Articoli marcati con tag ‘facebook’

Apple, Facebook e Twitter denunciate per violazione della privacy

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Apple, Facebook, Twitter e altre 13 società di primo piano sul web sono state denunciate da una class-action formata per combattere la violazione della privacy che sistematicamente viene adoperata a fini commerciali. In settimana, la Western Division del U.S. District Court, Austin Division in Texas ha visto presentare i documenti per chiamare in causa un gruppo di colossi del web come Apple, Facebook e Twitter, ma anche Path, Beluga, Yelp, Burbn, Instagram, Foursquare, Gowalla, Foodspotting, Hipster, LinkedIn, Rovio, ZeptoLab, Chillingo, Electronic Arts, e Kik Interactive. L’accusa si basa sulla pratica di archiviare sui server informazioni sensibili come la lista dei contatti personali.
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Eurovision 2012: San Marino deve cambiare il testo della canzone

La notizia l’ha comunicata l’Ebu sul sito dell’Eurovision e subito dopo San Marino RTV l’ha rilanciata sul proprio, con tanto di dichiarazione della direzione generale: non potrà chiamarsi “Facebook Uh Oh Oh” la canzone di Valentina Monetta per l’Eurovision Song Contest 2012, nè il social network potrà essere chiamato col suo nome nel testo. L’Ebu ha detto no all’utilizzo del marchio “facebook”, dunque preferendo la linea della citazione commerciale rispetto  a quella della parola ormai di uso comune.

Questo il comunicato di San Marino RTV: “Il Reference Group, riunito a Baku, ha chiesto a San Marino una modifica alla canzone presentata. L’inserimento nel testo della parola “Facebook” è stata considerata in contrasto con la norma 1.2.2.g dell’Eurovision Song Contest 2012, benché –come motivato da SM tv San Marino- si trattasse di una parodia, con riferimento al mondo dei social-networks, di cui Facebook è stato e resta l’espressione più marcata. Il diritto di satira è internazionalmente riconosciuto e sulla base dello stesso San Marino ha presentato la sua canzone. Tuttavia, la decisione assunta sarà serenamente rispettata. Entro la data fissata dal Refenrece Group, ovvero entro il 22 Marzo prossimo, si provvederà alla modifica richiesta”.

Adesso rimane da capire cosa farà la tv. Ha l’obbligo di cambiare il testo, non l’intera canzone, ma è chiaro che un cambiamento potrebbe snaturarne completamente il senso e l’ironia. Intanto però la vicenda-San Marino fa parlare: 56mila visualizzazioni del video in due giorni, un articolo su Forbes, un altro sul blog di PopTopoi, le tv straniere che hanno messo la notizia al centro. Se volevano attirare l’attenzione ce l’hanno fatta.

Eurovision 2012: San Marino deve cambiare il testo della canzone

La notizia l’ha comunicata l’Ebu sul sito dell’Eurovision e subito dopo San Marino RTV l’ha rilanciata sul proprio, con tanto di dichiarazione della direzione generale: non potrà chiamarsi “Facebook Uh Oh Oh” la canzone di Valentina Monetta per l’Eurovision Song Contest 2012, nè il social network potrà essere chiamato col suo nome nel testo. L’Ebu ha detto no all’utilizzo del marchio “facebook”, dunque preferendo la linea della citazione commerciale rispetto  a quella della parola ormai di uso comune.

Questo il comunicato di San Marino RTV: “Il Reference Group, riunito a Baku, ha chiesto a San Marino una modifica alla canzone presentata. L’inserimento nel testo della parola “Facebook” è stata considerata in contrasto con la norma 1.2.2.g dell’Eurovision Song Contest 2012, benché –come motivato da SM tv San Marino- si trattasse di una parodia, con riferimento al mondo dei social-networks, di cui Facebook è stato e resta l’espressione più marcata. Il diritto di satira è internazionalmente riconosciuto e sulla base dello stesso San Marino ha presentato la sua canzone. Tuttavia, la decisione assunta sarà serenamente rispettata. Entro la data fissata dal Refenrece Group, ovvero entro il 22 Marzo prossimo, si provvederà alla modifica richiesta”.

Adesso rimane da capire cosa farà la tv. Ha l’obbligo di cambiare il testo, non l’intera canzone, ma è chiaro che un cambiamento potrebbe snaturarne completamente il senso e l’ironia. Intanto però la vicenda-San Marino fa parlare: 56mila visualizzazioni del video in due giorni, un articolo su Forbes, un altro sul blog di PopTopoi, le tv straniere che hanno messo la notizia al centro. Se volevano attirare l’attenzione ce l’hanno fatta.

