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Alitalia, avvio tra le proteste
da l’unionesarda.it
Proteste e disagi per i passeggeri nel primo giorno della nuova Alitalia. Colanninno sostiene la validità dell’operazione e della scelta del partner. Volontà di cercare un accordo sul un nuovo assetto per Malpensa e LInate.
Debutto fra proteste e speranze per la nuova Alitalia privatizzata. Manifestazioni e assemblee di lavoratori di Linate, Malpensa e Fiumicino hanno provocato cancellazioni, ritardi e disagi. Il gran lavoro per la nuova compagnia sarà, ora, ricostruire la propria immagine e riconquistare la fiducia dei passeggeri che chiedono puntualità, efficienza e servizi migliori.
COLANINNO. All’indomani dell’accordo con Air France-Klm, il numero uno di Alitalia, Roberto Colaninno ha ribadito “la scelta giusta”. Da Lufthansa è arrivata una lettera solo “mezz’ora prima” del cda che ha dato il via libera all’alleanza con il gruppo franco-olandese solo per “interrompere” l’operazione: una “tattica precisa, mirata” – ha spiegato – a fronte di più tentativi di avere un incontro con i vertici della compagnia tedesca e dopo quattro mesi di trattative con Air France-Klm.
PROTESTE. Proteste questa mattina dei lavoratori aeroportuali a Malpensa e Linate preoccupati per il destino dei due scali e del Sindacato dei lavoratori nell’aeroporto romano di Fiumicino che con un corteo ha celebrato il funerale della compagnia.
STOP ALLE PROTESTE. Saranno “le ultime manifestazioni, che riguardano una minima parte dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale”, ha assicurato Colaninno.
LA VENDITA E L’ALLEANZA. Il debutto della compagnia segna il successo di una “operazione complicata, difficile, realizzata in tempi record”, ha detto a “Panorama del giorno”, dopo aver chiuso “un importante accordo internazionale” e “senza aver interrotto il servizio”. Il presidente di Alitalia ha quindi escluso una “svendita” a favore della cordata di imprenditori italiani di cui è stato il regista, visto che “la compagnia era fallita ed è stata ceduta a valore di mercato” all’unico soggetto che ha avanzato un’offerta concreta. Da Parigi, intanto, il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha sottolineato che la nuova Alitalia ora “è molto più attraente” e come l’operazione abbia garantito “uno stretto rispetto dell’italianità” di Alitalia. E ha assicurato che la cooperazione ne farà “un campione nazionale come avvenuto tra Air France e Klm”.
IL FUTURO DI LINATE E MALPENSA. Sul futuro di Linate e Malpensa è tornato poi lo stesso Colaninno. Per ribadire la forte volontà di cercare un accordo su un nuovo assetto: “il mercato del nord ci interessa e lo consideriamo vitale per le nostre strategie, pensiamo che le nostre idee possano sviluppare Malpensa”. Ma per il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, “una minor riduzione dei voli a Malpensa a patto di ridimensionare Linate non è accettabile” e ha annunciato che già la prossima settimana intende incontrare i vertici della nuova Alitalia. Spinetta, da parte sua, ha rilevato che “tutti sanno che i problemi sono legati all’esistenza di Linate. Spetta agli investitori italiani decidere nei prossimi mesi come riorganizzare gli aeroporti della zona. Bisogna uscire rapidamente dal dibattito nord-sud”, perché il principale obiettivo è fare di Alitalia una compagnia profittevole. “I criteri di rendimento saranno gli unici criteri per il cda” ha aggiunto dicendo di aspettarsi “una forte redditività”. Del destino dei due scali milanesi parleranno domani a Roma il presidente del Consiglio Berlusconi ed il sindaco di Milano Letizia Moratti, con cui – ha assicurato il premier – non c’è alcuno scontro. Anche se secondo il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari “gli interessi di Air France erano e restano potenzialmente in contrasto con quelli complessivi del nostro Paese e del Nord in particolare”.
Alitalia, la guerra di Malpensa
da inviatospeciale.com
La discussione sulla scelta del partner straniero di Alitalia rimane in bilico e apre la ‘Campagna padana per Malpensa’.
La cosidetta ‘nuova Alitalia’ dovrebbe partire a giorni, ma del partner straniero si parla molto e capisce poco. Dopo aver annunciato come concluso l’accordo con Air France-Klm adesso si è riaperto il capitolo Lufthansa.
Al centro le pressioni di Lega e forze politiche lombarde (quasi tutte) impegnati a ricollocare l’aeroporto di Malpensa nel cuore della ‘cordata patriottica’.
Gli “eroi” di Berlusconi (alla disperata ricerca di qualcuno che immetta nell’impresa soldi freschi, capacità gestionali e relazioni internazionali) ’scegliendo’ i francesi finirebbero con l’accettare la predominanza di Fiumicino e col ‘tradire’ l’anima padana di un vasto schieramento partitico.
