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Alitalia, scarpe vecchie a Berlusconi
da inviatopeciale.com
27 dicembre 2008, 8.56
Nonostante le feste natalizie i lavoratori di Alitalia continuano a lottare per i propri diritti. Ieri sono andati a Palazzo Chigi per regalare un vecchio mocassino usato al Cavaliere.
Ieri un centinaio di persone, la maggior parte lavoratori di Alitalia, hanno protestato contro la politica del governo, dando vita allo ’scarpa day’, organizzato dall’Italia dei Valori. Il senatore dell’Idv, Stefano Pedica, ha detto che l’intenzione era quella di contestare “un governo capace solo di creare disoccupazione e di difendere gli interessi dei suoi amici”.
Un mocassino ‘usato’, addobbato con un fiocco natalizio, è stato portato a Palazzo Chgi, sede della presidenza del Consiglio e lasciato davanti al portone di ingresso sbarrato. I manifestanti avevano tutti con sè una scarpa vecchia, con la quale volevano ricordare la contestazione di Montazer al-Zaidi, il repoter che lanciò le sue scarpe contro il presidente Usa, George W. Bush, a Baghdad.
Pedica ha aggiunto: ”Non siamo violenti e non tiriamo scarponi. Li usiamo però come simbolo di protesta contro Silvio Berlusconi, che intende applicare lo scellerato metodo Alitalia a molte altre grandi aziende in crisi. La prospettiva è assistere nei prossimi mesi a 500.000 licenziamenti”.
I partecipanti alla contestazione erano partiti dal Quirinale, dove avavano chiesto aiuto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per poi recarsi a piazza Colonna, passando dinanzi alla sede di Forza Italia. Qui sono stati urlati alcuni slogan contro il premier. Solo a Pedica, accompagnato da tre manifestanti, è stato consentito dalla polizia di arrivare davanti al portone chiuso della presidenza del Consiglio. Lì il senatore ha depositato la scarpa, osservato da molti turisti stupefatti da una iniziativa così insolita. Numerosi i poliziotti e i carabinieri.
Si deve ricordare che a piazza Colonna, sede del governo, è vietato manifestare, sostare ed esporre cartelli di protesta. La decisione fu presa nell’ottobre del 2006 durante il governo Prodi e rafforzata in seguito con il transennamento della zona . Il ‘Palazzo’ non ama essere messo in discussione e, fatto unico nei Paesi democratici, esiste una limitazione territoriale alla libertà di espressione in prossimità della sede dell’esecutivo. Un altro segnale della situazione italiana che i Media e le forze politiche non rilevano, nascondendo la cosa dietro presunte esigenze di “sicurezza”.
Sempre ieri, due notizie diffuse dalle agenzie lasciavano perplessi. La prima, diffusa da “fonti vicine a Cai”, informava che quasi il 100 per cento dei lavoratori ai quali è stata presentata la lettera di assunzione della ‘cordata patriottica’ hanno accettato la proposta. Le stesse agenzie hanno omesso di informare che chi è stato chiamato da Cai non aveva altra alternativa. Inoltre i ‘convocati’ sono solo una parte al momento minoriataria dell’intero organico dell’ex Alitalia.
In una ‘disinformatia’ degna delle fasi più oscure della vita dell’ex Unione Sovietica (se ce ne sono state di limpide), sempre i Media non hanno spiegato perchè, se il successo è così straordinario, la prossima settimana continueranno gli incontri tra gli avvocati della Cai e i sindacati aderenti a Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti sulla verifica di criteri di assunzione. Nonostante fin dall’inizio confederali e Ugl abbiano ‘dimenticato’ di sottolineare la nebulosità del piano industriale degli “eroi” di Berlusconi e accettato supinamente una situazione criticata da quasi tutti gli esperti del settore, di fatto permettendo non solo il ridimensionamento della Compagnia di bandiera, ma anche l’espulsione dal mondo del lavoro di non meno di ottomila persone con contratti a tempo indeterminato e stagionali (con una ricaduta sull’indotto di altre centinaia di addetti), il contenzioso è stato ineludibile e riprenderà martedì 30: si discuterà degli addetti alla pulizia di bordo e di altri aspetti che riguardano i lavoratori di terra. Il 29, pur non rappresentandoli perchè senza una neppure esigua presenza sindacale, le organizzazioni firmatarie dell’accordo discuteranno con Cai di piloti e assistenti di volo.

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