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Alitalia, avvio tra le proteste

da l’unionesarda.it

Proteste e disagi per i passeggeri nel primo giorno della nuova Alitalia. Colanninno sostiene la validità dell’operazione e della scelta del partner. Volontà di cercare un accordo sul un nuovo assetto per Malpensa e LInate.

MD80 Alitalia

MD80 Alitalia

Debutto fra proteste e speranze per la nuova Alitalia privatizzata. Manifestazioni e assemblee di lavoratori di Linate, Malpensa e Fiumicino hanno provocato cancellazioni, ritardi e disagi. Il gran lavoro per la nuova compagnia sarà, ora, ricostruire la propria immagine e riconquistare la fiducia dei passeggeri che chiedono puntualità, efficienza e servizi migliori.

COLANINNO. All’indomani dell’accordo con Air France-Klm, il numero uno di Alitalia, Roberto Colaninno ha ribadito “la scelta giusta”. Da Lufthansa è arrivata una lettera solo “mezz’ora prima” del cda che ha dato il via libera all’alleanza con il gruppo franco-olandese solo per “interrompere” l’operazione: una “tattica precisa, mirata” – ha spiegato – a fronte di più tentativi di avere un incontro con i vertici della compagnia tedesca e dopo quattro mesi di trattative con Air France-Klm.

PROTESTE. Proteste questa mattina dei lavoratori aeroportuali a Malpensa e Linate preoccupati per il destino dei due scali e del Sindacato dei lavoratori nell’aeroporto romano di Fiumicino che con un corteo ha celebrato il funerale della compagnia.

STOP ALLE PROTESTE. Saranno “le ultime manifestazioni, che riguardano una minima parte dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale”, ha assicurato Colaninno.

LA VENDITA E L’ALLEANZA. Il debutto della compagnia segna il successo di una “operazione complicata, difficile, realizzata in tempi record”, ha detto a “Panorama del giorno”, dopo aver chiuso “un importante accordo internazionale” e “senza aver interrotto il servizio”. Il presidente di Alitalia ha quindi escluso una “svendita” a favore della cordata di imprenditori italiani di cui è stato il regista, visto che “la compagnia era fallita ed è stata ceduta a valore di mercato” all’unico soggetto che ha avanzato un’offerta concreta. Da Parigi, intanto, il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha sottolineato che la nuova Alitalia ora “è molto più attraente” e come l’operazione abbia garantito “uno stretto rispetto dell’italianità” di Alitalia. E ha assicurato che la cooperazione ne farà “un campione nazionale come avvenuto tra Air France e Klm”.

IL FUTURO DI LINATE E MALPENSA. Sul futuro di Linate e Malpensa è tornato poi lo stesso Colaninno. Per ribadire la forte volontà di cercare un accordo su un nuovo assetto: “il mercato del nord ci interessa e lo consideriamo vitale per le nostre strategie, pensiamo che le nostre idee possano sviluppare Malpensa”. Ma per il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, “una minor riduzione dei voli a Malpensa a patto di ridimensionare Linate non è accettabile” e ha annunciato che già la prossima settimana intende incontrare i vertici della nuova Alitalia. Spinetta, da parte sua, ha rilevato che “tutti sanno che i problemi sono legati all’esistenza di Linate. Spetta agli investitori italiani decidere nei prossimi mesi come riorganizzare gli aeroporti della zona. Bisogna uscire rapidamente dal dibattito nord-sud”, perché il principale obiettivo è fare di Alitalia una compagnia profittevole. “I criteri di rendimento saranno gli unici criteri per il cda” ha aggiunto dicendo di aspettarsi “una forte redditività”. Del destino dei due scali milanesi parleranno domani a Roma il presidente del Consiglio Berlusconi ed il sindaco di Milano Letizia Moratti, con cui – ha assicurato il premier – non c’è alcuno scontro. Anche se secondo il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari “gli interessi di Air France erano e restano potenzialmente in contrasto con quelli complessivi del nostro Paese e del Nord in particolare”.

Alitalia: ad Air France il 25%

A fronte di un investimento per 322 milioni euro

(ANSA) – ROMA, 12 GEN – L’accordo Alitalia-Air France-Klm prevede la sottoscrizione del 25% del capitale a fronte di un investimento di 322 milioni di euro. Air France-Klm paghera’ un ‘sovrapprezzo’ superiore di 40 milioni di euro a quello versato dai soci italiani. L’assemblea dei soci approvera’ il nuovo statuto, che garantira’ l’italianita’ della compagnia, la stabilita’ dell’investimento degli azionisti italiani.Fino al 2013 nessun socio italiano potra’ cedere azioni all’esterno della compagine azionaria.

