Articoli marcati con tag ‘sindacati’
A proposito dell’art.18
Carissimo Scalfari,
Alitalia, nessuna concreta novità
da inviatospeciale.com
24 dicembre 2008
La giornata di ieri è stata densa di dichiarazioni, polemiche, comunicati, richiami e riunioni. Eppure, drammaticamente, per i lavoratori di Alitalia tutto resta come prima e non si vede alcuna soluzione alla violenza di una situazione di insostenibile e crudele precarietà.
Silvano Bernacchia, sindacalista di base della Filt Cgil in mattinata aveva dichiarato:”Rispetto alla situazione di ieri c’è stata un’evoluzione, abbiamo fatti dei passi avanti e per il momento non si prevedono assemblee dei lavoratori all’aeroporto di Fiumicino. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi che dovrebbero emergere con l’incontro previsto oggi alle 17 al centro direzionale di via della Magliana tra i sindacati firmatari, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl, e i rappresentanti di Cai”.
Bernacchia non ha spiegato quali passi avanti si siano fatti, ma pochi segnali in verità lasciavano prevedere un’inversione di tendenza nella poltivca di assunzione del personale da parte della ‘cordata patriottica’. I disagi di ieri, che i Media hanno addebitato ai dipendenti di Alitalia senza spiegare quali erano i motivi reali della protesta, hanno indotto gli abitanti del Palazzo all’esercizio della dichiarazione.
Si è immediatamente distinto il ministro anti-fannulloni Brunetta: “I lavoratori di Alitalia che hanno partecipato ieri alle assemblee a Fiumicino, causando la cancellazione di un centinaio di voli, devono farsene una ragione, le compagnie aeree sono settori privatizzati in concorrenza” e devono smetterla perchè “con questa crisi scioperare è da irresponsabili”.
Il responsabile della Funzione pubblica ha aggiunto: “E’ finita l’epoca in cui Alitalia perdeva due milioni al giorno. Non è stato licenziato di fatto nessuno, se ne devono fare una ragione” precisando poi che “in questa fase i sindacati confederali hanno meno responsabilità di quelli professionali. Riflettete, la gente non è con voi”. Infine ha invocato, come da copione, “la mano dura”.
Con Brunetta una motitudine di politici di tutti gli schieramenti hanno rilasciato comunicati di ogni tipo.
L’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), vicina alla Uil, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare l’interruzione di pubblico servizio dei dipendenti dell’Alitalia che ieri hanno partecipato alle assemblee spontanee. L’associazione ha apprezzato “l’intervento tempestivo della Commissione di garanzia per gli scioperi” e si augura che a questa presa di posizione nette faccia seguito, di concerto col Prefetto, la precettazione dei lavoratori che hanno causato il blocco e i conseguenti disagi sui voli”. “E’ assurdo e vergognoso che si adottino queste forme di protesta in prossimità delle feste natalizie, quando il flusso di viaggiatori è di molto superiore alla media”, ha aggiunto il presidente dell’Adoc Carlo Pileri.
Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, in un’intervista a ‘La Stampa’ a proposito delle assemblee indette dai dipendenti aeroportuali di Alitalia ha detto: ”Non è nè possibile nè tollerabile. Sono state violate tutte le leggi e i comportamenti sindacali, dando un immenso danno alle famiglie e all’immagine del Paese. Spero in sanzioni adeguate. L’Enac può sanzionare la compagnia: probabilmente saremo obbligati a farlo, ma in questo caso non mi sento di imputare niente ad Alitalia. Ma si possono sanzionare i lavoratori direttamente. I sindacati non possono consentire che cose di questo genere avvengano sotto Natale; e al governo, con il ministro dell’Interno, spetta il potere di precettazione”. Comunque, ha sottolineato il presidente dell’Enac, ”andrò fino in fondo, e verranno fatte istruttorie per capire”.
In tutti questi casi quello che stupisce è l’assoluta incapacità a comprendere le ragioni che hanno generato la protesta.
Anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti è intervenuto sulla vicenda: ”Siamo molto preoccupati sia per i disagi ai passeggeri, sia per la fragilità che ogni giorno dimostra il piano messo in campo. La colpa è soprattutto di chi ha impostato questa operazione. Come è noto non siamo stati mai coinvolti dal governo nella vicenda Alitalia-Cai, ma malgrado questo siamo sempre stati con la Regione soggetti attivi e abbiamo messo da parte anche delle risorse se serviranno. Sembra che non si riesca a uscire dal tunnel o se lo si fa, avviene con fatica e con costi immensi sottratti alle Politiche di sviluppo”.
Zingaretti, esponente del Pd, colto da amnesia, ha dimenticato le dichiarazioni del segretario del suo partito, Walter Veltroni, che all’indomani della firma dell’accordo se ne assunse la paternità. Se la Provincia di Roma non è stata “coinvolta” lo è stato il Pd e l’esponente politico dovrebbe ricordarlo.
Insomma, l’idea di schierarsi con una presunta maggioranza di italiani in difesa dei ‘viaggiatori del Natale’, perchè la politica fondata sul sondaggio ha vinto su quella costruita sui Diritti, ha spinto il Palazzo, senza distinzione di area, ad ignorare i drammi personali di migliaia di donne ed uomini che passeranno le festività senza stipendi e senza sicurezze per il futuro.
Nella mattinata nei pressi di Piazza di Spagna, nel cuore di Roma, alcune decine di assistenti di volo e piloti avevano voluto manifestare ai cittadini il proprio disagio. Con loro numerosi sindacalisti di Sdl. Tuttavia era evidente, anche nel numero dei partecipanti, che la stanchezza, le aggressioni di gran parte dei Media e la solitudine nella quale sono stati lasciati da tutti, con l’eccezione dell’Italia dei valori e del segretario di Rifondazione, Ferrero, pesino ed abbiano generato un diffuso senso di tristezza e disillusione.
I partecipanti all’iniziativa romana si sono raccolti intorno ad un alberello di Natale, che al posto delle colorate decorazioni tradizionali, aveva le lettere di comunicazione della cassa integrazione. Un piccolo gruppo di persone, mescolate tra decine di romani impegnati nell’acquisto degli ultimi regali, che però sapevano ancora nutrire in sè stessi il desiderio e la volontà di reisitere ad uno dei più brutti capitoli nella storia sindacale italiana. Erano persone che stavavo dedicando il proprio tempo a tutti i colleghi che a casa soffrono immobili, vittime di un gioco al massacro del quale è difficile comprendere senso e necessità.
L’Sdl in riferimento alla discussione di queste ore sull’orario di lavoro, con una lettera inviata a Berlusconi, al sottosegretario Letta ed ai ministri Sacconi e Matteoli, ha domandato perchè “non si possa riconsiderare la nostra proposta di applicazione del part-time per risolvere, almeno in parte, le forti criticità derivanti dalle dimensioni di un’azienda, la CAI, che prevede l’assunzione soltanto del 50 per cento del personale precedentemente impiegato da Alitalia”.
In serata era ripreso l’incontro tra sindacati firmatari e Cai sui criteri di assunzione nella Nuova Alitalia. ”Mi auguro ci siano margini di trattativa – aveva detto il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi prima della riunione – serve più che altro la volontà politica. Cai deve tornare indietro, entro stasera, perchè il Paese non può essere attraversato in questi giorni di festività, da ci che è successo ieri”, riferendosi alle assemblee dei lavoratori che hanno provocato cancellazione di voli e disagi a Fiumicino. Secondo il dirigente della Filt, ”c’è una grandissima incompetenza o malafede nell’applicazione delle intese sottoscritte a Palazzo Chigi”. Per Rossi ”è tutta colpa di Cai”.
