Archivi per la categoria ‘Senza categoria’

Cina: fonti Usa, stiamo verificando le richieste di Chen – Adnkronos Esteri

Cina: fonti Usa, stiamo verificando le richieste di Chen – Adnkronos Esteri.

Cina: fonti Usa, stiamo verificando le richieste di Chen – Adnkronos Esteri

Cina: fonti Usa, stiamo verificando le richieste di Chen – Adnkronos Esteri.

“May Day Mi dai”: in anteprima il nuovo singolo della Riserva Moac

Il folk italiano ha da sempre nella Riserva Moac uno dei suoi prodotti migliori. La band di Bojano che in Italia è confinata nella nicchia di settore, ormai da anni gira l’Europa per proporre la sua musica. E’uscito in questi giorni “May day Mi dai”, il nuovo singolo: testo sociale, come nel loro stile, folk mescolato al pop, quintalate di divertimento e movimento e ovviamente l’occasione per riflettere un pò sulla nostra società.

L’Italia li aveva conosciuti meglio con alcune apparizioni al concertone del Primo Maggio di qualche anno fa e poi con l’apparizione a Musicultura (sono stati fra i finalisti), con il brano “Il riservista di cui avevamo già parlato. Era uscito due anni fa anche il loro album “La musica dei popoli“, di grande spessore. Adesso questa nuova canzone che anticipa il nuovo album attualmente in lavorazione.

Buon primo maggio – citazione a venire-

Il primo maggio è scivolato via, ho guardato il concerto ci sono state tante frasi di retorica, tante belle parole di quelle che ti passano dentro un orecchio ed escono dall’altro, semplicemente il primo maggio si ricorda come un giorno di festa o di ponte..niente lavoro = festa..punto.

Ricordo il primo maggio di alcuni anni fa in cui ero senza lavoro, da mesi senza lavoro e poi ne sono passati altri; la mancanza di un lavoro è in primis la mancanza di soldi, i soldi si dice non sono tutto nella vita, le nonne dicono “basta la salute” ma con la salute non mangi, non ti paghi le rate della macchina, non ti puoi permettere manco di pagare una pizza alla morosa, e vedi il conto che semplicemente va giù fino alla fine mentre tu orgoglioso non chiedi soldi a casa e incroci le dita sperando di ripartire prima che tutto finisca.

E’ poi una questione di orgoglio ed autostima, ah non ne abbiamo noi giovani d’oggi di orgoglio ma quando sei a casa e ognuno ha qualcosa da dire crolla tutto; crolla tutto perchè sebbene il primo pensiero sia “ma che cazzo ne sai tu che hai il tuo bel contratto a tempo indeterminato?” quando uno ti dice ah se io fossi al tuo posto farei, un altro idem, per prima cosa gli spaccheresti il muso, per seconda ti inizi a chiederti cosa ha lui rispetto a te, capisci che magari vale meno e vedi ingiusta la cosa; poi si sommano i paraculi vari entrati per amicizia, le agenzie che ti chiamano per colloqui a vanvera, le aziende che chiedono delle competenze astruse assolutamente non necessarie per le banali attività che dovresti andare a fare…è una spirale senza via d’uscita che ti demolisce ora dopo ora.

E’ una rincorsa all’indeterminato perchè la nostra misera italietta non è pronta per i contratti a progetto, progetto da noi è sinonimo di usa e getta senza crescita, se il progetto è figlio di sfida, metterci del tuo ed ottenere un risultato che poi ti apra altri spiragli ci sta ma da noi non è possibile…l’indeterminato è la chiave per andare in banca ed accedere a quel cazzo di mutuo, l’indeterminato ti garantisce che ogni sei mesi non sei con l’acqua alla gola perchè se finisce il contratto e poi devo aspettare un anno per ripartire non si può costruire niente, assolutamente niente checcè dica faziosamente il nostro tecnico presidente.

Il primo maggio sono anche falangi tagliate, ustioni che bruciano più dentro che fuori, e questi sono segni plateali, ma per me sono anche poche ore per la vita, il fare straordinari per arrotondare una paga indecente di mille euri laurea o no, lo straordinario ti fa venire a casa quando è troppo tardi per vivere un po’ per vedere il colore del cielo, per fare 2 ore di pedalata. A volte non riesci nemmeno a leggerti un dannato libro perchè gli occhi si chiudono da quanto sei rincoglionito…anche questa è morte bianca, morte dello spirito non solo del corpo.

Dico quindi che forse egoisticamente non è da vivere il primo maggio come la solita celebrazione del lavoratore o la solita parata a bandiere spiegate dei sindacati, il primo maggio è una occasione di vacanza da lavoro da sfruttare per recuperare tutte le brutture che il lavoro ci da.

 

VIVA IL PRIMO MAGGIO!

VIVA IL PRIMO MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI

Rock e risate per 750 mila ragazzi al Concertone per il Primo Maggio- LASTAMPA.it

ImmagineRock e risate per 750 mila ragazzi al Concertone per il Primo Maggio- LASTAMPA.it.