Nuova Alitalia, ecco le rotte

B777 Alitalia

B777 Alitalia

da ilsole24ore

11 GENNAIO 2009

La nuova Alitalia rianimata dai “patrioti” di Cai è pronta a entrare in pista anche se si apre il fronte caldo delle biglietterie, con i lavoratori che finiscono in cassa integrazione per la decisione di chiudere (o di ridimensionare fortemente) le attività dei punti vendita.
Martedì 13 gennaio con il decollo dei primi voli, mobilitazioni sindacali permettendo, si inizierà a fare sul serio.
Ecco di seguito le nuove rotte:

23
NAZIONALI
Roma Fiumicino

Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lamezia Terme, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Torino, Trieste, Venezia, Verona

Milano Linate
Alghero, Brindisi, Cagliari, Lamezia Terme, Pescara, Reggio Calabria

Milano Linate e Milano Malpensa
Bari, Catania, Napoli,Palermo, Roma Fiumicino

34
INTERNAZIONALI
Roma Fiumicino

Algeri, Amsterdam, Atene, Barcellona, Beirut, Belgrado, Bruxelles, Bucarest, Budapest, Il Cairo, Casablanca, Damasco, Francoforte, Ginevra, Istanbul, Kiev, Londra Heathrow, Madrid, Malta, Monaco, Mosca, Nizza, Parigi CDG, Praga, S. Pietroburgo, Sofia, Teheran, Tel Aviv, Tirana, Tripoli, Tunisi, Varsavia

Milano Linate
Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Francoforte, London City, Londra Heathrow, Madrid

Milano Linate e Milano Malpensa
Parigi CDG

13
INTERCONTINENTALI
Roma Fiumicino
Accra, Boston, Buenos Aires, Caracas, Chicago, Lagos, Miami, New York JFK, Newark, Osaka, San Paolo, Tokio, Toronto

Milano MalpensaNew York JFK, San Paolo, Tokio

I COLLEGAMENTI DALLE ALTRE CITTA’ ITALIANE
Torino
Alghero, Bari, Lamezia Terme, Napoli, Palermo, Roma

Venezia
Bari, Napoli, Roma

Napoli
Atene, Bologna, Catania, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Palermo, Roma, Torino, Venezia

Catania
Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Roma

Bologna
Alghero, Bari, Lamezia Terme, Napoli, Roma

Meridiana, in arrivo cura “Alitalia”

da inviatospeciale.com

Anche per Meridiana è cominciata la ‘cura Alitalia’. Un pilota della Compagnia ha scritto ad InviatoSpeciale per spiegare la situazione. Un articolo per ‘Tu Inviato’.

9 gennaio 2009

MD80 Meridiana

MD80 Meridiana


In molti articoli di InviatoSpeciale è scritto che la vicenda Alitalia diventerà il modello su cui il governo e la Confindustria intendono basare le future relazioni sindacali, ma il futuro è già attuale, superato dagli avvenimenti.

Increduli di quanto accaduto ai colleghi Az, sconcertati dalla estromissione ai tavoli delle trattative delle associazioni di categoria, relegate ad un ruolo di semplici comparse (in tutto il mondo aeronauticamente evoluto esistono e sono punto di riferimento sia per le compagnie aeree che per le istituzioni), il futuro bussava alle porte di Meridiana, o più esattamente alle porte dei lavoratori di Meridiana.

Il management della Compagnia aerea, forte del clima politico, del supporto dei media, dell’opinione pubblica non correttamente informata, se non qualche rara eccezione tipo il vostro giornale, della demonizzazione dei “privilegiati volanti” e supportati dalla situazione economica internazionale, è passato ai fatti applicando il protocollo “capitani coraggiosi” e quindi ha aperto lo stato di crisi aziendale minacciando la messa in mobilità di 145 naviganti, per poi passare a quello di terra e di mettere “al prato” nove aerei su 21 in totale se le categorie non accetteranno un nuovo contratto, ovviamente molto penalizzante per i lavoratori, senza possibilità di confronto, chiudendo le porte ad ogni trattativa, un prendere o lasciare.

Il punto non è solamente l’analisi dei fattori che hanno portato Meridiana ad annunciare un bilancio negativo per il 2008, dopo 45 anni di utili, dei quali hanno scritto alcuni quotidiani e che probabilmente sarà oggetto di approfondimento da parte della Magistratura, ma la chiusura totale ad ogni contrattazione, alla negazione del confronto, al’impossibilità di partecipare al rilancio della compagnia condividendone sacrifici e progetti.