A conclusione dell’ennesimo incontro fonti sindacali hanno dichiarato che si era parlato di personale di terra, con qualche apertura da parte di Cai sulle operazioni di imbarco e sbarco bagagli e sulla manutenzione pesante. Riguardo al primo comparto, i sindacati hanno fatto fanno sapere che la ‘cordata patriottica’ avrebbe assicurato la possibilità di assumere a tempo indeterminato gli operai che non avevano ancora ricevuto le lettere di assunzione o che erano stati assunti a tempo determinato. I sindacati sospettavano che alcune attività potessero essere presto esternalizzate. Si vedrà oggi se Cai, come sembra abbia comunicato, invierà le prime lettere di assunzione ai lavoratori ‘dimenticati’. Stesse rassicurazioni sarebbero state date sulla manutenzione. Sulla pulizia di bordo, invece, non si è raggiunta alcuna soluzione. I sindacati confederali e l’Ugl, poi, hanno fatto sapere che ci sarà una nuova riunione il 30 dicembre. Di piloti e assistenti di volo, forse tra i nodi centrali dell’intero affaire, non si è parlato. Pur non avendo alcuna rappresentatività nei comparti di volo Cgil, Cisl, Uil e Ugl dovrebbero affrontare l’argomento prima della fine dell’anno. Lo stillicidio di incontri e riaggiornamenti, in ogni caso, mostra quanto sia difficile convincere Cai al rispetto degli accordi.
Da domani InviatoSpeciale, tra le poche voci che hanno provato a raccontare la storia vera di Alitalia, dovrà sospendere le pubblicazioni per importanti lavori di manutenzione sul sito. Il giornale, però, nei limiti delle possibilità tecnologiche imposte dall’upgrade, continuerà ad occuparsi di questi cittadini del cielo, forse i veri “eroi” di un mondo del lavoro che sta subendo in tutte le sue articolazioni uno degli attacchi più pesanti in tutta la storia repubblicana.
A loro ed a tutti quelli che oggi subiscono la cassa integrazione, la precarietà e la paura per la perdita del posto di lavoro, InviatoSpeciale fa gli auguri non solo per il Natale, ma per un futuro nel quale i diritti tornino ad essere rispettati, insieme alla dignità della persona umana.
Alitalia, i lavoratori sono esasperati
23 dicembre 2008, 8.00
Che la situazione dovesse precipitare era chiaro da giorni ed anzi appare miracolosa la pazienza conservata dai lavoratori fino a ieri. Le procedure per la messa in cassa integrazione e le prime assunzioni in Cai erano di per sè incomprensibili. I criteri di anzianità, qualifica, scelta stessa delle persone sembravano orientati da uno strano intento punitivo, non giustificato, inutilmente aggressivo.
InviatoSpeciale ha dato largo spazio ai fatti ed era stupefacente che a fronte di una evidente disumanità delle tecniche di gestione del personale applicate dalla ‘cordata patriottica’ la direzione dell’ azienda degli “eroi” di Berlusconi non si ravvedesse. Invece nulla, anzi una dichiarazione espressa da fonti vicine al management di Cai faceva sapere che di cambiare strada “non se ne parlava nemmeno”.
Così ieri il personale di terra, falcidiato da giorni, ha ritenuto opportuno protestare. Con due assemblee cominciate al mattino e andate avanti ad oltranza, gli addetti alla manutenzione degli aerei e ai servizi aeroportuali che aderiscono a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltasporti, hanno chiesto a Cai il rispetto degli accordi sottoscritti sui criteri di assunzione. I sindacati hanno chiesto anche un intervento da parte del governo.
Dalla metà della scorsa settimana il personale di volo, assitenti e piloti, erano entrati nell’incubo di modalità di selezione dense di un sentimento innaturale di violenza psicologica ed avevano tentato di richiamare l’attenzione della stampa, degli altri sindacati e delle forze politiche, rimanendo quasi del tutto inascoltati.
Ieri i Media, invece di parlare di diecimila persone oltre l’orlo di una crisi di nervi, abbandonati, incerti sul futuro, senza stipendio e senza alcuna entrata (la cigs comincerà ad essere versata non prima della fine di gennaio) parlavano delle vacanze di Natale ‘rovinate’ ai turisti.
