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The Animal Rescue Site
The Animal Rescue Site focuses the power of the Internet on a specific need — providing food for some of the 27 million unwanted animals given to shelters in the U.S. every year. Over 10 million animals are put to death every year in the U.S. alone because they are abandoned and unwanted.
Each click on the purple “Click Here to Give – it’s FREE” button at The Animal Rescue Site provides food and care for a rescued animal living in a shelter or sanctuary. Funding for food and care is paid by site sponsors and distributed to animals in need at the Fund for Animals’ renowned animal sanctuaries (including Cleveland Amory Black Beauty Ranch in Texas and the Wildlife Rehabilitation Center in California), pet shelters supported by the Petfinder Foundation , North Shore Animal League , and other worthy animal care facilities supported by the GreaterGood.org foundation.
100% of sponsor advertising fees goes to our charitable partners.
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Altri settori di questo stesso progetto, con identica possibilità di azione:
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Il circo della Farfalla: DA VEDERE !!! con commento sotto di ANTONIO SOCCI
Cortometraggio del 2009 diretto da Joshua Weigel. Emozionante e commovente “The Butterfly Circus” ha una bella fotografia e una narrazione poetica. Un messaggio di speranza, forte, diretto e positivo, insegna a non arrendersi. Molto bravo Nick Vujicic. Il corto è un pò la storia della sua vita. Senza arti fin dalla nascita, non ha mai smesso di credere in se e nella vita; è riuscito a laurearsi e adesso gira il mondo raccontando la sua storia, e cercando di portare in giro un messaggio di speranza a chi come lui ne ha bisogno.
Nick Vujicic (Melbourne, 4 dicembre 1982) è un predicatore, uno speaker motivazionale australiano, direttore di “Life Without Limbs”, un’organizzazione per i disabili.
Nick Vujicic – Testimonianza integrale DA GUARDARE
http://www.youtube.com/watch?v=uMb7oKgVz5E&feature=related
Regolarmente tiene discorsi in tutto il mondo sulla disabilità e sulla speranza.
Primogenito di una famiglia serba cristiana, Nick Vujicic nacque a Melbourne, Australia con una rara malattia genetica: la tetramelia; è privo di arti, senza entrambe le braccia, e senza gambe eccetto i suoi piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Inizialmente, i suoi genitori rimasero scioccati per questo.
La sua vita è stata piena di difficoltà. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come la legge australiana richiede. Durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale.[1] Ha imparato a scrivere usando le due dita del suo “piede” sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer ed a scrivere usando il metodo “punta tacco” (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d’acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).Non solo la sua fede in Dio è molto grande infatti lui predica davanti a milioni di persone di essere lui il miracolo in persona.
Preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, ed all’età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. Un punto chiave della sua vita fu quando sua madre gli mostrò un articolo di giornale che parlava di un uomo che viveva con grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Questo gli fece capire di non essere il solo a vivere con grandi difficoltà.[3] Quando aveva diciassette anni, cominciò a parlare con il suo gruppo di preghiera,[4] e finalmente cominciò la sua organizzazione non-profit, Life Without Limbs.
Nick uscì dal college all’età di 21 anni con un double major in Ragioneria e Promozione Finanziaria. Cominciò a viaggiare come uno speaker motivatore (motivational speaker), concentrandosi sull’argomento dei giovani di oggi. Tenne discorsi anche nel settore aziendale, in quanto il suo scopo era quello di diventare uno speaker ispiratore internazionale, in luoghi cristiani e non. Regolarmente viaggia di paese in paese per parlare a congregazioni cristiane, scuole, meetings aziendali. Ha tenuto discorsi a più di due milioni di persone fino ad ora, in dodici paesi di quattro continenti. (Africa, Asia, Oceania, e America Settentrionale).[5]
Dall’età di 25 anni, Nick ha sperato di poter diventare economicamente indipendente. Intende promuovere la sua parola sia tramite show televisivi come The Oprah Winfrey Show, sia scrivendo libri. Il suo primo libro, uscito nel 2010, si intitola Life Without Limits: Inspiration for a Ridiculously Good Life.
Il suo DVD, Life’s Greater Purpose, è disponibile sul sito di Life Without Limbs.[6] Gran parte del DVD fu girato nel 2005: documenta in breve parte della sua vita quotidiana, di come lui vive senza arti. La seconda parte del DVD fu girata nella chiesa di Brisbane, dove tenne uno dei suoi primi discorsi motivazionali professionali. I suoi discorsi possono essere visti sul sito dei Premiere Speakers Bureau. Vujicic attualmente vive in California.
Il suo DVD “No Arms, No Legs, No Worries” è disponibile online grazie alla compagnia di speaker motivazionali “Attitude Is Altitude”.
La prima intervista a livello mondiale di Nick, effettuata con 20/20 (ABC) con Bob Cummings è stata trasmessa il 28 marzo 2008.
È stato realizzato un cortometraggio attorno a Nick Vujicic, chiamato “The Butterfly Circus”
ANTONIO SOCCI:
Chi è quel “signor Méndez” che ha pietà di noi, che ci fa stupire… e che trasforma il bruco deforme della nostra anima in una splendida farfalla ?
C’è da tempo, in rete, un cortometraggio bellissimo The Butterfly Circus (Il circo della farfalla) diretto da Joshua Weigel. Dura 20 minuti ed è sottotitolato in italiano.