Il futuro è arrivato, avanti il prossimo!

Un Comandante di Meridiana

Il pilota ha regolarmente firmato la letera, ma per garantirne la sicurezza InviatoSpeciale prefersice ometterne il nome

Alitalia, agitazioni a Fiumicino

08 gennaio 2009

Mentre i lavoratori di terra organizzano un’assemblea spontanea le voragini del piano Cai si mostrano senza veli. E per il partner i padani sono in fibrillazione.

La Cai (ormai Alitalia) è una realtà, nata male e cresciuta peggio, che mostra prima del suo prìmo volo i difetti di chi ha partorito un progetto lontano dalla realtà del trasporto aereo e basato esclusivamente su un piano finanziario”. Così Sdl Intercategoriale giudica in un comunicato l’operazione di salvataggio della Compagnia di bandiera messa in piedi da Berlusconi e ‘cordata patriottica’.
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Alitalia, la guerra di Malpensa

da inviatospeciale.com

 

Malpensa

Malpensa

La discussione sulla scelta del partner straniero di Alitalia rimane in bilico e apre la ‘Campagna padana per Malpensa’.

 

La cosidetta ‘nuova Alitalia’ dovrebbe partire a giorni, ma del partner straniero si parla molto e capisce poco. Dopo aver annunciato come concluso l’accordo con Air France-Klm adesso si è riaperto il capitolo Lufthansa.

Al centro le pressioni di Lega e forze politiche lombarde (quasi tutte) impegnati a ricollocare l’aeroporto di Malpensa nel cuore della ‘cordata patriottica’.

Gli “eroi” di Berlusconi (alla disperata ricerca di qualcuno che immetta nell’impresa soldi freschi, capacità gestionali e relazioni internazionali) ’scegliendo’ i francesi finirebbero con l’accettare la predominanza di Fiumicino e col ‘tradire’ l’anima padana di un vasto schieramento partitico.

Che Malpensa sia una cattedrale inutile nel deserto non importa, la salvaguardia dell’immenso apparato finanziario e del bacino di potenziale consenso elettorale che gira intorno allo scalo milanese non permette cedimenti. Certo induce preoccupazione una crisi dell’ex hub della Compagnia di bandiera, perchè centinaia di lavoratori incolpevoli rischierebbero di perdere il lavoro.

Tuttavia chi immagina, per fare un esempio, il trasporto aereo francese girare intorno a Lione e non a Parigi o quello inglese far capo a Glascow invece che a Londra?

Oggi era previsto un incontro sull’argomento ‘partner’ tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ma è stato rinviato, forse perchè proprio Malpensa è chiuso per la neve.

Tuttavia in giornata il Governo ha incontrato i vertici della ‘cordata patiottica’. Intorno alle 8 di questa mattina il presidente della Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, hanno parlato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a Palazzo Chigi.

Al centro dei colloqui, secondo fonti di agenzia, gli sviluppi sulla scelta del partner internazionale e l’illustrazione del piano industriale definito dalla compagnia. Non è escluso si stia anche cercando di porre rimedio alla violenza con la quale Cai ha assorbito il personale Alitalia e che Letta debba spingere a più miti atteggiamenti i ‘capitani coraggiosi’.

Il fronte dei fedelissimi di Malpensa è ampio ed ora sono anche in competizione tra loro. I leader padani sono olte a Bossi anche il presidente della Regione, Formigoni (Pdl), il sindaco di Milano, Moratti (Pdl) e quello della Provincia, Penati (Pd).

Berlusconi, infastidito dal protagonismo di Bossi, ha commentato con fastidio alcune parole del leader leghista: “Gli interessi del nord stanno a cuore non solo alla Lega, ma anche a noi”.

I fan di Malpensa vorrebbero un’alleanza con Lufthansa, perchè i tedeschi intenderebbero rafforzare lo scalo lombardo a scapito di quello romano, mentre Air France-Klm concentrerebbe alcuni voli internazionali a Fiumicino, anche se poi tutti e due i vettori finirebbero col portare i passeggeri in partenza dall’Italia verso i propri hub per imbarcarli su loro aerei e portarli (guadagnandoci) in giro per il mondo.

Il dimensionamento della ‘nuova Alitalia’ non è tale, per dislocazione e tipo di areomobili, da lasciar immaginare uno sviluppo sul lungo raggio. Cai sta mettendo in piedi una (per altro non grande) compagnia nazionale.

