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LAVORO AI GIOVANI, LARGO AI GIOVANI, CHE PALLE !!

Non si parla d’altro, la riforma del lavoro ( ad essere sinceri ne sento parlare da almeno vent’anni ) dobbiamo fare questo, aprire a questi, allargare a quest’altri, aiutare quelli ma chi sono questi e quelli di cui si parla tanto? naturalmente i giovani, tutte le attenzioni sono incentrate su di loro, dobbiamo aiutarli ad inserirsi, trovare la prima occupazione, portare a casa lo stipendio, fargli aprire il mutuo, aiutarli ad acquistare l’automobile e cosi via.

Naturalmente al Sud il tasso di disoccupazione è più elevato che al Nord, però nessuno è in grado di contare tutti quelli che lavorano in nero e quindi risultano come disoccupati, vedi ad es. quelle povere Donne morte nel crollo di una palazzina un paio di mesi orsono, lavoravano in nero quindi rientravano nella statistica dei disoccupati del Sud, pace a loro; poi nessuno tiene conto di quelli che di lavorare non hanno nessuna voglia xchè ancora vivono con i genitori ( con la scusa che non trovano lavoro ) però hanno tutti l’Iphone in mano e fumano un pacchetto di Marlboro al giorno, chi li sovvenziona, poverini sono disoccupati? Nessuno considera i fuori corso universitari che a 30 anni ancora devono dare 12 esami per finire questa ” tremenda ” università, questi sono molti dei giovani disoccupati Italiani per i quali paghiamo anche con le nostre tasse.

I giovani proprio perchè sono giovani hanno ed avranno tutte le occasioni per lavorare, certo bisogna saperle agguantare al momento giusto, magari si può anche cominciare dalla gavetta senza pretendere 2000,00 € al mese come primo impiego, magari essendo pronti a prendere il treno o il pullman per andare al luogo del lavoro, magari rinunciando al pranzo preparato dalla mamma o all’happy hour con gli amici e accontentarsi di 800,00 € al mese ( tanto l’iphone e le sigarette già ce l’hanno ), l’importante è iniziare.

I giovani devono anche loro rimboccarsi le maniche e STUDIARE seriamente per imparare il lavoro dei propri sogni, chi ha fatto la terza media non può pretendere di lavorare da Ingegnere e guadagnare 2000,00 € al mese, magari può fare il muratore..in Albania, visto che i muratori Albanesi li abbiamo quà noi.

Chi ha studiato da Ing. nucleare non può pretendere di trovare lavoro sotto casa ( per non perdere il pranzo della mamma ) ma deve mettere in conto di trasferirsi all’estero visto che in Italia il nucleare è stato assurdamente fermato.

Chi studia agli Ist. Magistrali deve mettere in conto che di Insegnanti ce ne sono già fin troppi che non fanno un cazzo quindi magari prima di fare l’Ist. Magistrale può pensarci meglio e cercare una scuola che dia uno sbocco diverso ( certo fare l’Insegnante è comodo, poco lavoro e tante ferie )e poi alle magistrali non si studia un cazzo.

Insomma i giovani che hanno voglia di lavorare il lavoro lo trovano, se sanno adattarsi, rinunciare e sacrificarsi, come probabilmente hanno fatto i loro genitori prima, certo non sarà fuori l’uscio, non sarà quello che sognano, non sarà superpagato, ma tutto questo se uno/a è in gamba arriverà con il tempo, tempo che loro hanno a disposizione, il tempo che se ben utilizzato gli permetterà di raggiungere gli obiettivi e diventare, fare, realizzare.

LAVORO AI GIOVANI, LARGO AI GIOVANI, CHE PALLE !!

Non si parla d’altro, la riforma del lavoro ( ad essere sinceri ne sento parlare da almeno vent’anni ) dobbiamo fare questo, aprire a questi, allargare a quest’altri, aiutare quelli ma chi sono questi e quelli di cui si parla tanto? naturalmente i giovani, tutte le attenzioni sono incentrate su di loro, dobbiamo aiutarli ad inserirsi, trovare la prima occupazione, portare a casa lo stipendio, fargli aprire il mutuo, aiutarli ad acquistare l’automobile e cosi via.

Naturalmente al Sud il tasso di disoccupazione è più elevato che al Nord, però nessuno è in grado di contare tutti quelli che lavorano in nero e quindi risultano come disoccupati, vedi ad es. quelle povere Donne morte nel crollo di una palazzina un paio di mesi orsono, lavoravano in nero quindi rientravano nella statistica dei disoccupati del Sud, pace a loro; poi nessuno tiene conto di quelli che di lavorare non hanno nessuna voglia xchè ancora vivono con i genitori ( con la scusa che non trovano lavoro ) però hanno tutti l’Iphone in mano e fumano un pacchetto di Marlboro al giorno, chi li sovvenziona, poverini sono disoccupati? Nessuno considera i fuori corso universitari che a 30 anni ancora devono dare 12 esami per finire questa ” tremenda ” università, questi sono molti dei giovani disoccupati Italiani per i quali paghiamo anche con le nostre tasse.