Mentre solitari Anpac, Up e Sdl avevano tentato di organizzare una rete di protezione che difendesse i lavoratori ai quali era chiesto di cambiare sede, andare a centinaia di chilometri di distanza o che si ritrovava nell’incertezza di aspettare se sarebbe stato inserito nell’organico di Cai, i nuovi propietari di Alitalia non fornivano alcuna delucidazione e i sindacati confederali e l’Ugl erano del tutto spariti da Fiumicino.
Poi, di fronte all’impossibilità di accettare la logica della ‘cordata patriottica’ ed al crescente malumore dei lavoratori, i firmatari dell’accordo avevano dovuto chiedere un incontro con Colaninno e soci. Le riunioni sono andate avanti per due giorni senza portare a nulla e la crisi è scoppiata.
Le dichiarazioni tardive di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltasporti adesso sono diventate chiare. Per loro i disagi sono ”diretta responsabilità dei vertici Cai”, cui manca ”completamente il buon senso ed il rispetto delle persone” ed hanno aggiunto che invitano l’azienda ”a una immediata revisione degli errori commessi. Quando si è sordi per giorni alle grida di allarme accadono cose come quelle di stamattina”.
Il Garante per gli scioperi, Antonio Martone, come se le persone fossero state prese da improvvisa follia, ha inviato ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Prefetto di Roma una comunicazione: “Il protrarsi dell’astensione collettiva dal lavoro – si leggeva nella nota – potrebbe recare un grave pregiudizio al diritto alla mobilità costituzionalmente tutelato”. Il Garante ha segnalato la possibilità di “violazioni dei limiti derivanti dallo Statuto dei lavoratori e dal contratto collettivo”. Martone ha rilevato il diritto costituzionale alla mobilità, dimenticando quello al lavoro.
Lo stesso ha fatto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha reso noto: ”Ho invitato le parti a chiarire al più presto le contrapposizioni per permettere un sereno svolgimento delle attività di volo, fermo restando che tale modo di agire da parte dei lavoratori appare non conforme alle regole applicabili nel settore del trasporto, soprattutto in un periodo di particolare movimento come quello pre-natalizio. Tali comportamenti dei lavoratori, che potrebbero configurare l’interruzione di pubblico servizio, stanno creando disagi e disservizi sia ai passeggeri in arrivo che a quelli in partenza” da Fiumicino, prosegue la nota, spiegando che ‘’sono già stati cancellati alcuni voli internazionali e a breve saranno cancellati anche alcuni voli nazionali in quanto mancano i servizi di assistenza a terra gestiti da Alitalia Airport”. L’Enac ha poi invitato ”i passeggeri a contattare la compagnia Alitalia per avere notizie aggiornate in merito allo stato dei propri voli”.
Infine è stata la volta del ministro Matteoli, che con un proprio provvedimento ha ordinato ai dipendenti che partecipavano all’assemblea spontanea in corso a Fiumicino di riprendere, con decorrenza immediata, le prestazioni lavorative. Il ministro ha sotenuto che l’assemblea in corso a Fiumicino, per le sue modalità di effettuazione, si configurava come uno sciopero in violazione della legge dello Statuto dei lavoratori e del contratto collettivo di lavoro. “L’astensione dal lavoro – ha detto Matteoli – sta causando pesanti disservizi al funzionamento del servizio interessato e grave pregiudizio al diritto di mobilità garantito dalla Costituzione in un periodo in cui il numero dei viaggiatori che usufruiscono degli aerei è altissimo”.
Insomma l’Italia è uno strano Paese, nel quale decine di migliaia di persone possono essere triturate per settimane, messe in cassa integrazione, selezionate con una durezza indicibile, lasciate a casa senza lavoro e senza sapere perchè, abbandonate dai propri rappresentanti sindacali e poi considerate copevoli se al limite dell’esasperazione protestano e ‘rovinano’ le vacanze di Natale a passeggeri-cittadini, che a loro volta da mesi sono informati in modo del tutto strumentale sulle vicende che riguardano il trasporto aereo. Cittadini che a causa della non conoscenza dei fatti diventano massa di manovra per una politica il cui fine appare dubbio e dove preminente è la ‘difesa’ ad oltranza degli interessi di Cai, impresa privata e non intoccabile e non criticabile entità soprannaturale.