I padani, se dovesse fallire l’accordo coi tedesch,i chiedono una liberalizzazione dei voli su Malpensa in grado di fare spazio ad un altro grande vettore straniero, che potrebbe essere la stessa Lufthansa, con un ruolo propulsivo per l’hub milanese.

Questa scelta, però, aprirebbe problemi per gli “eroi” di Berlusconi, che con l’acqusto di Alitalia hanno anche ricevuto in dote gli slot (le concessioni di arrivo e partenza). I ‘permessi’ hanno un forte valore commericiale e la loro perdita rappresenterebbe un danno economico non irrilevante. Un bel problema per il Cavaliere mettere tutti d’accordo.

Comunque rimane inqualificabile l’ingerenza della politica e dimostra quanto la ‘cordata patriottica’ ne sia un’emanazione. I partiti e il governo vorrebbero essere i protagonisti delle decisioni, ma la scelta in un mercato serio dovrebbe riguardare solo il management di Cai.

Pur ormai dissolto il ‘fronte del no’ e fiaccata la resitenza dei lavoratori, continuano alcune manifestzioni di protesta. Stefano Pedica dell’Idv ha annunciato che “il 12 continueremo a manifestare prima alla regione poi al Quirinale e a Palazzo Chigi, non ci fermeremo fino a quando non riassumeranno l’ultimo dipendente allontanato con sistemi di un regime che ricorda un passato difficile da dimenticare”.

Sulla nuova Alitalia il buio è fitto

LIME (BGY) - MD80 at stand

 

05 gennaio 2009
 
Il partner straniero sembrava esserci ed invece non c’è ancora, delle assunzioni non si capisce molto e per l’operatività sarà meglio aspettare.
 
I primi giorni del 2009 dovevano essere quelli dell’assestamento, in attesa della partenza prevista per il 13 gennaio (ma in questa vicenda bisogna sempre ricordare che nulla è mai certo) ed invece sotto la cenere non si sa bene cosa ci sia.
 
I punti aperti rimangono tre. Il processo di assunzione dei dipendenti Alitalia nella nuova Compagnia, la scelta del partner straniero, l’operatività.
 
Per le assunzioni, a guardar bene, sembra di trovarsi in un girone dantesco. In situazioni del genere, quando si stratta di gestire la posizione di migliaia di persone, è comprensibile che possano essserci ‘disguidi’ o ‘errori’. Ma qui la strategia stessa con la quale si è pianificato il ‘trasferimento’ del personale è stata incomprensibile. La ‘cordata patriottica’ non ha pensato per un solo momento a costruire con il personale della ex Compagnia di bandiera un rapporto diretto. Nessuna informativa per tranquillizzare le persone, nessun comunicato per definire i criteri generali, nessun feedback con i nuovi assunti. Così ognuno ha dovuto cavarsela da solo, tutti abbandonati  a sè stessi, anche se i sindacati trattavano in riunioni infinite, che si concludevano puntualmente con la convocazione della successiva e dopo aver deciso di ‘monitorare’ il susseguirsi degli eventi. Probabilmente qualcosa si è fatto, alcune scelte estreme di Cai sono state ridimensionate, ma il quadro generale lascia perplessi.
 
Sia Cai che sindacati firmatari sembrano aver dimenticato i fondamenti della democrazia, da applicarsi anche e naturalmente alle relazioni sindacali. I vertici, ‘quelli che sanno i fatti veri’, a questionare in segrete stanze e gli altri, i lavoratori, come mandria lasciati al pascolo. Tutti si sono sgolati nel dire di aver profondi rapporti coi propri associati, ma nei fatti il popolo di Alitalia era in fibrillazione, incerto e spaventato, in angoscia e demotivato. Personale di terra, assistenti di volo e piloti via via spinti a dividersi, a pensare di dover pensare al proprio destino e non a quello collettivo. A prima vista un’azienda costruita ad immagine e somiglianza della vecchia Alitalia, dove sindacati e management cogestivano il potere e trovavano consenso nell’amministrazione delle pratiche individuali dei singoli dipendenti, fornendo ‘assistenza’ e qualche volta vantaggi.
 
Sperare di poter recuperare la demotivazione dei lavoratori assunti nella nuova Alitalia appare illusorio e sarà interessare vedere come la volontà di Cai di far crescere la produttività (senza far troppi complimenti) coinciderà con la qualità del servizio, la sicurezza, la nascita di una coscienza di appartenenza, tutti elementi fondamentali per gestire un’azenda competititva.
 