I giovani proprio perchè sono giovani hanno ed avranno tutte le occasioni per lavorare, certo bisogna saperle agguantare al momento giusto, magari si può anche cominciare dalla gavetta senza pretendere 2000,00 € al mese come primo impiego, magari essendo pronti a prendere il treno o il pullman per andare al luogo del lavoro, magari rinunciando al pranzo preparato dalla mamma o all’happy hour con gli amici e accontentarsi di 800,00 € al mese ( tanto l’iphone e le sigarette già ce l’hanno ), l’importante è iniziare.

I giovani devono anche loro rimboccarsi le maniche e STUDIARE seriamente per imparare il lavoro dei propri sogni, chi ha fatto la terza media non può pretendere di lavorare da Ingegnere e guadagnare 2000,00 € al mese, magari può fare il muratore..in Albania, visto che i muratori Albanesi li abbiamo quà noi.

Chi ha studiato da Ing. nucleare non può pretendere di trovare lavoro sotto casa ( per non perdere il pranzo della mamma ) ma deve mettere in conto di trasferirsi all’estero visto che in Italia il nucleare è stato assurdamente fermato.

Chi studia agli Ist. Magistrali deve mettere in conto che di Insegnanti ce ne sono già fin troppi che non fanno un cazzo quindi magari prima di fare l’Ist. Magistrale può pensarci meglio e cercare una scuola che dia uno sbocco diverso ( certo fare l’Insegnante è comodo, poco lavoro e tante ferie )e poi alle magistrali non si studia un cazzo.

Insomma i giovani che hanno voglia di lavorare il lavoro lo trovano, se sanno adattarsi, rinunciare e sacrificarsi, come probabilmente hanno fatto i loro genitori prima, certo non sarà fuori l’uscio, non sarà quello che sognano, non sarà superpagato, ma tutto questo se uno/a è in gamba arriverà con il tempo, tempo che loro hanno a disposizione, il tempo che se ben utilizzato gli permetterà di raggiungere gli obiettivi e diventare, fare, realizzare.

LAVORO AI GIOVANI, LARGO AI GIOVANI, CHE PALLE !!

Non si parla d’altro, la riforma del lavoro ( ad essere sinceri ne sento parlare da almeno vent’anni ) dobbiamo fare questo, aprire a questi, allargare a quest’altri, aiutare quelli ma chi sono questi e quelli di cui si parla tanto? naturalmente i giovani, tutte le attenzioni sono incentrate su di loro, dobbiamo aiutarli ad inserirsi, trovare la prima occupazione, portare a casa lo stipendio, fargli aprire il mutuo, aiutarli ad acquistare l’automobile e cosi via.

Naturalmente al Sud il tasso di disoccupazione è più elevato che al Nord, però nessuno è in grado di contare tutti quelli che lavorano in nero e quindi risultano come disoccupati, vedi ad es. quelle povere Donne morte nel crollo di una palazzina un paio di mesi orsono, lavoravano in nero quindi rientravano nella statistica dei disoccupati del Sud, pace a loro; poi nessuno tiene conto di quelli che di lavorare non hanno nessuna voglia xchè ancora vivono con i genitori ( con la scusa che non trovano lavoro ) però hanno tutti l’Iphone in mano e fumano un pacchetto di Marlboro al giorno, chi li sovvenziona, poverini sono disoccupati? Nessuno considera i fuori corso universitari che a 30 anni ancora devono dare 12 esami per finire questa ” tremenda ” università, questi sono molti dei giovani disoccupati Italiani per i quali paghiamo anche con le nostre tasse.

I giovani proprio perchè sono giovani hanno ed avranno tutte le occasioni per lavorare, certo bisogna saperle agguantare al momento giusto, magari si può anche cominciare dalla gavetta senza pretendere 2000,00 € al mese come primo impiego, magari essendo pronti a prendere il treno o il pullman per andare al luogo del lavoro, magari rinunciando al pranzo preparato dalla mamma o all’happy hour con gli amici e accontentarsi di 800,00 € al mese ( tanto l’iphone e le sigarette già ce l’hanno ), l’importante è iniziare.

I giovani devono anche loro rimboccarsi le maniche e STUDIARE seriamente per imparare il lavoro dei propri sogni, chi ha fatto la terza media non può pretendere di lavorare da Ingegnere e guadagnare 2000,00 € al mese, magari può fare il muratore..in Albania, visto che i muratori Albanesi li abbiamo quà noi.

Chi ha studiato da Ing. nucleare non può pretendere di trovare lavoro sotto casa ( per non perdere il pranzo della mamma ) ma deve mettere in conto di trasferirsi all’estero visto che in Italia il nucleare è stato assurdamente fermato.

Chi studia agli Ist. Magistrali deve mettere in conto che di Insegnanti ce ne sono già fin troppi che non fanno un cazzo quindi magari prima di fare l’Ist. Magistrale può pensarci meglio e cercare una scuola che dia uno sbocco diverso ( certo fare l’Insegnante è comodo, poco lavoro e tante ferie )e poi alle magistrali non si studia un cazzo.