E’ struggente. Ve lo consiglio
Penso che si sbaglierebbe a credere che questo stupendo film metta a tema la sofferenza della disabilità o l’emarginazione.
Per me non è un film sui corpi, ma sulle anime e lo suggerisce proprio il “signor Méndez”, direttore del “Circo della farfalla” che presenta alla fine Will come “un’anima coraggiosissima”.
La “deformità” di Will, la sua mutilazione è l’immagine della nostra povera umanità, l’immagine di ciascuno di noi, inchiodato al proprio limite, alla propria incapacità, alla propria disperazione e solitudine, al proprio peccato, ai propri sbagli, al proprio “non essere amato” e quindi vittima impotente di un mondo crudele che trae guadagni dalle sue mostruosità.
La storia infatti si apre proprio sullo spettacolo crudele del mondo, che di questa miseria umana fa spettacolo: “il miglior spettacolo di mostri della città”.
Promesse di soldi, dolore e crudeltà, tristezza. E quei poveretti esposti come animali e crudelmente derisi per le loro deformità…
Il tipaccio che li illustra infine annuncia: “una perversione della natura, un uomo – se così lo si può chiamare – a cui Dio stesso ha voltato le spalle!”.
Ecco, questo è il modo come noi ci vediamo e vediamo gli altri: abbandonati da Dio. E quindi asserviti a chi fa senza scrupoli mercimonio della nostra umanità.
Il pubblico davanti a Will alterna sguardi di orrore, derisione, risolini e crudeltà.
Ma quel giorno, in quel cinico luna park, è arrivato un uomo diverso da tutti.
Il “Signor Méndez” ha uno sguardo diverso su quei poveretti.
Vi fa pensare a Qualcuno?
Ecco la sua compassione, il suo fermare la crudeltà dei ragazzetti, il suo levarsi il cappello davanti a Will, il suo “tu sei magnifico!”, l’immediato perdono per lo sputo del povero disperato che credeva di essere deriso perché lui non si vedeva “magnifico”.
Il “Signor Méndez” è subito pronto a scusarlo e giustificarlo: “non è successo niente. E’ colpa mia. Forse mi sono avvicinato un po’ troppo, giusto amico?”.
Chi è quest’uomo strano, unico? E’ il “signor Méndez”, famoso perché direttore del “Circo della farfalla”, quello che – secondo il mondo – fa “spettacoli stravaganti”.
E’ considerato “strano”, “stravagante”, perché è diverso dal luna park delle mostruosità.
Will decide di andare col “Circo della farfalla”, dove lo accolgono con calore, ma non gli fanno fare quello che faceva prima perché “da noi non c’è nessun fenomeno da baraccone”.
Il “Signor Méndez” gli dice: “non c’è niente di edificante nell’esporre le imperfezioni di un uomo… noi siamo contenti che tu stia qui con noi e puoi restare finché vuoi, ma io dirigo un altro tipo di spettacolo”
È lo spettacolo della bellezza, dell’armonia, dell’audacia, dell’abilità umana. Lo si vede quando in un villaggio triste e decadente arriva la compagnia del “Circo della farfalla”….
Il “Signor Méndez” annuncia: “signori e signore, ragazzi e ragazze, ciò di cui ha bisogno questo mondo è di un po’ di stupore”.
Il “signor Méndez” guarda i suoi artisti incantato e commosso. E sussurra a Will: “splendidi, non è vero? Come si muovono, pieni di forza, colore e grazia. Sono sbalorditivi!”
Poi lo scuote bruscamente. Gli fa capire quanto è crudele e ingiusto ciò che pensa di se stesso e gli dice che anche lui può essere come loro.
Infatti gli svela qual è la vera bellezza dei suoi artisti: sono tutti dei redenti, sono persone che erano state buttate dal mondo come perduti e perdenti. E sono rinate.
Perché il “Circo della farfalla” mostra appunto questo meraviglioso spettacolo: il bruco deforme che diventa bellissima farfalla.
Dice il “Signor Méndez” a Will: “se soltanto tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri”.
E’ una possibilità anche per Will. Perché la vera bellezza è quella di chi si lascia amare, di chi accetta la misericordia e “rischia” tutto se stesso in questo amore,
L’obiezione di Will: “Ma sono diversi da me” (tipica obiezione di chi si sente più disgraziato e più incapace di tutti gli altri).
Ma il “Signor Méndez” rovescia totalmente le sue categorie di giudizo:
“Sì. Tu un vantaggio ce l’hai: più grande è la lotta e più è glorioso il trionfo”.
E infatti per Will arriva il trionfo. Così il “Signor Méndez”, felice e commosso può annunciare:
“I vostri occhi saranno testimoni, in questo stesso giorno di un’anima coraggiosissima”.
Non più spettatori di una mostruosità, ma testimoni di una gloriosa rinascita e di un’avventura ardimentosa.
Io penso che il “Circo della farfalla” esista in questo mondo. E’ il Regno di Dio che Gesù è venuto a instaurare. E’ lui che davanti alla mostruosità di ogni uomo gli sussurra: “Tu sei magnifico!”.
E gli diventa amico perché il bruco, il verme, diventi la libera e bella farfalla … Gesù non è venuto a incriminare, a giudicare, a puntare il dito (lo fa già il mondo). No. Gesù è venuto pietosamente a guarirci. A farci rinascere.