Sul fronte del partner straniero InviatoSpeciale è rimasto sempre sulle stesse posizioni, perchè l’analisi dei fatti non forniva un qualsiasi elemento concreto per dire “Accordo fatto con Air France-Klm”, come hanno affermato tutti gli altri Media in almeno tre fasi diverse della trattativa e senza neppure un condizionale.
 
Infatti stamattina ci risiamo. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, dice: “I giochi non sono ancora fatti” e aggiunge di aspettarsi “molto” dall’incontro tra i presidente di Cai e Lufthansa, che a suo parere non sarà “formale”.
 
L’esponenete del centro-destra ha dichiarato: “So che Lufthansa avanzerà proposte molto serie e concorrenziali” e “so che Mayrhuber è pronto a gettare sul tavolo un forte impegno di sviluppo in favore di Malpensa e di Fiumicino. Una proposta molto interessante dal punto di vista economico”.
 
Formigoni ha rivelato ad alcuni quotidiani che “il presidente Berlusconi si è espresso più volte per Lufthansa: non ho dubbi che il governo faccia valere il suo peso, pur sapendo come sia rispettoso della natura privatistica di Cai” e conclude: “Dobbiamo aspettarci un passo forte da parte del governo” che “farà di tutto per convincere Cai”.
 
Altri organi di stampa hanno diffuso una notizia secondo la quale Air France-Klm sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l’offerta per una partecipazione del 25 per cento nella nuova Alitalia. La genesi della indiscrezione è da ricercasi in un articolo del quitidiano economico francese Les Echos. Una domanda però viene spontanea: ma un paio di giorni fa non si era scritto di un accordo fatto ed anche siglato? L’abitudine della stampa italiana a ‘dimenticare’ sta davvero diventando un problema ed il controllo e la verifica delle fonti un esercizio quasi per tutti superfuo.
 
Una sola cosa è certa. L’intervento in Alitalia sarà, per chi dovrà decidere di intervenire, più determinato da un principio di interdizione del concorrente che da una reale volontà di impegno. Per quanto interessante il mercato italiano è troppo condizionato da fattori ‘esterni’ (invadenza della politica, relazioni sindacali, fragilità della ‘cordata patriottica’, efficienza delle strutture, ecc) per essere davvero appetibile.
 
In questo la vicenda Malpensa è indicativa. Un aeroporto da sempre contestato, monumento alla voracità della politica, divoratore di risorse finanziarie pubbliche inquantificabili, è un problema che il Palazzo ha prodotto per logiche clientelari e non di necessità industriale, oggi impiega migliaia di persone e deve esser tenuto in vita, ma non si sa come e forse, oltre la demagogia, perchè.
 
Sull’operatività, infine, il mistero è fitto. Si parla di voli cancellati, di trasferimento di personale Alitalia si aerei Air One (con relativi corsi degli assistenti di volo per ottenere nuove abilitazioni), di tariffe difficili da decifrare. Sarà meglio vedere cosa accadrà dopo la partenza della nuova Compagnia.
 
Domani, alle 11, davanti al Quirinale si terrà una manifestazione dei lavoratori Alitalia. All’iniziativa parteciperà il senatore Stefano Pedica, dell’Italia dei valori.

 

Alitalia, giochi ancora aperti sul partner straniero

da ilsole24ore.com

2 GENNAIO 2009

Alitalia - A321 - IBIXJ - Taxi in

Le trattative per la scelta del partner internazionale di Alitalia «sono ancora aperte». Lo indicano a Radiocor fonti vicine al dossier. «Non è stata fatta assolutamente alcuna firma» con Air France e «nei primi giorni della prossima settimana potrà esserci un incontro tra i vertici di Alitalia e quelli di Lufthansa», indicano le fonti. Con Air France-Klm proseguono intanto «approfondimenti di tipo tecnico». Al momento non sono stati fissati altri incontri con Air France-Klm. Dal quartier generale del gruppo, a Parigi, l’unica indicazione che arriva è che «si continua a lavorare sul dossier». Secondo le fonti, gli approfondimenti in corso sono affidati ai legali e riguardano la verifica delle clausole di un eventuale accordo. Le trattative sono quindi a una fase molto avanzata e il gruppo franco-olandese mantiene la pole position per il ruolo di partner estero della nuova Alitalia. In base a quanto riferiscono i giornali di oggi, il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta è pronto a investire 310 milioni di euro per l’ingresso nel capitale della nuova compagnia di bandiera italiana, con una quota del 25% e la firma definitiva potrebbe arrivare entro il 10 gennaio. La società francese dovrebbe avere tre posti nel cda e due nel comitato esecutivo. Anche nel caso di Lufthansa, precisano le fonti, l’ipotesi di trattativa è quella di una quota del 25% di Alitalia. I tempi per la chiusura del negoziato per il ruolo di partner estero della compagnia sono comunque molto stretti, mentre si avvicina la data del 13 gennaio che vedrà il decollo del primo volo della nuova Alitalia.