Eurovision 2012: San Marino deve cambiare il testo della canzone

La notizia l’ha comunicata l’Ebu sul sito dell’Eurovision e subito dopo San Marino RTV l’ha rilanciata sul proprio, con tanto di dichiarazione della direzione generale: non potrà chiamarsi “Facebook Uh Oh Oh” la canzone di Valentina Monetta per l’Eurovision Song Contest 2012, nè il social network potrà essere chiamato col suo nome nel testo. L’Ebu ha detto no all’utilizzo del marchio “facebook”, dunque preferendo la linea della citazione commerciale rispetto  a quella della parola ormai di uso comune.

Questo il comunicato di San Marino RTV: “Il Reference Group, riunito a Baku, ha chiesto a San Marino una modifica alla canzone presentata. L’inserimento nel testo della parola “Facebook” è stata considerata in contrasto con la norma 1.2.2.g dell’Eurovision Song Contest 2012, benché –come motivato da SM tv San Marino- si trattasse di una parodia, con riferimento al mondo dei social-networks, di cui Facebook è stato e resta l’espressione più marcata. Il diritto di satira è internazionalmente riconosciuto e sulla base dello stesso San Marino ha presentato la sua canzone. Tuttavia, la decisione assunta sarà serenamente rispettata. Entro la data fissata dal Refenrece Group, ovvero entro il 22 Marzo prossimo, si provvederà alla modifica richiesta”.

Adesso rimane da capire cosa farà la tv. Ha l’obbligo di cambiare il testo, non l’intera canzone, ma è chiaro che un cambiamento potrebbe snaturarne completamente il senso e l’ironia. Intanto però la vicenda-San Marino fa parlare: 56mila visualizzazioni del video in due giorni, un articolo su Forbes, un altro sul blog di PopTopoi, le tv straniere che hanno messo la notizia al centro. Se volevano attirare l’attenzione ce l’hanno fatta.

Eurovision 2012: San Marino deve cambiare il testo della canzone

La notizia l’ha comunicata l’Ebu sul sito dell’Eurovision e subito dopo San Marino RTV l’ha rilanciata sul proprio, con tanto di dichiarazione della direzione generale: non potrà chiamarsi “Facebook Uh Oh Oh” la canzone di Valentina Monetta per l’Eurovision Song Contest 2012, nè il social network potrà essere chiamato col suo nome nel testo. L’Ebu ha detto no all’utilizzo del marchio “facebook”, dunque preferendo la linea della citazione commerciale rispetto  a quella della parola ormai di uso comune.

Questo il comunicato di San Marino RTV: “Il Reference Group, riunito a Baku, ha chiesto a San Marino una modifica alla canzone presentata. L’inserimento nel testo della parola “Facebook” è stata considerata in contrasto con la norma 1.2.2.g dell’Eurovision Song Contest 2012, benché –come motivato da SM tv San Marino- si trattasse di una parodia, con riferimento al mondo dei social-networks, di cui Facebook è stato e resta l’espressione più marcata. Il diritto di satira è internazionalmente riconosciuto e sulla base dello stesso San Marino ha presentato la sua canzone. Tuttavia, la decisione assunta sarà serenamente rispettata. Entro la data fissata dal Refenrece Group, ovvero entro il 22 Marzo prossimo, si provvederà alla modifica richiesta”.

Adesso rimane da capire cosa farà la tv. Ha l’obbligo di cambiare il testo, non l’intera canzone, ma è chiaro che un cambiamento potrebbe snaturarne completamente il senso e l’ironia. Intanto però la vicenda-San Marino fa parlare: 56mila visualizzazioni del video in due giorni, un articolo su Forbes, un altro sul blog di PopTopoi, le tv straniere che hanno messo la notizia al centro. Se volevano attirare l’attenzione ce l’hanno fatta.

