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Apple Store al centro di Milano: giochi riaperti?
A novembre dell’anno scorso fu deciso quale marchio avrebbe occupato il posto nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, che andava a sostituire il MacDonald’s. Molti credevano di vedere apparire il logo di Apple mentre invece a sorpresa è stata Prada, il famosissimo marchio di moda, a spuntarla.

L’Apple Store che doveva essere collocato in galleria, probabilmente era un obiettivo di Steve Jobs, ma sfumata quest’occasione, Cupertino non si arrenderà e sicuramente cercherà di far sorgere un nuovo store in Lombardia al di fuori dei centri commerciali.
Un indizio potrebbe arrivare dal nuovo Disney Store aperto ieri 4 febbraio a Corso Vittorio Emanuele II, il nuovo store dei famosi e grandi classici Disney è sorto proprio vicino alla sua vecchia locazione.
Ma il dubbio non sta nell’apertura del nuovo store, quanto alla presenza dei pannelli neri situati all’interno della vecchia posizione: che sia la collocazione destinata all’Apple Store?
C’è d’aggiungere che la Disney prima era un vecchio partner Apple, cosa che potrebbe essere poco rilevante, ma allo stesso tempo determinante. Per il momento il locale è in fase di smantellamento, si attendono ulteriori notizie.
Motorola chiede il 2,25% dei ricavi Apple per concedere i propri brevetti
La sentenza di Mannheim sarà un evento che catalizzerà l’attenzione del mercato dei dispositivi mobili per i prossimi mesi, Motorola infatti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ha ottenuto un’ingiunzione nei confronti dei dispositivi Apple che utilizzano la tecnologia di connessione 3G, vittoria legale molto importante che potrebbe portare Cupertino a dover ritirare i dispositivi interessati dal mercato.

Apple ha presentato subito ricorso contro la decisione ottenendo una sospensiva a tale ingiunzione, sostenendo inoltre, che il brevetto infranto farebbe parte di quelli appartenenti alla tipologia FRAND, che dovrebbero essere concessi (dai proprietari) all’utilizzo generale a condizioni eque e ragionevoli.
Al momento la mossa di Motorola, incassata l’ingiunzione a proprio favore, è quella di aver richiesto come licenza per questo brevetto una percentuale del 2,25% sugli incassi ottenuti da Apple.
Cifra davvero spaventosa se consideriamo gli incassi generali dell’azienda di Cupertino. Apple al momento non sembra voler accettare questa richiesta di “transazione” considerandola non conforme ai principi equi e ragionevoli contenuti nelle FRAND.
Se pensiamo a quanti produttori utilizzano questo brevetto riguardante la connettività 3G, e se ognuno corrispondesse un cifra simile a Motorola, la stessa ditta americana diventerebbe probabilmente il produttore con maggior incassi presente sul mercato senza vendere un dispositivo proprio.
Sicuramente questa vicenda avrà delle ripercussioni significative per Apple, a meno che la stessa non ottenga un ribaltone legale col ricorso presentato.
Probabilmente l’azienda di Cupertino dovrà arrivare ad un accordo per il pagamento dei diritti a Motorola, per poter vendere i propri dispositivi sul mercato senza ulteriori problemi.
Seguiremo con attenzione gli aggiornamenti relativi a questa vicenda legale davvero delicata.
Motorola chiede il 2,25% dei ricavi Apple per concedere i propri brevetti
La sentenza di Mannheim sarà un evento che catalizzerà l’attenzione del mercato dei dispositivi mobili per i prossimi mesi, Motorola infatti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ha ottenuto un’ingiunzione nei confronti dei dispositivi Apple che utilizzano la tecnologia di connessione 3G, vittoria legale molto importante che potrebbe portare Cupertino a dover ritirare i dispositivi interessati dal mercato.

Apple ha presentato subito ricorso contro la decisione ottenendo una sospensiva a tale ingiunzione, sostenendo inoltre, che il brevetto infranto farebbe parte di quelli appartenenti alla tipologia FRAND, che dovrebbero essere concessi (dai proprietari) all’utilizzo generale a condizioni eque e ragionevoli.
Al momento la mossa di Motorola, incassata l’ingiunzione a proprio favore, è quella di aver richiesto come licenza per questo brevetto una percentuale del 2,25% sugli incassi ottenuti da Apple.
Cifra davvero spaventosa se consideriamo gli incassi generali dell’azienda di Cupertino. Apple al momento non sembra voler accettare questa richiesta di “transazione” considerandola non conforme ai principi equi e ragionevoli contenuti nelle FRAND.
Se pensiamo a quanti produttori utilizzano questo brevetto riguardante la connettività 3G, e se ognuno corrispondesse un cifra simile a Motorola, la stessa ditta americana diventerebbe probabilmente il produttore con maggior incassi presente sul mercato senza vendere un dispositivo proprio.
Sicuramente questa vicenda avrà delle ripercussioni significative per Apple, a meno che la stessa non ottenga un ribaltone legale col ricorso presentato.
Probabilmente l’azienda di Cupertino dovrà arrivare ad un accordo per il pagamento dei diritti a Motorola, per poter vendere i propri dispositivi sul mercato senza ulteriori problemi.
Seguiremo con attenzione gli aggiornamenti relativi a questa vicenda legale davvero delicata.
Motorola chiede il 2,25% dei ricavi Apple per concedere i propri brevetti
La sentenza di Mannheim sarà un evento che catalizzerà l’attenzione del mercato dei dispositivi mobili per i prossimi mesi, Motorola infatti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ha ottenuto un’ingiunzione nei confronti dei dispositivi Apple che utilizzano la tecnologia di connessione 3G, vittoria legale molto importante che potrebbe portare Cupertino a dover ritirare i dispositivi interessati dal mercato.