E chi siamo noi per dire: no, quello non può farcela, quello è uno abbandonato da Dio?
Ecco una bella pagina del grande Dietrich Bonhoeffer:
“Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro,
sceglie una creatura umana come suo strumento e compie meraviglie lì dove uno meno se le aspetta.
Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono ‘perduto’, lì Egli dice ‘salvato’; dove gli uomini dicono ‘no!’, lì Egli dice ‘sì’! Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì Egli posa il Suo sguardo pieno di un amore ardente incomparabile. (…).
Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, lì Egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il Suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del Suo amore, della Sua vicinanza e della Sua Grazia”.
Questo è il cristianesimo.
Antonio Socci
www.antoniosocci.it 29 gennaio 2012
Il circo della Farfalla: DA VEDERE !!! con commento sotto di ANTONIO SOCCI
Cortometraggio del 2009 diretto da Joshua Weigel. Emozionante e commovente “The Butterfly Circus” ha una bella fotografia e una narrazione poetica. Un messaggio di speranza, forte, diretto e positivo, insegna a non arrendersi. Molto bravo Nick Vujicic. Il corto è un pò la storia della sua vita. Senza arti fin dalla nascita, non ha mai smesso di credere in se e nella vita; è riuscito a laurearsi e adesso gira il mondo raccontando la sua storia, e cercando di portare in giro un messaggio di speranza a chi come lui ne ha bisogno.
Nick Vujicic (Melbourne, 4 dicembre 1982) è un predicatore, uno speaker motivazionale australiano, direttore di “Life Without Limbs”, un’organizzazione per i disabili.
Nick Vujicic – Testimonianza integrale DA GUARDARE
http://www.youtube.com/watch?v=uMb7oKgVz5E&feature=related
Regolarmente tiene discorsi in tutto il mondo sulla disabilità e sulla speranza.
Primogenito di una famiglia serba cristiana, Nick Vujicic nacque a Melbourne, Australia con una rara malattia genetica: la tetramelia; è privo di arti, senza entrambe le braccia, e senza gambe eccetto i suoi piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Inizialmente, i suoi genitori rimasero scioccati per questo.
La sua vita è stata piena di difficoltà. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come la legge australiana richiede. Durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale.[1] Ha imparato a scrivere usando le due dita del suo “piede” sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer ed a scrivere usando il metodo “punta tacco” (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d’acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).Non solo la sua fede in Dio è molto grande infatti lui predica davanti a milioni di persone di essere lui il miracolo in persona.
Preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, ed all’età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. Un punto chiave della sua vita fu quando sua madre gli mostrò un articolo di giornale che parlava di un uomo che viveva con grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Questo gli fece capire di non essere il solo a vivere con grandi difficoltà.[3] Quando aveva diciassette anni, cominciò a parlare con il suo gruppo di preghiera,[4] e finalmente cominciò la sua organizzazione non-profit, Life Without Limbs.
Nick uscì dal college all’età di 21 anni con un double major in Ragioneria e Promozione Finanziaria. Cominciò a viaggiare come uno speaker motivatore (motivational speaker), concentrandosi sull’argomento dei giovani di oggi. Tenne discorsi anche nel settore aziendale, in quanto il suo scopo era quello di diventare uno speaker ispiratore internazionale, in luoghi cristiani e non. Regolarmente viaggia di paese in paese per parlare a congregazioni cristiane, scuole, meetings aziendali. Ha tenuto discorsi a più di due milioni di persone fino ad ora, in dodici paesi di quattro continenti. (Africa, Asia, Oceania, e America Settentrionale).[5]
Dall’età di 25 anni, Nick ha sperato di poter diventare economicamente indipendente. Intende promuovere la sua parola sia tramite show televisivi come The Oprah Winfrey Show, sia scrivendo libri. Il suo primo libro, uscito nel 2010, si intitola Life Without Limits: Inspiration for a Ridiculously Good Life.
Il suo DVD, Life’s Greater Purpose, è disponibile sul sito di Life Without Limbs.[6] Gran parte del DVD fu girato nel 2005: documenta in breve parte della sua vita quotidiana, di come lui vive senza arti. La seconda parte del DVD fu girata nella chiesa di Brisbane, dove tenne uno dei suoi primi discorsi motivazionali professionali. I suoi discorsi possono essere visti sul sito dei Premiere Speakers Bureau. Vujicic attualmente vive in California.
Il suo DVD “No Arms, No Legs, No Worries” è disponibile online grazie alla compagnia di speaker motivazionali “Attitude Is Altitude”.
La prima intervista a livello mondiale di Nick, effettuata con 20/20 (ABC) con Bob Cummings è stata trasmessa il 28 marzo 2008.
È stato realizzato un cortometraggio attorno a Nick Vujicic, chiamato “The Butterfly Circus”
ANTONIO SOCCI:
Chi è quel “signor Méndez” che ha pietà di noi, che ci fa stupire… e che trasforma il bruco deforme della nostra anima in una splendida farfalla ?
C’è da tempo, in rete, un cortometraggio bellissimo The Butterfly Circus (Il circo della farfalla) diretto da Joshua Weigel. Dura 20 minuti ed è sottotitolato in italiano.
E’ struggente. Ve lo consiglio
Penso che si sbaglierebbe a credere che questo stupendo film metta a tema la sofferenza della disabilità o l’emarginazione.