Alitalia, i pensieri di Fantozzi

da inviatospeciale.com

l Commissario straordinario ha rilasciato un’intervista a ‘L’Espresso’. Racconta la sua sul perchè della crisi, sulle conseguenze e sui problemi. Peccato, come sempre in questa vicenda, nulla sia mai chiaro.

In un’intervista all’Espresso il Commissario straordinario di Alitalia, Augisto Fantozzi, fa delle interessanti considerazioni. L’Alitalia ”è morta di grandeur – ha sostenuto Fantozzi – nella mia relazione sulle cause dell’insolvenza dico chiaramente che l’azienda ha sperperato: non è un mistero che ci sono cinque procuratori della Repubblica al lavoro nei nostri uffici e la Corte dei Conti che indaga”.

Fin qui siamo quasi all’ovvio. Il bello arriva dopo. Sul perchè della grandeur il commissario ha spiegato: “Semplice. Alitalia pagava tutto il triplo”. Così mandava ”tre macchine per prendere l’equipaggio, perchè se la prima buca e la seconda rompe il motore… era uno spreco”. In questo contesto anche il carburante ”certamente era pagato troppo”. Il commissario di Alitalia ha aggiunto di aver avuto difficoltà nel vendere la compagnia a causa dei sindacati che hanno seguito ”una dialettica sindacalese, un balletto tra di loro su chi firmava e chi no”.

Dimenticando il suo ruolo esclusivamente ‘tecnico’ Fantozzi ha deciso da tempo di entrare nel merito ‘politico’ della questione. Seguendo il filone della disinformazione, che fino ad oggi ha permesso una cessione con aspetti ancora grigi, il Commissario ha insistito sul ritornello delle auto che portavano i piloti in aeroporto. Pur dando per buone le sue considerazioni, può supporre qualcuno che queste spese abbiano generato oltre tre milardi di passivo? Fantozzi dice anche che il carburante era “pagato troppo”. Il carburante? Solo il carburante? Ed erano gli equipaggi a fare il ‘pieno’ al distributore?

Però il Commissario non ha mollato sui piloti: ”Hanno fatto un grande errore. La disponibilità a riconoscere la loro professionalità c’era. Ma loro hanno preferito la guerra per il potere in azienda, lo scontro per comandare piuttosto che convincere della loro indispensabilità. L’Anpac ha frantumato se stessa”.

Qui il discorso dell’uomo che è stato chiamato a liquidare Alitalia diventa ambiguo. Chi aveva la ‘disponibilità’ a riconoscere le competenze dei piloti? E perchè andava ‘riconosciuta’ loro la professionalità? Perchè mai avrebbero dovuto “convincere” qualcuno di possederla? Per Fantozzi il dato politico è prevalente su quello funzionale e questo rende estremamente serio il giudizio sulle modalità che in seguito hanno riguardato la selezione del personale da assumere in Cai. Perchè, se la ‘cordata partiottica’ dovesse essere del suo stesso parere, ci sarebbe da supporre che la strategia di mortificazione dei lavoratori e la durezza inqualificabile nella gestione delle immissioni nella nuova Compagnia rispondano non a criteri di qualità e competenza, ma a necessità di controllo e gestione, così da prefigurare anche comportamenti antisindacali.

Fantozzi ha affrontato anche il nodo dei debiti della bad company e che rappresentano un debito enorme per lo Stato e quindi per tutti i cittadini. ”Gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi – ha spiegato – In totale ci sono 3,2 miliardi di passività e gli asset di Alitalia non sono tantissimi. Oltre a quello che incassiamo da Cai, c’è quello che incasserò da cargo, manutenzione, call center Alicos…Stimiamo possano valere tra i 500-700 milioni di euro. Poi abbiamo un terreno a Fiumicino e cinque o sei appartamenti in giro per il mondo”. Ad essere saldati per primo saranno coloro che ”hanno continuato a rendere servizi durante il commissariamento. Dopo il 29 agosto saranno pagati tutti. Prima, saranno pagati secondo riparto”. Per gli azionisti di Alitalia, invece, ”il Tesoro ha promesso un indennizzo attingendo al fondo dei conti correnti dormienti. Dipenderà da Tremonti in che misura vorrà soddisfarli”. Gli obbligazionisti, poi, saranno trattati come gli azioni ”anche se in verità dovrebbero essere più tutelati”. Anche qui laquestione è delicata e c’è da scommettere che il contenzioso giudiziario sarà infinito.

