Articoli marcati con tag ‘social network’

API di twitter 10x sito web

In un interessante intervista con il co-fondatore di Twitter Biz Stone, Sean Ammirati al Read/WriteTalk fa alcune domande riguardo al ruolo delle API di twitter nel loro successo e i progetti futuri. Biz rivela che le API hanno un traffico 10 volte superiore del sito web di twitter.

Leggi l’intervista su http://blog.programmableweb.com/

Hackers scombussolano Twitter e Facebook

da repubblica.it

Attacco al microblogging più famoso della rete. Colpiti gli account di celebrità di primo piano. Con il neopresidente Usa che lancia un sondaggio per vincere buoni benzina…

di MAURO MUNAFO’

Barack Obama

Barack Obama

UN presidente eletto che invita i suoi sostenitori a partecipare a un sondaggio per vincere dei buoni benzina, un telegiornale nazionale che dichiara l’omosessualità di un commentatore politico e un anchorman che ammette di essere sotto l’effetto del crack. Questa è in breve la cronaca di un giorno di follia su Twitter, il servizio di microblogging più famoso della rete, vittima nella notte di un attacco senza precedenti che ha portato dei malintenzionati a controllare gli account di alcune celebrità di primissimo piano quali Barack Obama, Britney Spears, Fox News e altri ancora.

 

Twitter è un servizio molto conosciuto negli Stati Uniti e nella comunità tecnologica italiana che permette agli utenti di descrivere cosa stanno facendo attraverso post di massimo 140 caratteri. Il successo di questo mezzo, estremamente semplice e leggero, ha fatto sì che negli States vi abbiano approdato, oltre ai geek della Silicon Valley, anche personalità del mondo della politica, del giornalismo e dello show-biz. Un esempio su tutti è proprio Barack Obama, presidente eletto che durante la campagna elettorale ha fatto un uso massiccio di Twitter, tanto da diventare presto il più seguito su questo servizio con più di 150mila abbonati.

Difficile immaginare la reazione dei tanti fan dell’ormai ex senatore dell’Illinois quando, dopo due mesi di silenzio su Twitter (l’ultimo messaggio era un ringraziamento post elettorale datato 5 novembre), hanno ricevuto un link di vero e proprio spam, più consono alle fastidiose catene che tutti ricevono sulla casella di posta elettronica che all’ufficio stampa del prossimo “uomo più potente del mondo”. Non è andata meglio a Britney Spears, che si è ritrovata a fare commenti decisamente volgari su alcune sue parti fisiche, o a Rick Sanchez, giornalista della Cnn che ha “confessato” di essere sotto l’effetto di droghe pesanti.

Gli hacker, dotati di un discutibile senso dell’umorismo, hanno però anche attaccato gli account ufficiali di Facebook (che rimandava a un sito pornografico), di Fox News e dell’Huffington Post, tutti seguiti da decine di migliaia di utenti. Vista la grande visibilità dei soggetti colpiti, i gestori del sito sono intervenuti in fretta, bloccando i 33 account “infestati” e riconsegnando le password ai legittimi proprietari, oltre a scusarsi per la grave falla nella sicurezza del sito.

Dal blog ufficiale si legge che l’attacco si è verificato sfruttando gli strumenti del team di supporto, come l’invio di email in caso di password dimenticata. Un’azione non pensata in larga scala, come di solito accade con fenomeni quali il phishing, bensì mirata proprio al controllo di alcuni account ben precisi.
Informati i malcapitati utenti e i loro tanti sostenitori, rimane da capire chi abbia compiuto il gesto e perché.

Come notato dal blog della Silicon Valley TechCrunch, i messaggi degli account attaccati sembrano scritti da persone diverse, tanto che alcuni neppure rimandano a siti di spam ma si limitano ad affermazioni pensate quasi come uno scherzo, non proprio di buon gusto. Sempre secondo TechCrunch, l’hacker in questione sarebbe uno solo che, dopo aver ottenuto i dati di accesso, li ha pubblicati nella community Digitalgangster, permettendo così agli altri utenti di sbizzarrirsi. E di essere, almeno per qualche ora, il presidente degli Stati Uniti o la popstar più famosa d’America.