Per me non è un film sui corpi, ma sulle anime e lo suggerisce proprio il “signor Méndez”, direttore del “Circo della farfalla” che presenta alla fine Will come “un’anima coraggiosissima”.
La “deformità” di Will, la sua mutilazione è l’immagine della nostra povera umanità, l’immagine di ciascuno di noi, inchiodato al proprio limite, alla propria incapacità, alla propria disperazione e solitudine, al proprio peccato, ai propri sbagli, al proprio “non essere amato” e quindi vittima impotente di un mondo crudele che trae guadagni dalle sue mostruosità.
La storia infatti si apre proprio sullo spettacolo crudele del mondo, che di questa miseria umana fa spettacolo: “il miglior spettacolo di mostri della città”.
Promesse di soldi, dolore e crudeltà, tristezza. E quei poveretti esposti come animali e crudelmente derisi per le loro deformità…
Il tipaccio che li illustra infine annuncia: “una perversione della natura, un uomo – se così lo si può chiamare – a cui Dio stesso ha voltato le spalle!”.
Ecco, questo è il modo come noi ci vediamo e vediamo gli altri: abbandonati da Dio. E quindi asserviti a chi fa senza scrupoli mercimonio della nostra umanità.
Il pubblico davanti a Will alterna sguardi di orrore, derisione, risolini e crudeltà.
Ma quel giorno, in quel cinico luna park, è arrivato un uomo diverso da tutti.
Il “Signor Méndez” ha uno sguardo diverso su quei poveretti.
Vi fa pensare a Qualcuno?
Ecco la sua compassione, il suo fermare la crudeltà dei ragazzetti, il suo levarsi il cappello davanti a Will, il suo “tu sei magnifico!”, l’immediato perdono per lo sputo del povero disperato che credeva di essere deriso perché lui non si vedeva “magnifico”.
Il “Signor Méndez” è subito pronto a scusarlo e giustificarlo: “non è successo niente. E’ colpa mia. Forse mi sono avvicinato un po’ troppo, giusto amico?”.
Chi è quest’uomo strano, unico? E’ il “signor Méndez”, famoso perché direttore del “Circo della farfalla”, quello che – secondo il mondo – fa “spettacoli stravaganti”.
E’ considerato “strano”, “stravagante”, perché è diverso dal luna park delle mostruosità.
Will decide di andare col “Circo della farfalla”, dove lo accolgono con calore, ma non gli fanno fare quello che faceva prima perché “da noi non c’è nessun fenomeno da baraccone”.
Il “Signor Méndez” gli dice: “non c’è niente di edificante nell’esporre le imperfezioni di un uomo… noi siamo contenti che tu stia qui con noi e puoi restare finché vuoi, ma io dirigo un altro tipo di spettacolo”
È lo spettacolo della bellezza, dell’armonia, dell’audacia, dell’abilità umana. Lo si vede quando in un villaggio triste e decadente arriva la compagnia del “Circo della farfalla”….
Il “Signor Méndez” annuncia: “signori e signore, ragazzi e ragazze, ciò di cui ha bisogno questo mondo è di un po’ di stupore”.
Il “signor Méndez” guarda i suoi artisti incantato e commosso. E sussurra a Will: “splendidi, non è vero? Come si muovono, pieni di forza, colore e grazia. Sono sbalorditivi!”
Poi lo scuote bruscamente. Gli fa capire quanto è crudele e ingiusto ciò che pensa di se stesso e gli dice che anche lui può essere come loro.
Infatti gli svela qual è la vera bellezza dei suoi artisti: sono tutti dei redenti, sono persone che erano state buttate dal mondo come perduti e perdenti. E sono rinate.
Perché il “Circo della farfalla” mostra appunto questo meraviglioso spettacolo: il bruco deforme che diventa bellissima farfalla.
Dice il “Signor Méndez” a Will: “se soltanto tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri”.
E’ una possibilità anche per Will. Perché la vera bellezza è quella di chi si lascia amare, di chi accetta la misericordia e “rischia” tutto se stesso in questo amore,
L’obiezione di Will: “Ma sono diversi da me” (tipica obiezione di chi si sente più disgraziato e più incapace di tutti gli altri).
Ma il “Signor Méndez” rovescia totalmente le sue categorie di giudizo:
“Sì. Tu un vantaggio ce l’hai: più grande è la lotta e più è glorioso il trionfo”.
E infatti per Will arriva il trionfo. Così il “Signor Méndez”, felice e commosso può annunciare:
“I vostri occhi saranno testimoni, in questo stesso giorno di un’anima coraggiosissima”.
Non più spettatori di una mostruosità, ma testimoni di una gloriosa rinascita e di un’avventura ardimentosa.
Io penso che il “Circo della farfalla” esista in questo mondo. E’ il Regno di Dio che Gesù è venuto a instaurare. E’ lui che davanti alla mostruosità di ogni uomo gli sussurra: “Tu sei magnifico!”.
E gli diventa amico perché il bruco, il verme, diventi la libera e bella farfalla … Gesù non è venuto a incriminare, a giudicare, a puntare il dito (lo fa già il mondo). No. Gesù è venuto pietosamente a guarirci. A farci rinascere.
E chi siamo noi per dire: no, quello non può farcela, quello è uno abbandonato da Dio?
Ecco una bella pagina del grande Dietrich Bonhoeffer:
“Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro,
sceglie una creatura umana come suo strumento e compie meraviglie lì dove uno meno se le aspetta.
Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono ‘perduto’, lì Egli dice ‘salvato’; dove gli uomini dicono ‘no!’, lì Egli dice ‘sì’! Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì Egli posa il Suo sguardo pieno di un amore ardente incomparabile. (…).
Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, lì Egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il Suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del Suo amore, della Sua vicinanza e della Sua Grazia”.
Questo è il cristianesimo.
Antonio Socci
www.antoniosocci.it 29 gennaio 2012
“Evasione una riforma a costo zero” (Alessandro Penati).
Controlli e sanzioni più severe ma anche semplificazioni così il fisco vincerà la sua lotta.
La ricetta in 10 punti per scovare chi non paga.
IL “blitz” di Cortina ha scatenato un assurdo clamore: i controlli fiscali, per quanto intrusivi, dovrebbero essere la norma, non l´eccezione. Ma anche il rilievo che gli è stato dato mi lascia perplesso. Come gesto dimostrativo ha sortito l´effetto desiderato. Ma lo Stato, come ho scritto su queste pagine il 27 dicembre, dispone oggi di strumenti molto più efficienti per stanare gli evasori. A questi dovrebbe ricorrere.
1. Di demagogia ce n´è fin troppa. La parola d´ordine nell´azione di contrasto all´evasione dovrebbe essere “efficienza”. Per questo avevo proposto di calcolare ufficialmente e rendere pubblico il Tax gap: la misura delle imposte dovute e non pagate in ogni anno. Come fanno Usa, Gran Bretagna, Svezia, Olanda, e tanti altri. Da noi, invece, abbondano studi occasionali.
E stime non verificabili, approssimazioni e congetture. Solo la pubblicazione annuale di un dato ufficiale può fornire una misura realistica del fenomeno, documentare i progressi nella lotta all´evasione e verificarne l´efficacia. Nel 2010 l´Agenzia delle Entrate ha recuperato 10,6 miliardi: è tanto o poco? È più del doppio di cinque anni fa, ma in assenza di una stima ufficiale di quale sia stato l´andamento dell´evasione, non è dato sapere se e quanto rapidamente facciamo progressi. Né si può valutare l´efficacia della miriade di provvedimenti presi in questi anni, la produttività delle risorse che lo Stato investe nell´azione di contrasto, o quanta evasione si possa realisticamente recuperare.
Negli Usa si stima che ogni dollaro investito in accertamenti ne produca 4 di entrate recuperate. Noi neanche sappiamo quanto costa l´apparato dello Stato. Negli Usa il Tax gap è stabile al 15% (l´obiettivo del 10% non è mai stato raggiunto); in Gran Bretagna è all´8%. Se si prende per buona la stima di 150 miliardi di evasione in Italia, con un gettito complessivo di circa 700 miliardi, per essere in linea con gli Usa dovremmo puntare a recuperare imposte evase per circa 20 miliardi; e circa 80 per raggiungere la Gran Bretagna. Il punto è che se nella lotta all´evasione si vuole passare dalla demagogia all´efficienza, bisogna cominciare a misurare scientificamente l´evasione. Ma di Tax gap il Governo Monti non parla. Quello precedente aveva istituito la Commissione Giovannini che però aveva liquidato l´argomento: l´Istat si sarebbe limitata a una stima dell´economia sommersa (solo una parte dell´evasione), mentre l´Agenzia delle Entrate non voleva o non poteva.
PAGARE TUTTI, PAGARE MENO
La lotta all´evasione non dovrebbe essere uno strumento per aumentare il gettito. Ma per ridistribuire il reddito a favore di chi le tasse le ha sempre pagate. Solo restituendo gli introiti dell´evasione recuperata, in forma di minori aliquote, si può dare un senso di maggior equità. Per questo avevo proposto che il Governo stabilisse, per ogni anno, un livello obiettivo di pressione fiscale, per poi restituire le imposte raccolte oltre quel livello nell´anno successivo. Una misura del Tax gap permetterebbe inoltre di comunicare al pubblico quanta parte delle aliquote è dovuta “all´addizionale evasione”: così ogni cittadino onesto avrebbe una misura di quanto paga in più grazie agli evasori, e toccherebbe con mano il beneficio di un´eventuale maggiore legalità. Si può ottenere una maggiore efficacia del sistema fiscale: (a) aumentando la probabilità per un evasore di essere scoperto; (b) innalzando l´efficienza e produttività dei controlli; (c) aumentando trasparenza e semplicità del sistema tributario; (d) innalzando le penalità per chi evade; ed (e) modificando i comportamenti individuali e collettivi.
UN METODO A TRE STADI
Per aumentare la probabilità di scoprire l´evasione, massimizzando le imposte recuperate, lo Stato potrebbe adottare un metodo a tre stadi. Primo, usare meglio i tanti strumenti induttivi a disposizione (redditometro, studi di settore, tracciabilità del contante, accesso a tutte le transazioni finanziarie, dati su attività mobiliari e immobiliari, utenze) a scopo statistico, per individuare i potenziali soggetti evasori. Integrando le banche dati ed evitando duplicazioni: come i dati sulle transazioni finanziarie e quelli del redditometro. Trasformandoli in strumenti analitici: per esempio, gli studi di settore, invece di essere il risultato di una negoziazione con le associazioni di categoria per determinare un reddito minimo accettabile, dovrebbero basarsi su modelli econometrici che tengano conto dei tanti parametri quantificabili che determinano il probabile valore di un esercizio commerciale, di un´attività o di una professione. Ma soprattutto lo Stato dovrebbe rivelare ai cittadini i parametri utilizzati per analizzare i dati, in modo che ognuno possa sapere come il Fisco valuterà la sua dichiarazione: la deterrenza è il modo migliore per ridurre l´evasione.