Poi Fantozzi ha dato una singolare spiegazione sulla differenza di pagamento di Cai verso Alitalia (237 milioni) e AirOne (300 milioni). ”Air One ha più aerei e più buoni dei nostri. La parte di punta della flotta futura è quella di AirOne. Io ho da vendere novanta MD80, che valgono poco: ho appena fatto il bando”.

Alla fine del 2007 Alitalia possedeva 109 aerei, valutati in bilancio per 1,98 miliardi di euro. Se si stima un ammortamento negli ultimi 11 mesi del 2008 per 180 milioni di euro si ridurrebbe la loro valutazione a 1,8 miliardi di euro al 30 novembre 2008. Sul ‘Il sussudiario.net’ ,Giuseppe Colangelo, si era posto tempo fa alcune domande: “Abbiamo appreso che la Cai rileverà 93 aerei Alitalia, i più nuovi e moderni, di cui 64 in proprietà e 29 in leasing, potrà contare sull’intero parco slot e sul marchio della vecchia compagnia di bandiera”.

Ancora qualche domanda. Agli aerei ceduti a Cai vanno aggiunti gli slot, ovvero le concessioni di decollo ed atterraggio. Per capire meglio: Alitalia aveva venduto 26 dicembre dello scorso anno tre coppie di slot nell’aeroporto di Heathrow, in Gran Bretagna, ricavando la somma di 54 milioni di euro, corrispondente a un prezzo medio per coppia di ben 18 milioni. Air One ha ceduto a Cai 26 A320, 2 A330, 20 B737 e 10 CRJ900, dei quali tre quarti sarebbero in leasing, mentre il valore degli slot della compagnia di Toto (quasi tutti in aeroporti italiani) è molto inferiore al valore di quelli di Alitalia (in numero rilevante internazionali o intercontinentali). Il patrimonio in slot di Alitalia sarebbe stato quantificato tra i 550 e i 900 milioni di Euro, con una stima media di 700-750 milioni.

A questo riguardo alcune domande sorgono spontenee. Secondo le offerte di vendita di cui ha parlato il Commissario sono stati messi ad oggi in vendita 46 aerei della Compagnia di bandiera e non ceduti a Cai. Il bando è stato pubblicato su ‘Il Sole 24 Ore’ e riguarda nel dettaglio due B-767, 17 MD-80, 5 MD-82, 14 Embraer 145, 4 Atr 72-210 e altri 4 Atr 72-500. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro le 12 del prossimo 29 gennaio.

Dove sono i 90 MD 80? I problemi sulla cessione degli areomobili ci sono, ma nulla c’entrano con le teorie di Fantozzi. Almeno secondo alcune valutazioni fatte a Dedalonews da Francesco Guarnieri, presidente di Asset Management Advisor Suisse S.A. (AMA). L’imprenditore a settembre aveva manifestato interesse a rilevare una trentina di aerei (tra i quali i difficilmente vendibili MD80) e alcuni ATR72, ma non aveva ottenuto risposte positive. Adesso dice: “Oggi il nostro interesse è solo per gli ATR72 della serie 500. Si tratta degli aerei più moderni in vendita. I due Boeing 767-300ER sono del 1995 ed hanno sulle spalle oltre 60.000 ore di volo. Decisamente problematici gli MD-80 e 82 in vendita. A renderli poco appetibili – ha proseguito Guarnieri – non sarebbero solo l’età e le ore di volo assolute, ma anche alcune scadenze manutentive ravvicinate. Gli aerei, il cui prezzo di mercato è stimabile intorno ai 3-3,5 milioni di dollari a fronte di un canone mensile di noleggio di 70-80.000 dollari, sarebbero prossimi a un “Check C” del costo di circa 1,5 mln con un fermo macchina di alcuni mesi. Ciò abbatterebbe il valore di questi MD-80/82 a cifre molto basse. Qualcuno mi deve spiegare perché ci abbiano chiesto di manifestare interesse per rami e compendi d’azienda e ora invece vendono solo gli aerei”, ha concluso Guarnieri, che in settembre aveva rivelato di puntare ad utilizzare macchine ed equipaggi ex Alitalia per servire destinazioni nell’Europa dell’Est. “L’unica condizione che avevamo posto era una contrattazione diretta con i singoli piloti ed equipaggi, ai quali avremmo offerto livelli intorno al 70-80 per cento di Alitalia. È evidente che tutto questo piano industriale viene a cadere”, ha concluso Guarnieri, “e per me è una delusione personale”.