(6 gennaio 2009)

“O noi o loro”, in migliaia

Mobilitazione sul web contro le pagine che mitizzano i boss mafiosi. La polemica investe il social network, che ha escluso ogni censura. E scende in campo anche la politica

da repubblica.it di SALVO PALAZZOLO

 

Il popolo di Facebook si mobilita contro le pagine (in aumento) che mitizzano i mafiosi siciliani Riina e Provenzano. Dal quartier generale del social network, a Palo Alto, California, hanno fatto già sapere che non scatterà alcuna censura. Ma dopo le polemiche dei giorni scorsi, soprattutto dopo la decisione dei vertici di Facebook di rimuovere le foto che ritraggono donne mentre allattano al seno, la protesta si è organizzata. Sono già cinquantamila gli utenti che hanno raccolto l’appello di pagine come "O noi o loro, 100mila firme contro la mafia on line", "Fuori la mafia da Facebook", "No alla mafia sui social network" oppure "A noi la mafia fa schifo". E’ in Rete anche una petizione rivolta al presidente della commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu: "Non possiamo accettare che vi sia chi alimenti un fenomeno devastante e chi inneggi alle gesta dei carnefici degli uomini dello Stato". Un’altra petizione è per il ministro delle Telecomunicazioni: "Non si può lasciare i social network senza una corretta gestione, altrimenti chiediamo anche la loro chiusura per complicità in apologia di reato, punibile secondo il nostro codice penale". Scende in campo anche la politica: "Facebook è una risorsa, ma nella lotta alle cosche sono in gioco valori importantissimi – dice il senatore Giuseppe Lumia, ex presidente della commissione parlamentare Antimafia – i padrini delle stragi potrebbero approfittarne per recuperare la loro credibilità perduta". Il presidente dei senatori dell’Udc Gianpiero D’Alia, che è anche membro dell’Antimafia, lancia una proposta: "Se i responsabili del social network continueranno a permettere un simile scempio dovranno essere per primi i politici a dare un segnale, cancellandosi da Facebook e chiedendo ai loro contatti di fare lo stesso". Salvatore Borsellino, il fratello del giudice assassinato per ordine di Riina e Provenzano, ha un’idea ben precisa su quanto sta accadendo. Dalle pagine di Repubblica.it ha lanciato un allarme: "E’ in atto una campagna di disinformazione per delegittimare i magistrati, ma anche tutti coloro che cercano la verità sui misteri di Riina e Provenzano. Ci sono messaggi – spiega Borsellino, animatore del sito www.19luglio1992.com – che tentano di mettere in discussione sentenze già passate in giudicato. Non dimentichiamo che uno dei progetti principali dei padrini è ormai da anni quello di ottenere la revisione dei processi. Credo che su Facebook stiano operando agenzie ben precise di disinformazione. Agiscono dietro le foto e le identità di giovanissimi, ma non sono tali". La protesta antimafia su Facebook prosegue. In centinaia si sono già iscritti alle pagine dedicate ai boss. E hanno postato i loro messaggi. C’è chi scrive soltanto "Onore a Falcone e Borsellino". E chi mette addirittura in rete pagine di libri e sentenze, per spiegare chi sono stati veramente Riina e Provenzano. Rita Borsellino, la sorella di Paolo, rilancia la protesta: " Verrebbe la tentazione di dire, mi tiro fuori dal social network, invece bisogna occuparlo per fare in modo che chi ha cattive intenzioni non trovi spazio e sia costretto a confrontarsi con chi invece ne fa un uso corretto. Sono loro che devono andarsene, non noi". (5 gennaio 2009)

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