Per questo, auspicando l´abolizione del segreto bancario su queste colonne (15/8), avevo proposto che il Fisco stimasse dai conti bancari la capacità complessiva di spesa, e quindi il reddito presumibile, di ogni codice fiscale (somma di tutte le uscite, meno dividendi e interessi incassati, meno/più gli investimenti/disinvestimenti nel periodo). È una singola cifra, facile da calcolare una volta l´anno, anche dal contribuente, e che per questo agirebbe da efficace deterrente all´evasione.
Per eliminare l´evasione sugli affitti basterebbe chiedere nella dichiarazione Ici se, e a chi, è affittato l´immobile; incrociare i dati dei conti correnti, delle utenze, dell´Agenzia del territorio, e dei valori commerciali degli affitti. In caso di sospetta evasione delegare ai Comuni le verifiche, in cambio di una percentuale sulle imposte recuperate. Non spiegare a priori come verranno utilizzati i dati raccolti, serve solo a raffigurare lo Stato come un orwelliano Grande Fratello. Un Fisco moderno usa gli strumenti induttivi a scopo statistico per allocare meglio le sue risorse: se un individuo viene identificato come probabile evasore, non scattano cartelle o accertamenti, ma una richiesta di documentare spese e introiti, in tempi brevi. Solo in difetto di spiegazioni scatta l´accertamento, che a questo punto, però, ha un´altissima probabilità di portare a un rapido recupero di imposte evase. Non farà scena come i lampeggianti blu della Guardia di Finanza. Ma funziona meglio.
LA SUPERAGENZIA
Un sistema induttivo efficiente richiede un apparato efficiente e investimenti in professionalità. Quantitativamente l´Agenzia delle Entrate produce una mole enorme di accertamenti, circa 700mila l´anno (di cui solo 320 mila automatici) e ben 220mila su professionisti e piccole imprese. Equitalia ha in essere 1,6 milioni preavvisi di fermo e 450mila ipoteche. E poi c´è la Guardia di Finanza che dichiara 800mila controlli pianificati e 30mila verifiche. Secondo i dati disponibili, l´Internal Revenue Service americano compie circa 1 milione di accertamenti, di cui 200mila su individui ad alto reddito. In un paese dove la sola California ha quasi il Pil dell´Italia. Nel 2010 in Italia sono state accertate imposte evase per 28 miliardi, e recuperate per 10,6; negli Usa sono 45 i miliardi di dollari recuperati. Quanto a efficienza, dunque, c´è molto da fare.
Il contrasto all´evasione è suddiviso tra cinque istituzioni: Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Equitalia (a sua volta divisa in società “regionali”, come se il contrasto all´evasione fosse un fenomeno “locale”), Sogei e Agenzia del Territorio. Questo crea duplicazioni, mancanza di coordinamento, disomogeneità di professionalità e di obiettivi. Va creata una Super Agenzia, meglio un´Authority, con un vertice unitario che risponda direttamente a Governo e Parlamento, che abbia obiettivi e risultati annuali di pubblico dominio, un organigramma razionale, e un budget separato e trasparente. Le funzioni di polizia tributaria della Finanza dovrebbero confluire in un´unità specializzata in reati finanziari, corruzione e criminalità organizzata; quelle di presidio dei confini, alla Polizia di Stato.
CONTENZIOSO RAPIDO
L´efficienza deve toccare anche il contenzioso. Per quanto un migliore uso degli accertamenti in adesione e l´istituto della mediazione abbiano migliorato le cose, lunghezza e incertezza del contenzioso rendono conveniente il litigio. Nei tre gradi di giudizio, lo Stato ha la meglio nel 61% dei casi, e recupera in media il 70% del richiesto. Quindi, chi opta per il contenzioso si aspetta di pagare in media 43 euro ogni 100 richiestigli dal Fisco. Così, nei circa 9500 accertamenti assistiti da indagini finanziarie (presumibilmente le evasioni più gravi) ben 2 su 3 optano per il contenzioso.
Almeno per il contenzioso tributario civile i gradi di giudizio dovrebbero essere ridotti da tre a uno (assurdo andare in Cassazione per una lite col fisco); con un´unica possibilità di ricorso, non automatica, ma solo dopo esame di merito. E ci vogliono giudici specializzati, presso un numero limitato di tribunali, per garantire certezza del diritto e rapidità di giudizio. Invece, si è conferito a Equitalia il diritto di esigere un terzo del pagamento prima dell´esito del contenzioso: così si incrina la fiducia del cittadino nello stato di diritto; e si certifica la sfiducia del Fisco nei propri mezzi.
