Archivi per la categoria ‘Internet’
iTunes Store arriva a 10 miliardi di brani venduti
I fan della musica hanno acquistato e scaricato oltre 10 miliardi di canzoni dall’iTunes Store, lo store di musica e contenuti più famoso del mondo. La 10 miliardesima canzone, “Guess Things Happen That Way” di Johnny Cash, è stata acquistata da Louie Sulcer di Woodstock, in Georgia, Stati Uniti. In quanto vincitore del concorso Countdown per i 10 miliardi di canzoni scaricate, Louie riceverà una Carta Regalo iTunes da $10.000. “Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti per averci aiutato a raggiungere questa eccezionale pietra miliare”, ha dichiarato Eddy Cue, Vice President di Internet Services per Apple. “Siamo orgogliosi che iTunes sia diventato il negozio di musica numero uno al mondo e vendere 10 miliardi di canzoni è davvero da capogiro”.
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LG BD390, mooolto useful!!!!
In arrivo Google Phone in Italia
Arriva anche in Italia Googlephone. Presto, Tim dovrebbe darne l’annuncio, il primo operatore a introdurre il device che monta la piattaforma Android, con sistema operativo Linux, promossa da Google nel nostro Paese. Il modello dovrebbe essere il «dream» di Htc (G1). Vodafone arriverà tra un mese con il nuovo modello (sempre Htc): il Magic.
API di twitter 10x sito web
In un interessante intervista con il co-fondatore di Twitter Biz Stone, Sean Ammirati al Read/WriteTalk fa alcune domande riguardo al ruolo delle API di twitter nel loro successo e i progetti futuri. Biz rivela che le API hanno un traffico 10 volte superiore del sito web di twitter.
Leggi l’intervista su http://blog.programmableweb.com/
DotCities, le grandi metropoli chiedono il loro indirizzo web
Parigi, New York, Berlino, Amburgo, Barcellona si sono riunite in consorzio. Al quale presto aderiranno Londra e San Francisco .paris, .nyc, .berlin per valorizzare cultura e patrimonio turistico.
di GIAMPIERO MARTINOTTI
PARIGI – Un nome per ogni grande città, un sito che non finisca più soltanto in .com, .it, .org, ma che possa terminare in .roma o .mi, per valorizzare le singole città, le loro offerte turistiche, il loro patrimonio, le loro potenzialità economiche. A lanciare l’idea, purtroppo, nessuna città italiana ma cinque metropoli internazionali: Parigi, New York, Berlino, Amburgo, Barcellona. Riunite in un consorzio, DotCities, cui dovrebbero associarsi rapidamente anche Londra e San Francisco.
Il loro obiettivo è di ottenere dall’Icann, l’organismo che gestisce l’attribuzione dei nomi per i siti internet, la creazione di nuove estensioni, legate appunto alle città. Ma i cinque chiedono anche all’Icann prezzi più bassi per mettere in moto il meccanismo : la risposta su quest’ultimo punto dovrebbe arrivare entro un mese, la decisione sui nuovi nomi è attesa per settembre.
Attualmente, l’Icann chiede 185 mila dollari per la creazione di una nuova estensione per i siti web, cui si aggiungono 75 mila dollari di canone annuo o il 5 per cento del fatturato quando questo supera i 75 mila dollari. Troppi, dicono le città di DotCities. In dicembre hanno scritto all’organismo per argomentare la loro richiesta : “Il fatto che delle città siano candidate limita i potenziali problemi giuridici e ci sembra che i prezzi richiesti possano causare una dannosa pressione economica”. I cinque chiedono supersconti, un po’ come quelli praticati in questi giorni nelle svendite parigine : 50 mila dollari per la presentazione delle candidature, 15 mila dollari di canone annuale.
Il comune parigino punta molto su questa iniziativa. Considera un atout la possibilità offerta ai suoi commercianti (hotel, ristoranti, panetterie, negozi) di potersi presentare con un sito che termina in .paris, perché in questo modo sarebbero più facilmente individuabili. La giunta è pronta a investire in questa iniziativa tra i 200 e i 300 mila euro, cui si aggiungeranno 100 mila euro all’anno di spese. Ma la vendita dei nuovi indirizzi web dovrebbe consentire il recupero delle somme investite: l’Hotel de Ville pensa di poter vendere ad aziende e cittadini l’estensione .paris a un prezzo base molto modesto, dieci dollari, come avviene per l’estensione .asia. Il comune spera di equilibrare i bilanci entro due o tre anni e secondo il quotidiano economico Les Echos, altre città francesi avrebbero manifestato il loro interesse per una personalizzazione ”cittadina” dei siti.
(7 gennaio 2009)
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