Che Malpensa sia una cattedrale inutile nel deserto non importa, la salvaguardia dell’immenso apparato finanziario e del bacino di potenziale consenso elettorale che gira intorno allo scalo milanese non permette cedimenti. Certo induce preoccupazione una crisi dell’ex hub della Compagnia di bandiera, perchè centinaia di lavoratori incolpevoli rischierebbero di perdere il lavoro.
Tuttavia chi immagina, per fare un esempio, il trasporto aereo francese girare intorno a Lione e non a Parigi o quello inglese far capo a Glascow invece che a Londra?
Oggi era previsto un incontro sull’argomento ‘partner’ tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ma è stato rinviato, forse perchè proprio Malpensa è chiuso per la neve.
Tuttavia in giornata il Governo ha incontrato i vertici della ‘cordata patiottica’. Intorno alle 8 di questa mattina il presidente della Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, hanno parlato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a Palazzo Chigi.
Al centro dei colloqui, secondo fonti di agenzia, gli sviluppi sulla scelta del partner internazionale e l’illustrazione del piano industriale definito dalla compagnia. Non è escluso si stia anche cercando di porre rimedio alla violenza con la quale Cai ha assorbito il personale Alitalia e che Letta debba spingere a più miti atteggiamenti i ‘capitani coraggiosi’.
Il fronte dei fedelissimi di Malpensa è ampio ed ora sono anche in competizione tra loro. I leader padani sono olte a Bossi anche il presidente della Regione, Formigoni (Pdl), il sindaco di Milano, Moratti (Pdl) e quello della Provincia, Penati (Pd).
Berlusconi, infastidito dal protagonismo di Bossi, ha commentato con fastidio alcune parole del leader leghista: “Gli interessi del nord stanno a cuore non solo alla Lega, ma anche a noi”.
I fan di Malpensa vorrebbero un’alleanza con Lufthansa, perchè i tedeschi intenderebbero rafforzare lo scalo lombardo a scapito di quello romano, mentre Air France-Klm concentrerebbe alcuni voli internazionali a Fiumicino, anche se poi tutti e due i vettori finirebbero col portare i passeggeri in partenza dall’Italia verso i propri hub per imbarcarli su loro aerei e portarli (guadagnandoci) in giro per il mondo.
Il dimensionamento della ‘nuova Alitalia’ non è tale, per dislocazione e tipo di areomobili, da lasciar immaginare uno sviluppo sul lungo raggio. Cai sta mettendo in piedi una (per altro non grande) compagnia nazionale.
I padani, se dovesse fallire l’accordo coi tedesch,i chiedono una liberalizzazione dei voli su Malpensa in grado di fare spazio ad un altro grande vettore straniero, che potrebbe essere la stessa Lufthansa, con un ruolo propulsivo per l’hub milanese.
Questa scelta, però, aprirebbe problemi per gli “eroi” di Berlusconi, che con l’acqusto di Alitalia hanno anche ricevuto in dote gli slot (le concessioni di arrivo e partenza). I ‘permessi’ hanno un forte valore commericiale e la loro perdita rappresenterebbe un danno economico non irrilevante. Un bel problema per il Cavaliere mettere tutti d’accordo.
Comunque rimane inqualificabile l’ingerenza della politica e dimostra quanto la ‘cordata patriottica’ ne sia un’emanazione. I partiti e il governo vorrebbero essere i protagonisti delle decisioni, ma la scelta in un mercato serio dovrebbe riguardare solo il management di Cai.
Pur ormai dissolto il ‘fronte del no’ e fiaccata la resitenza dei lavoratori, continuano alcune manifestzioni di protesta. Stefano Pedica dell’Idv ha annunciato che “il 12 continueremo a manifestare prima alla regione poi al Quirinale e a Palazzo Chigi, non ci fermeremo fino a quando non riassumeranno l’ultimo dipendente allontanato con sistemi di un regime che ricorda un passato difficile da dimenticare”.
Piano voli di Alitalia: Fiumicino-Malpensa finisce 13 a 3
da ilsole24ore.com
di Marco Alfieri
30 DICEMBRE 2008
Dedicato «A chi cerca una nuova partenza…». Con la “A” che richiama la tradizionale pinna tricolore Alitalia.
Perché il paradosso è che la vecchia scarburata Magliana, dopo il breve interregno Cai, da domani tornerà a chiamarsi, appunto, Alitalia. E’ uno dei punti all’odg dell’assemblea Cai di stamattina a Milano. Bruxelles all’inizio voleva imporre la rivisitazione del logo per segnare la discontinuità tra vecchia e nuova compagnia, ma alla fine le difficoltà legate alla modifica della sigla Iata Az, hanno aperto la strada al più classico dei ritorni all’antico.
É bastato aprire i giornali di ieri per accorgersene. Nell’ultima pagina dei principali quotidiani campeggiava il lancio pubblicitario della nuova Alitalia. «Il 13 gennaio – recita l’inserzione – dall’unione di Alitalia ed Air One, nasce la vostra nuova compagnia aerea. Forte dei valori della migliore tradizione aeronautica italiana, di un nuovo e ampio network di collegamenti e di una flotta moderna ed efficiente». Dal 13 gennaio, dunque, «è operativo il nuovo programma di voli, acquistabili da subito»…..



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