Apple ha presentato subito ricorso contro la decisione ottenendo una sospensiva a tale ingiunzione, sostenendo inoltre, che il brevetto infranto farebbe parte di quelli appartenenti alla tipologia FRAND, che dovrebbero essere concessi (dai proprietari) all’utilizzo generale a condizioni eque e ragionevoli.
Al momento la mossa di Motorola, incassata l’ingiunzione a proprio favore, è quella di aver richiesto come licenza per questo brevetto una percentuale del 2,25% sugli incassi ottenuti da Apple.
Cifra davvero spaventosa se consideriamo gli incassi generali dell’azienda di Cupertino. Apple al momento non sembra voler accettare questa richiesta di “transazione” considerandola non conforme ai principi equi e ragionevoli contenuti nelle FRAND.
Se pensiamo a quanti produttori utilizzano questo brevetto riguardante la connettività 3G, e se ognuno corrispondesse un cifra simile a Motorola, la stessa ditta americana diventerebbe probabilmente il produttore con maggior incassi presente sul mercato senza vendere un dispositivo proprio.
Sicuramente questa vicenda avrà delle ripercussioni significative per Apple, a meno che la stessa non ottenga un ribaltone legale col ricorso presentato.
Probabilmente l’azienda di Cupertino dovrà arrivare ad un accordo per il pagamento dei diritti a Motorola, per poter vendere i propri dispositivi sul mercato senza ulteriori problemi.
Seguiremo con attenzione gli aggiornamenti relativi a questa vicenda legale davvero delicata.
Milano e Torino presentano due mostre in ricordo di Steve Jobs
Sicuramente uno degli eventi più importanti dello scorso 2011 è stata la scomparsa di Steve Jobs, una delle persone più rappresentative della società moderna che grazie al suo intelletto, ha rivoluzionato il mondo della tecnologia.

Le iniziative in sua memoria sono state numerosissime in tutto il mondo, oggi, qui in Italia ci sono da segnalare due mostre per tuffarsi nel mondo Apple e nel percorso professionale avuto dal suo cofondatore.
Entrambe sono state organizzate nel nord Italia, una a Milano e l’altra a Torino, quest’ultima sembra quella più prestigiosa e rimarrà in città fino al prossimo 15 aprile presso il Museo Regionale di Scienze Naturali, intitola “ Steve Jobs 1955-2011”.
Oltre a vari esemplari di computer Apple, tra cui il raro Apple-1, il primo computer creato da Jobs e Wozniak nel 1976 nel garage di casa loro, è possibile immergersi nell’atmosfera degli anni 70 ed agli albori del mondo dell’informatica soffermandosi sulla musica, letture ed eventi che hanno influenzato il pensiero di Jobs. La mostra è aperta tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 10 alle ore 19.
Milano invece, presenta “ Story of a bite: Steve Jobs e la rivoluzione di un idea”, esposizione dalle dimensioni più ridotte ma molto interessante e che rimarrà presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci fino al 10 giugno.
Con questa mostra sarà possibile rivivere la storia di Apple sotto il profilo della produzione e dei dispositivi, attraverso i prodotti che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo dell’azienda facendola diventare una delle aziende migliore del mondo.
Troveremo il primo Macintosh fino ad arrivare agli ultimi Device; la mostra è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 17,00, mentre sabato e festivi dalle ore 9,30 alle ore 18,30.
Apple diventa filantropica grazie a Tim Cook

Apple è l’azienda produttrice di cellulari con maggior profitto
Horace Dediu di Asymco ha pubblicato i suoi più recenti calcoli riguardanti le aziende produttrici di telefoni cellulari, portando alla luce che Apple è la compagnia con il maggior profitto, raggiungendo una percentuale sul profitto totale del 75%.