Intanto nel pomeriggio, in un albergo romano, numerosi lavoratori di Alitalia hanno partecipato ad una assemblea dell’Itala dei Valori che ha offerto loro la propria solidarieta. Dopo molti interventi di assistenti di volo e personale di terra, Antonio Di Pietro, presidente del partito ha detto: ”Su Alitalia ne ho detto già di tutti i colori in Parlamento. Lui si arrabbia (Berlusconi, ndr) sempre perchè gli dico che è un corruttore politico, ma che devo fare se lo è?”. Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite sul fallimento del piano Alitalia hanno inciso anche Cgil, Cisl e Uil. ”Una grave responsabilità – ha spiegato – ce l’hanno i sindacati sociali che dovrebbero avere come unico obiettivo quello di difendere la parte più debole, cioè i lavoratori, e non quello di avere la supremazia su un partito o sull’altro”. Infine, Di Pietro ha sottolineato: ”Dal prossimo anno saranno un milione i lavoratori che, insieme a quelli di Alitalia, saranno in cassaintegrazione, ma non c’è ancora nessuna soluzione legislativa che prevede come risolvere il problema dei precari o come pagare i cassaintegrati”.
In serata al termine dell’incontro tra sindacati confederali, Ugl e Cai il quadro rimaneva inalterato, non era stata raggiunta alcuna soluzione nel confronto. Fonti sindacali hanno precisato che l’incontro è stato aggiornato a oggi pomeriggio. I tre punti che sono stati affrontati nella riunione riguardano i lavoratori altamente specializzati, quelli della manutenzione e quelli dei servizi di pulizia a bordo. Per quest’ultima attività, sembra che Cai sia intenzionata all’esternalizzazione, soluzione che Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti affermano non essere prevista dagli accordi sottoscritti. Confederali e Ugl, insistono nel dimenticare assistenti di volo e piloti, colpiti anche loro dalle azioni di Cai.
Se in un primo momento era possbile supporre che la confusione e la fretta, oltre alla inesperienza di Cai nella gestione di un complesso sistema di trasporto aereo, potessero aver generato almeno una parte dei ‘disguidi’, oggi sembra incontrovertibile che le scelte dei ‘capitani coraggiosi’ sono parte di una oscura strategia, tendente non si sa perchè a ferire la dignità stessa del futuro personale dei dipendenti Alitalia. Anche emergono con chiarezza gli errori di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, subalterni nella firma degli accordi a scelte di carattere più generale e politico. E questo, per chi dovrebbe rappresentare i lavoratori, rischia di essere un errore molto grave, oltre che inammissibile da un punto di vista morale. Per nulla si è pensato alle condizioni anche esistenziali delle donne e degli uomini di Alitalia.
Stamattina Sdl ha chiamato i lavoratori di Alitalia ad un presidio e a un volantinaggio in piazza Mignanelli, vicino Piazza di Spagna, dalle 10 di mattina a Roma. In un comunicato si legge: “Sarà l’occasione di fare gli auguri alla città di Roma e renderla partecipe a quanto sta accadendo in questi giorni in quella che è (o era) la più grande realtà industriale e professionale del territorio. Sarà anche l’occasione per farci gli auguri tra di noi e renderci visibili a discapito di chi sta tentando di nasconderci agli occhi dell’opinione pubblica”.
Alitalia, Astolfo e la Luna
Articolo di inviatospeciale.com
Alitalia: Falsa partenza
Riassunto della cronaca e delle dichiarazioni di ieri, a seguito della mancata partenza di CAI prevista il primo dicembre 2008. La confusione regna sovrana.
Leggi l’articolo su http://www.inviatospeciale.com
Ascolta la trasmissione di ieri di Rai Radio Uno su http://www.radio.rai.it
Interessante articolo del 29/09/2008 ma ancora valido su http://www.giornalettismo.com


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