LA RICERCA DELL´EFFICIENZA
L´efficienza infine richiede di allocare le risorse in funzione della dimensione dell´evasione recuperabile. Due esempi. L´Agenzia delle Entrate dichiara di voler utilizzare con estrema cautela il nuovo strumento dell´Abuso di Diritto (un´operazione finanziaria, e/o strumento, ha lo scopo di eludere le imposte se non avesse avuto ragione di esistere in assenza di un vantaggio fiscale): non più di 40 casi, su 3000 controlli. Forse perché richiede un´interpretazione economica di strumenti giuridici, contraria alla nostra tradizione e cultura. Eppure, è tremendamente efficace: perché sono le complesse strutture finanziarie che possono più facilmente facilitare l´elusione su vasta scala. Una scelta sorprendente in quanto proprio grazie all´Abuso di Diritto il Fisco ha recuperato circa 1 miliardo dalle banche italiane (limitandosi ai casi di pubblico dominio) che avevano abusato di “strumenti fiscali”. Ma nello stesso periodo, 30mila controlli su persone fisiche hanno portato ad accertare 500 milioni di imposte evase; saranno di meno quelle incassate.
Inoltre, l´Agenzia dà priorità alle dichiarazioni in procinto di prescrizione, operando quindi con un ritardo di 5 anni. Sarà equo, ma è inefficiente: proprio in questi ultimi anni il Fisco si è dotato di tanti nuovi strumenti e sarebbe molto più efficace partire dalle ultime dichiarazioni, anche per dare un forte segnale di discontinuità nella determinazione del contrasto all´evasione.
LA SEMPLIFICAZIONE
L´evasione si combatte anche con la trasparenza e la semplicità. Un normativa complessa e intricata come quella italiana moltiplica le possibilità di aggirare le regole, pagando meno del dovuto, e rende infinitamente più difficili e onerosi i controlli. In questo campo si potrebbe fare molto. Tre gli esempi. Primo, ogni deduzione, detrazione, sussidio, contributo, agevolazione, incentivo, crea un´opportunità per ottenere indebitamente soldi dallo Stato. E moltiplica il numero e la complessità delle verifiche, rendendo più probabile l´evasione. Quelle per le imprese andrebbero tutte azzerate, in cambio di un abbattimento dell´Irap, per raccogliere il necessario consenso politico. Per gli individui lascerei solo quelle per i familiari a carico e le spese sanitarie, sempre in cambio di minori aliquote.
Secondo, l´aliquota fiscale effettivamente pagata delle imprese è inversamente proporzionale a dimensione e complessità societaria. In un´analisi su Affari e Finanza (12/9) ho mostrato come questa relazione sia marcata, costante negli ultimi 7 anni, indipendente dal settore di appartenenza, e dalla base imponibile utilizzata (utili contabili o free cash flow). In parte è dovuto alla maggiore incidenza del costo del lavoro, e quindi dell´Irap, sulle imprese di più piccole dimensioni; ma in gran parte è dovuto alla possibilità dei maggiori gruppi di pianificare operazioni e struttura societaria al fine di abbattere il carico fiscale: più complessi sono, meno pagano. Per evitarlo, basterebbe eliminare la possibilità di far pagare le imposte singolarmente a ogni società appartenente a un gruppo. Il consolidato fiscale (ovvero le imposte su tutto il gruppo di società, come fossero una sola), oggi è un´opzione. Va reso obbligatorio per cancellare gran parte della pianificazione fiscale a scopo elusivo.
Terzo, le false residenze estere di imprese e individui. Il Fisco ha fatto passi avanti, utilizzando criteri soggettivi, come la residenza del centro degli affetti (vale a dire dove vivono I familiari), o il luogo dove si svolge la vera attività di un´azienda, per contestare residenze estere a scopo elusivo. Ma i criteri soggettivi sono soggetti a interpretazioni e lungo contenzioso. Per tagliare il problema alla radice, si potrebbe fare come gli americani: chi ha il passaporto italiano paga le tasse anche in Italia, a prescindere dalla residenza, dedotte le imposte già pagate all´estero. Qualsiasi trust, holding, fondo, società, il cui “beneficiary owner” ha passaporto italiano paga, pro quota, le imposte in Italia. È lo stesso principio che il nuovo decreto applica alle case degli italiani all´estero; basta estenderlo. A qualcuno verrà la tentazione di bruciare il passaporto, ma il messaggio di determinazione sarebbe forte e chiaro.
MANETTE AGLI EVASORI
L´evasione si può combattere anche con l´aumento delle sanzioni, ma credo sia la strada meno proficua. In Italia, tutto è reato e le pene sono sempre severissime. Peccato che nessuno le sconti mai. Ho cercato un dato sui giorni di prigione effettivamente scontati in Italia per i soli reati tributari: non ho trovato niente. Resta solo il ricordo indelebile di Sofia Loren in prigione, 20 anni fa. Ma è folklore. La ragione dello scarso utilizzo delle pene per i reati tributari è spiegato dalle scienze comportamentali: la volontà di applicare la pena è inversamente proporzionale al numero di persone che violano la legge e la fanno franca. In un paese dove si ha la percezione di un gran numero di evasori impuniti, chi finisce in prigione per reati tributari diventa un poveretto assoggettato a una pena iniqua. Comprendo l´indignazione, ma i problemi si risolvono con la razionalità, non con l´emotività: le manette agli evasori non sono servite a nulla e continueranno a non servire.
RESPONSABILITA´ CONDIVISE
Il capitolo più importante è quello dei comportamenti individuali e collettivi. L´emulazione è il deterrente più efficace contro l´evasione: il singolo rispetta le regole che vede rispettate nella collettività a cui appartiene; ma non si possono cambiare i comportamenti collettivi se non si cambiano quelli individuali. Si può cercare di farlo rendendo ogni individuo compartecipe della responsabilità di non evadere.