Nulla va preso per oro colato, ma le parole di Guarnieri pongono almeno un dubbio sull’intero affaire e cento sulla strategia di Fantozzi.

Ancora. Senza essere competente nella gestione di una azienda di trasporto aereo il Commissario ha pontificato: “Si è voluta mantenere in piedi una struttura troppo ampia rispetto alle sue possibilità di produrre reddito. Si è detto che a Colaninno ho dato la polpa, ma anche lui avrà il problema di riempire gli aerei…”.

Secondo calcoli pubblici, resi noti anche da InviatoSpeciale, se Alitalia avesse operato controlli di gestione efficaci e prodotto risparmi non sul trasporto degli equipaggi in aeroporto o sul costo del lavoro (tra i meno pesanti se si guarda a Iberia, Air France-Klm, British Airwais e Lufthansa), ma su forniture, contratti, consulenze esterne, carburanti, ricambi, ecc la redditività non sarebbe stata un problema.

Infine Fantozzi ha parlato del suo stipendio, che dovrebbe arrivare alla fine della procedura di liquidazione della bad company, ovvero tra sei-sette anni. ”Spero che una parte arrivi prima – ha affermato – Io il lavoro lo sto facendo. Non sono nè esoso nè avido. Ma non sono fesso e non ho intenzione di lavorare gratis”. Sarà di 15 milioni di euro gli è stato chiesto? ”Potrebbe essere quella cifra, ma anche meno. E’ un calcolo in percentuale sulla massa dell’attivo, del passivo e del recuperato. Ma Palazzo Chigi non ha ancora emanato il decreto per stabilire la percentuale che mi spetta”. Insomma un paio di milioni l’anno, più o meno (se l liquidazione durerà quanto previsto).

Il commissario ha reso noto che rimarra “titolare di 4 mila persone in cassa integrazione che restano miei dipendenti”.

Un fatto rimane incontrovertibile: con Alitalia hanno guadagnato in molti, ma non i ‘bamboccioni del cielo’, i ‘lavoratori viziati’, i ‘piloti alla ricerca del potere’ per intenderci. Quelli o sono in cassa integrazione o hanno firmato un contratto che gli riduce lo stipendio. Saranno loro i “fessi”?  Ma questa è l’Italia, bellezza!

“Oggi, 31 dicembre, – rende noto Sdl- Intercategoriale – si svolgerà una nuova manifestazione dei lavoratori Alitalia, dei cassaintegrati e dei precari. Alla manifestazione parteciperà anche SdL intercategoriale. L’appuntamento è alle ore 12.00 a Piazza del Quirinale e si andrà poi al Ministero delle Pari Opportunità. I lavoratori di Alitalia non smetteranno di manifestare il loro dissenso sino a quando CAI non comprenderà che è necessario ridiscutere e modificare quanto sino ad oggi concordato con il sindacato confederale”.

Piano voli di Alitalia: Fiumicino-Malpensa finisce 13 a 3

da ilsole24ore.com

di Marco Alfieri

30 DICEMBRE 2008

Dedicato «A chi cerca una nuova partenza…». Con la “A” che richiama la tradizionale pinna tricolore Alitalia.

Perché il paradosso è che la vecchia scarburata Magliana, dopo il breve interregno Cai, da domani tornerà a chiamarsi, appunto, Alitalia. E’ uno dei punti all’odg dell’assemblea Cai di stamattina a Milano. Bruxelles all’inizio voleva imporre la rivisitazione del logo per segnare la discontinuità tra vecchia e nuova compagnia, ma alla fine le difficoltà legate alla modifica della sigla Iata Az, hanno aperto la strada al più classico dei ritorni all’antico.

É bastato aprire i giornali di ieri per accorgersene. Nell’ultima pagina dei principali quotidiani campeggiava il lancio pubblicitario della nuova Alitalia. «Il 13 gennaio – recita l’inserzione – dall’unione di Alitalia ed Air One, nasce la vostra nuova compagnia aerea. Forte dei valori della migliore tradizione aeronautica italiana, di un nuovo e ampio network di collegamenti e di una flotta moderna ed efficiente». Dal 13 gennaio, dunque, «è operativo il nuovo programma di voli, acquistabili da subito»…..

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