Yahoo VS Facebook, il social network non viola i brevetti

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Yahoo! ha sguainato la spada in direzione di Facebook dichiarando guerra sul fronte brevetti. Il caso è passato in tribunale che deciderà se il social network ha effettivamente violato la proprietà intellettuale su tecnologie legate alla pubblicità online. Facebook, dal canto suo, accusa il motore di ricerca di mancanza di stile. Il portavoce ufficiale del portale di Mark Zuckerberg, Jonathan Thaw ha commentato: “Siamo venuti a conoscenza del procedimento legale per mezzo stampa e ci spiace molto visto che da lungo tempo Yahoo! è nostro partner, potevano agire in altro modo“. La controrisposta di Yahoo!: “Non abbiamo avuto altro modo di agire se non quello legale“.
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Yahoo! non ha stile: Facebook risponde all’accusa di violazione di brevetti

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Yahoo! ha sguainato la spada in direzione di Facebook dichiarando guerra sul fronte brevetti. Il caso è passato in tribunale che deciderà se il social network ha effettivamente violato la proprietà intellettuale su tecnologie legate alla pubblicità online. Facebook, dal canto suo, accusa il motore di ricerca di mancanza di stile. Il portavoce ufficiale del portale di Mark Zuckerberg, Jonathan Thaw ha commentato: “Siamo venuti a conoscenza del procedimento legale per mezzo stampa e ci spiace molto visto che da lungo tempo Yahoo! è nostro partner, potevano agire in altro modo“. La controrisposta di Yahoo!: “Non abbiamo avuto altro modo di agire se non quello legale“.
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Facebook provoca depressione e assuefazione: ecco i rischi secondo uno studio svedese

Facebook provoca dipendenza: lo pensano in tanti, forse solo scherzosamente, senza dare troppo peso alla cosa. Ma cambia tutto se ci sono studi scientifici a dimostrarlo. Un’indagine del genere arriva dalla Svezia, per la precisione dall’università di Göteborg. Il risultato è chiaro: chi non riesce a controllare costantemente il proprio profiloFacebook è più soggetto ad angoscia, depressione.

E questo vale per un numero molto elevato di utenti: almeno un milione sui quattro e mezzo che nel paese scandinavo usano il social network. Lo studio ha esaminato il comportamento di un migliaio di utenti tra i 14 e i 74 anni: come usano Facebook, quanto lo usano, cosa provoca loro la lontananza dal proprio profilo. I risultati sono preoccupanti: un utente su quattro ammette di sentirsi angosciato e depresso se non frequenta regolarmente le sue pagine online. Ecco che si torna al punto d’inizio, ma stavolta con dati precisi: Facebook provoca dipendenza, assuefazione.

L’indagine dell’università di Göteborg ha evidenziato anche il modo molto diverso di usare il social network che hanno gli uomini rispetto alle donne. Come riporta il “The Local”, i primi trascorrono in media su Facebook 64 minuti al giorno e rispetto alle donne pubblicano materiale più ‘provocatorio’.

Le donne invece hanno un tempo di permanenza più lungo, intorno agli 80 minuti, e sembrano anche soffrire emotivamente di più dei loro colleghi maschi. Di fronte a profili pieni di immagini piacevoli, con soggetti sorridenti, le donne reagiscono peggio, si deprimono come se facessero un involontario confronto con la propria vita. L’effetto è lo stesso che molte donne hanno di fronte a copertine patinate che ritraggono modelle.

Antonio Scafati

Il profilattico sociale racconta su Facebook dove è stato usato

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Sui profilattici della Planned Parenthood of the Great Northwest si trova uno di quegli speciali codici per smartphone e tablet, i QR Codes. Si tratta di quei particolari disegni che, una volta inquadrati da una fotocamera digitale di un dispositivo connesso in rete, permettono di accedere a informazioni, pagine e contenuti. E che cosa c’entra questa tecnologia con un sistema anticoncezionale e soprattutto promosso da questa organizzazione traducibile come Maternità pianificata? E’ un vero e proprio esperimento sociale, che ha ovviamente meritato subito l’attenzione del web. E che non dimentica l’importanza della privacy.
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Il profilattico sociale racconta su Facebook dove è stato usato

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Sui profilattici della Planned Parenthood of the Great Northwest si trova uno di quegli speciali codici per smartphone e tablet, i QR Codes. Si tratta di quei particolari disegni che, una volta inquadrati da una fotocamera digitale di un dispositivo connesso in rete, permettono di accedere a informazioni, pagine e contenuti. E che cosa c’entra questa tecnologia con un sistema anticoncezionale e soprattutto promosso da questa organizzazione traducibile come Maternità pianificata? E’ un vero e proprio esperimento sociale, che ha ovviamente meritato subito l’attenzione del web. E che non dimentica l’importanza della privacy.
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