Insomma i giovani che hanno voglia di lavorare il lavoro lo trovano, se sanno adattarsi, rinunciare e sacrificarsi, come probabilmente hanno fatto i loro genitori prima, certo non sarà fuori l’uscio, non sarà quello che sognano, non sarà superpagato, ma tutto questo se uno/a è in gamba arriverà con il tempo, tempo che loro hanno a disposizione, il tempo che se ben utilizzato gli permetterà di raggiungere gli obiettivi e diventare, fare, realizzare.

“Milano 25″ il magico taxi di Caterina Bellandi

Taxi Milano 25 Milano 25 è il nome del taxi guidato da Caterina Bellandi. La fatina buona dai capelli biondi ed un sorriso indimenticabile che ogni giorno, tagliando Firenze in lungo e in largo, trasporta bambini malati presso l’Ospedale Pediatrico Meyer.

Ma come ha avuto inizio questa meravigliosa storia?

E’ l’estate del 2001 quando Caterina perde suo marito Stefano, taxista di professione, a causa di un tumore ai polmoni. “Tu sarai Milano 25, la sigla del suo taxi, una semplice occasione d’incontro ed una risposta d’amore a tanta sofferenza e dolore“, fu questo l’ultimo desiderio di Stefano.

Caterina diventa tassista ma saranno gli occhi di una bambina salita sul suo taxi, triste per aver perso il suo fratellino a trasformarla in “zia Caterina”, una donna speciale che indossa un grande cappello fiorito, vesti colorati ed allegri, lei è la sorridente amica di tutti i bambini. Soprattutto di quelli malati, quelli che devono andare a curarsi in ospedale, al Meyer.

Milano 25 è diventato un taxi incantato che fra colori, pupazzi, fiori e giocattoli, trasmette gioia e serenità e riesce a far dimenticare, anche se per poco, le sofferenze ed i dolori della malattia. Per tutti i bimbi malatti e per i loro genitori le corse sono gratuite, sempre. E la cosa non finisce qui: Zia Caterina resta accanto a loro, li va a trovare, allieta i suoi piccoli amici, ne condivide i momenti brutti e a volte purtroppo gli ultimi. Con loro vive fantastiche avventure. Già, perché a Zia Caterina i bimbi raccontano i loro sogni, e lei fa di tutto per renderli reali.

Così col suo taxi tocca Eurodisney, o Londra, o l’Albania, o la Sicilia per riportare a casa un bambino o soddisfare il desiderio di un altro.

Un giorno poi viaggia fino a Mosca, seimila chilometri per incontrare Patch Adams, il medico inventore della clownterapia e  l’ispiratore dell’omonimo film interpretato da Robin Williams,  insomma un angelo colorato ed una persona speciale proprio come lei.

La cosa che colpisce di più è che Caterina anche davanti ai bambini che hanno perso la loro battaglia contro la malattia, non si arrende. Guarda avanti, con quel suo sorriso speciale. Perché altri bambini possano realizzare i loro sogni, anche fosse per l’ultima volta. E perché i loro genitori non perdano la speranza, anche nei momenti più difficili.

Vederla passare per le vie di Firenze è un emozione incredibile che ti fa pensare che in questo mondo esistono persone speciali che hanno un cuore grande proprio come quello di Caterina Bellandi.

 

Albania, si festeggia il 99° dell’indipendenza

(Agi) – Tirana, 28 nov. – Il Presidente della Repubblica albanese, Bamir Topi, ha celebrato a Valona il 99^ anniversario della indipendenza. Nella piazza della bandiera dove il 28 novembre del 1912 Isamil Qemali proclamo’ la nascita del nuovo Stato albanese, il Presidente Topi ha reso omaggio ai padri della indipendenza indicando proprio in Qemali un “modello di saggezza e di sacrificio”. Per il presidente Topi le due date fondamentali nella storia degli albanesi sono il 1912 con l’indipendenza e il 2008 con l’indipendenza del Kossovo. “Il nostro motto oggi – ha aggiunto Topi – e’ Albania sopra di tutto; adesso siamo due Stati indipendenti due Stati, pero’, con gli stessi sentimenti e aspirazioni, i nostri Stati hanno come base la eredita’ degli antenati e noi ci dobbiamo impegnare per il futuro europeo”. Ha festeggiato invece a Tirana il premier Sali Berisha che insieme al presidente del Parlamento Josefina Topalli e al sindaco di Tirana Lulzim Basha ha deposto corone di fiori al cimitero degli “eroi della nazione”. Celebreranno domani l’indipendenza e la liberazione dall’occupazione nazifascista i leader della opposizione socialista da sempre divisi dai democratici di Berisha anche sulla data “ufficiale “dei festeggiamenti.

Juvenilja

Ristorantino a Tirana:

Sosta a Tirana con pioggia

Vista dalla camera dello Sheraton di Tirana durante una giornata piovosa di sosta:

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