente modificato trasformandolo in una riunione d’emergenza per trattare i rischi della crisi dei paesi dell’eurozona e accendere i riflettori, dopo Atene, anche su Roma e sul percorso di attuazione delle riforme concordate con Bruxelles.
E mentre l’Italia, secondo quanto riferito dal premier Silvio Berlusconi, avrebbe rifiutato l’aiuto economico offerto dall’Fmi (offerta smentita dal presidente Christine Lagarde), non ha potuto opporre resistenza al pressing dei leader affinchè si sottoponesse a una verifica trimestrale da parte del Fondo sullo stato di attuazione delle riforme promesse, dalle pensioni al lavoro, dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni. Verifica che Berlusconi e il titolare dell’Economia Giulio Tremonti hanno definito come una “certificazione” che non consisterà in una sorta di ‘commissariamento’ del Paese, né di un controllo dell’istituzione di Washington sul bilancio pubblico.
E’ la scarsa credibilità nelle misure annunciate dall’Italia, in particolare, a indurre i leader mondiali a mettere il Paese al centro dell’attenzione. A dirlo apertamente è stato lo stesso numero uno dell’Fmi, spiegando che il problema è stato “chiaramente identificato tanto dalle autorità italiane che dai loro partner”. Il monitoraggio dell’Fmi, secondo Lagarde, sarà d’aiuto al governo “sia sul risanamento che sulle riforme strutturali”. Nel complesso, i Venti Paesi, secondo quanto recita il comunicato finale del summit, hanno accolto positivamente l’invito dell’Italia al Fondo monetario. Barack Obama si dice fiducioso che Roma attuerà il pacchetto di misure proposto e che l’azione degli ispettori dell’Fmi rafforzerà la fiducia dei mercati nell’Italia, mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy, fra i principali fautori dell’operazione, ha espresso parole di sostegno sottolineando che il Paese “non è solo” e che “questa è la base della solidarietà europea”.
Già la prossima settimana la Commissione europea effettuerà una missione a Roma, mentre la prima ispezione del Fondo scatterà entro fine mese, termine ultimo indicato dal premier per l’approvazione del primo pacchetto di misure. Con questa concessione Berlusconi punta a costruire un argine attorno ai titoli di Stato italiani i cui rendimenti questa settimana hanno sfiorato il 6,5% con uno spread sopra quota 450. I timori sono che il paese non riesca a sostenere nel lungo periodo un debito pari al 120% del Pil.
ANSA

G20: Croisette blindata

La parola d’ordine è “blindatura”. Cannes blindata, strade blindate, capi di stato blindati, auto blu blindate…

Possibile che l’unico elemento non blindato sia il comune forziere, saltato da tempo grazie ai grimaldelli sporchi della politica e alle combinazioni lambiccate della finanza?

Come mai ho in mente la scena del film di Monicelli “I soliti ignoti” in cui Totò, ladro ormai invecchiato, insegna come aprire la cassaforte, passando il “mestiere”, ad un gruppo di giovani ladruncoli?

Perché la sensazione è che i “potenti” della Terra blindino la stanza quando ormai la cassaforte è vuota?

Riflessione sull’articolo di fede delle ADI: LA DIVINITA’ DEL SIGNORE GESU’

Riflessione sull’articolo di fede delle ADI: LA DIVINITA’ DEL SIGNORE GESU’

Logo delle ADIUna riflessione, su questo ARTICOLO DI FEDE DELLE ADI:

“LA DIVINITÀ DEL SIGNORE GESÙ

“CREDIAMO NELLA SUA VITA SENZA PECCATO, NEI SUOI MIRACOLI, NELLA SUA MORTE VICARIA, COME ‘PREZZO DI RISCATTO’ PER TUTTI GLI UOMINI, NELLA SUA RISURREZIONE, NELLA SUA ASCENSIONE ALLA DESTRA DEL PADRE, QUALE UNICO MEDIATORE, NEL SUO PERSONALE ED IMMINENTE RITORNO PER I REDENTI E POI SULLA TERRA IN POTENZA E GLORIA PER STABILIRE IL SUO REGNO” (I PIETRO 2:22; II CORINZI 5:21; ATTI 2:22; I PIETRO 3:18; I TIMOTEO 2:5, 6; ROMANI 1:4; 2:24; I CORINZI 15:4; ATTI 1:9-11; GIOVANNI 14:1-3; I CORINZI 15:25).”

Non siamo assolutamente d’accordo sul fatto che il ritorno del Signore sia IMMINENTE, infatti sta scritto:

“”2 Tessalonicesi 2:2 vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse IMMINENTE. 2:3 Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, 2:4 l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio.“”

Il ritorno del Signore non è IMMINENTE, alle porte, perché prima si devono manifestare DUE segni, la grande APOSTASIA, e il secondo è la VENUTA DELL’EMPIO, dell’uomo del peccato, come ha spiegato l’apostolo Paolo ai Tessalonicesi.

Addirittura, citano il passo di Atti che dichiara chiaramente che Gesù non tornerà in modo INVISIBILE per rapire la sua chiesa, ma in MODO VISIBILE, nella stessa maniera in cui lo hanno visto andare in cielo (cfr Atti 1:9-11).

Sì, è vero che il Signore tornerà, ma non lo farà imminentemente, perché i segni della sua Venuta ancora ancora non stanno avvenendo, anzi, forse si stanno vedendo i primi albori della GRANDE APOSTASIA.

Da notare anche il fatto che IN QUESTO ARTICOLO DI FEDE DELLE ADI viene detto che il RITORNO DEL SIGNORE E’ IMMINENTE, MA NON VIENE CITATO NESSUN PASSO CHE LO FACCIA INTENDERE.

Udite, udite, fratelli, anzi, leggete, leggete, ma cercate anche di capire e di seguire il discorso e di connettere le cose assieme secondo il buon discernimento e l’intendimento secondo Iddio. Collegate l’articolo di fede ai passi della Scrittura e cercate di capire da dove è stato tratto il fatto che Gesù tornerà in modo INVISIBILE e che il suo ritorno è IMMINENTE. Se non trovate dei passi chiari che lo confermano, allora vuole dire che vi stanno mentendo.

Giuseppe Piredda

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