Oggi non è così. Molti italiani sono giustamente indignati per la prassi diffusa del pagamento in nero di prestazioni di lavoro e di servizio, al fine di evadere Iva, Irap e contributi sociali. Ma quanti di loro hanno accettato di pagare in nero un professionista o un artigiano per vedersi scontata l´Iva, o di farsi pagare in nero gli straordinari, maggiorati grazie ai contributi non versati dal datore di lavoro? La detraibilità delle imposte pagate non è servita a nulla. E se per pagare le imposte bisogna farle detrarre a qualcun altro, lo Stato non incassa niente e il sistema fiscale si complica inutilmente. Per rompere il cerchio è necessario che anche chi paga senza esigere la fattura o chi riceve un salario in nero sia responsabile dell´evasione, e chiamato a risarcire lo Stato congiuntamente a chi non emette la fattura o non paga i contributi. Con la possibilità di verificare le transazioni finanziarie, l´accertamento incrociato sarebbe possibile. E facilitato dall´interesse dell´evasore eventualmente scoperto a coinvolgere l´altro che ha permesso l´evasione.
L´ESEMPIO DELLO STATO
Lo Stato dovrebbe però prima dare il buon esempio, istituendo un´unità anti corruzione che vigili in modo sistematico su tutti i dipendenti pubblici preposti alla lotta all´evasione, e su tutti gli amministratori e funzionari nella posizione di decidere su rapporti economici che implichino un esborso dello Stato a favore di un privato, o sulla concessione di benefici. Chi è preposto al controllo dei cittadini, anche intrudendo nella loro vita privata, deve essere disponibile a subire almeno controlli analoghi per severità e profondità. Una volta si diceva che il buon esempio è la madre di tutti gli insegnamenti.
Da La Repubblica del 09/01/2012.
giovannitaurasi.wordpress.com
La Crystal Cathedral di Robert Schuller diventa Cattolica
La Crystal Cathedral di Robert Schuller diventa Cattolica
‘L’insolvente Crystal Cathedral di Robert H. Schuller, a Garden Grove (California) venduta alla diocesi cattolica di Orange County (ve/idea) Nella chiesa evangelica edificata 31 anni fa, coperta da 10.000 lastre di vetro e capace di 2.700 posti a sedere, viene registrato il programma televisivo “Hour of Power”, seguito settimanalmente da circa 20 milioni di spettatori in tutto il mondo. La comunità della Cattedrale di cristallo potrà utilizzare l’edificio ancora per tre anni. Poi dovrà cercarsi un nuovo luogo di riunione.Chiusa per bancarotta
La grande comunità fondata 55 anni fa dal pastore e telepredicatore evangelico Robert H. Schuller (85 anni) e che conta, secondo i dati da essa forniti, circa 10.000 membri, ha dichiarato bancarotta nell’ottobre del 2010. Ha accumulato debiti per l’equivalente di circa 50 milioni di euro. Il 17 novembre il giudice fallimentare Robert N. Kwan ha deciso che l’immobile deve essere venduto alla diocesi cattolica. La diocesi ha già versato un deposito equivalente a 42,5 milioni di euro. Nei prossimi tre anni la comunità della Cattedrale di cristallo potrà restare nell’edificio come affittuaria. Dopo dovrà trasferirsi, possibilmente nella vicina chiesa cattolica di St. Callistus che verrà ceduta dalla diocesi.
Per molto tempo il Consiglio direttivo della Cattedrale di cristallo aveva favorito per la vendita l’Università Chapman, istituto privato della chiesa dei “Disciples of Christ”, la quale aveva versato un deposito di 43,6 milioni di euro. Ma all’ultimo momento il comitato esecutivo aveva deciso di vendere alla diocesi perché offriva l’opportunità di proseguire per un certo periodo di tempo le attività della comunità. L’Università Chapman avrebbe voluto concentrare nell’area la ricerca e l’insegnamento nell’ambito della medicina.
Il fondatore della Cattedrale di cristallo, Schuller, ha dichiarato in una lettera al giudice fallimentare di non poter accettare l’idea che un giorno la Cattedrale possa perseguire scopi non religiosi. La diocesi avrebbe assicurato che porterà avanti l’incarico di “annunciare all’umanità il messaggio di Cristo”.
Invocato un miracolo
In un messaggio video, l’attuale pastora della Cattedrale di cristallo, Sheila Schuller Coleman (figlia del fondatore), ha dichiarato che non è ancora troppo tardi per un miracolo da parte di Dio. Si può sperare che entro tre anni la comunità abbia la possibilità di riacquistare l’immobile. All’inizio di agosto il Consiglio direttivo della comunità ha iniziato una raccolta di fondi per scongiurare la vendita. Amici e sostenitori dovrebbero racimolare almeno 35 milioni di euro per poter onorare la maggior parte dei circa 400 creditori. Secondo stime provvisorie, la somma supererebbe di molto le possibilità finanziarie dei sostenitori dell’opera di Schuller’.
Da: Voce Evangelica
Robert Schuller è un predicatore della prosperità, amante del denaro quindi. Uomo corrotto e riprovato quanto alla fede, predica agli uomini l’autostima in contrapposizione al messaggio di ravvedimento. La Chiesa di cui lui è pastore è associata alla Chiesa Riformata in America.
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