La compagnia di Cupertino è poi seguita, come potete vedere dal grafico, da Samsung, che raggiunge una percentuale del 16%, mentre gli altri produttori non raggiungo più del 4% a testa.
Ecco un estratto di quanto riportato da Dediu:
Apple ha raggiunto il 75% della percentuale dei profitti, il 40% della percentuale dei ricavi e il 9% di quella delle unità vendute.
La somma dei profitti di Apple e Samsung ammonta a circa il 91% del totale, con RIM che segue, al terzo posto, con 3.7%, HTC quarta con 3.0% e Nokia ultima con 1.8%, su un totale di 15 miliardi di dollari nell’ultimo quarto.
Le ricerche hanno incluso anche Sony Ericsson, Motorola e LG, ma non includevano grandi produttori come l’azienda cinese ZTE.

Questo secondo grafico, invece, ci mostra le percentuali che detiene iPhone nei profitti, nei ricavi e nel totale di unità vendute, raggiungendo, come già riportato, rispettivamente il 75%, il 40% ed il 9%
Secondo Dediu, Apple detiene il record di azienda con maggiore profitto da circa tredici quarti di anno fiscale di fila da quando ha superato Nokia. Tutto questo grazie ad iPhone e soprattutto grazie al suo prezzo, con il quale, nonostante la bassa percentuale di unità sul mercato, Apple ha potuto raggiungere tali risultati.
Tim Cook dona 100 milioni di dollari agli ospedali di Stanford
Un altro segno caratterizzante della gestione di Tim Cook, arriva dallo stesso e pone una grande differenza con il suo predecessore, Steve Jobs. L’attuale CEO di Apple ama devolvere fondi da destinare ad opere di carità, per cifre di rilevante importanza come 100 milioni di dollari.

A dare la notizia è The Verge, secondo cui, durante un meeting interno al Campus, Cook avrebbe annunciato d’aver donato 50 milioni di dollari agli ospedali di Stanford, un gesto che sicuramente ha lasciato il segno.
I soldi sono stati cosi suddivisi: 25 milioni per un nuovo edificio principale e 25 milioni per una struttura dedicata ai bambini. I restanti 50 milioni di dollari sono stati confluiti alla campagna Product RED, che combatte malattie pericolose come l’AIDS, malaria e tubercolosi in giro per il mondo, e che ha caratterizzato varie campagne benefiche abbracciate anche agli Apple Store.
Un taglio netto con l’operato del passato, soprattutto se pensiamo anche ai buoni sconti istituzionalizzati per i dipendenti e le raccolte fondi aziendali. Questa notizia arriva a distanza da pochi giorni dalla pubblicazione del famoso articolo sul New York Times, che descriveva le penose condizioni di lavoro della manodopera cinese da cui dipende la produzione di iPhone, iPad e iPod touch.
Motorola vince un altra causa in Germania contro Apple: ingiunzione per iCloud ed i dispositivi che lo utilizzano
Oggi si è svolta l’ennesima puntata della causa legale che vede protagonista Apple e Motorola in territorio tedesco, una lotta che dura ormai da più di un anno e che continua a suon di colpi davvero pesanti tra le due aziende.
E’ di oggi la notizia che il giudice Andrea Voss, del Tribunale Regionale di Mannheim, ha emesso un ingiunzione permanente che va a colpire il servizio iCloud di Apple e tutti i dispositivi che lo utilizzano.

La richiesta di ingiunzione era stata presentata da Motorola nel corso del 2011 ed interessava la presunta violazione di brevetti di proprietà dell’azienda a riguardo di funzioni cercapersone e di sincronizzazione dati presneti nel servizio iCloud di Apple.
Questa sentenza arriva subito dopo quella del mese di dicembre, dove Apple aveva perso un altra causa sempre con Motorola, riguardante anche in questo caso dei brevetti, relativi alla connettività dei dispositivi dell’azienda di Cupertino.
L’ingiunzione odierna ha come destinatario il ramo europeo di distribuzione di Apple che ha la propria base operativa in Irlanda, è specificato però nel provvedimento che l’ingiunzione è valida solo su territorio tedesco e non nel resto dell’europa.
In conseguenza a ciò, Apple dovrebbe provvedere alla rimozione del servizio iCloud incriminato, ma per l’azienda di Cupertino vige ancora la possibilità di appellarsi a tale decisione fintanto che il provvedimento risulta essere ancora in fase di esecuzione preliminare.
Sicuramente Apple starà già predisponendo le carte per presentare ricorso avverso a tale decisione. Motorola, da parte sua può invece, dare attuazione a tale ingiunzione presentando un deposito di € 100 milioni di bond.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Deutsche Presse-Agentur, Apple avrebbe già provveduto a rimuovere dal proprio Store online i dispositivi quali iPhone 3, 3GS e iPhone 4.
Questa mossa non sembra però una risposta alla sentenza odierna ma bensì unaconseguenza della causa legale persa, sempre contro Motorola, nel mese di dicembre.
Alis Crewlink
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