Il suo nome è Enrico Bondi, ecco che cosa può fare e non fare

ImmagineIl suo nome è Enrico Bondi, ecco che cosa può fare e non fare per tagliare davvero la spesa pubblica – Il Sole 24 ORE

Torino, assaltato il municipio. Crisi, Camusso: “Basta con i tagli”

 ImmagineTorino, assaltato il municipio Crisi, Camusso: “Basta con i tagli”  

La nostra risposta :Italiani convertiti all’Islam. A proposito di un articolo apparso sul quotidiano La Stampa.

- Di Giuliano Falco

Sul quotidiano La Stampa di lunedì 30 marzo u.s. è apparso un articolo a firma di Francesca Paci intitolato Convertiti all’Islam. L’esercito di italiani che prega Allah. Non ci è piaciuto affatto.

Chi scrive ora, qui di seguito, non è uno di questi convertiti: è un ‘lontano’, da questa come da altre religioni. Però, nel pezzo della Paci ci sono argomenti che mi hanno spinto a scrivere queste note: saranno poi gli amici Islamici convertiti o meno a rispondere ufficialmente, se ne avranno tempo e voglia e sempre che lo ritengano opportuno.

Cominciamo dall’inizio. L’articolo si divide in due parti: una prima, dove si parla appunto dei convertiti e una seconda, nella pagina successiva, dove ci sono quattro brevi interviste.

La giornalista parte subito con questioni interessanti, chiedendosi chi sono gli italiani che hanno abbracciato questa Religione e se sentano più il legame con la loro terra o l’appartenenza all’Umma, la Comunità dei Credenti.
Una mia, del sottoscritto, cara amica, Patrizia Kadhija Del Monte, si definisce una ‘veneta musulmana’ – detto per inciso chi scrive si definisce ‘di lingua italiana’-. Si chiede poi “se frequentano la Moschea per elevare l’anima o per occuparsi di politica”, come se le due opzioni fossero in opposizione (va bene che viviamo in tempi di ‘antipolitica’). Però, subito dopo scrive “La storia dell’operaio convertito Andrea Campione, arrestato dalla Digos di Cagliari con l’accusa di coordinare una rete jihadista a cui sarebbero legati un professore sardo e una coppia italo-marocchina di Brescia, pone all’opinione pubblica italiana questioni che gli Stati Uniti affrontano ormai quotidianamente da quando, tra le avanguardie dello scontro delle civiltà, trovarono l’agguerritissimo connazionale John Walker Lindh, il talebano Johnny”. In poche righe, la giornalista è riuscita ad accostare i convertiti ai talebani e ai jihadisti. Non contenta di questo, cita l’ultimo numero del mensile Polizia Moderna che pubblica un’inchiesta sul “fenomeno dei cosiddetti ‘emiri dagli occhi blu’ in sonno nelle sale di preghiera americane o europee” fenomeno che “non risparmia le nostre città, dove, già da una decina di anni, al Qaeda e affini sfiderebbero l’incipiente declino reclutando tra i convertiti, giovani uomini votati all’odio antioccidentale e soprattutto donne alla ricerca del riscatto per l’emancipazione mancata”. E così, anche nelle nostre città pericolosissimi islamici, resi ancor più insidiosi da essere stati prima come ‘noi’ e poi essere divenuti ‘altri’ (chi ha visto il classico film di fantascienza americano degli anni ’50, L’invasione degli ultracorpi, dove gli invasori alieni creavano simulacri umani per conquistare il pianeta: là il nemico era il Comunismo, qui, è l’Islam: un aggiornamento dovuto, dopo il 1989!). E intanto la Paci propone, nuovamente, il binomio terrorismo/Islam, con in più la frustrazione per l’emancipazione femminile non avvenuta.
La Paci continua: “eppure, lontano dagli spot deformanti della cronaca nera, l’islam (sic) italiano è una realtà sempre più significativa sia dal punto di vista numerico (con un milione e mezzo di fedeli è la seconda religione del Paese) che culturale”. Certo che parlare di ‘spot deformanti della cronaca nera’, dopo che non si è fatto altro che parlare di convertiti seguaci di Al Qaeda e di terroristi dormienti richiede una buona dose di faccia tosta…anche perché subito dopo scrive che, se è facile diventare Musulmani, “tradurlo nella routine di una comunità segnata dagli attentati di New York, Madrid e Londra, è meno scontato. E mentre i convertiti di prima generazione beneficiano dell’amnistia sociale concessa a scelte di gran lunga precedenti all’11 settembre 2001, i nuovi destano paure e sospetti”. E ridaje!,come si direbbe a Roma.

L’articolo prosegue citando l’islamologo Stefano Allievi che afferma esserci uno scollamento tra i vecchi e i nuovi convertiti: “I vecchi portavano il peso delle conversioni intellettuali e vi trasferivano il retaggio dell’impegno collettivo degli Anni ’70. Venivano dall’estrema sinistra, come Piccardo, o dall’estrema destra sublimata nelle letture di Guénon e Evola. I giovani sono diversi, più soggettivisti, si limitano alla moschea, accedono all’Islam via Internet o attraverso i coetanei stranieri incontrati nelle periferie della società multietnica”. Si tratta, a mio parere di uno spunto interessante e sarebbe bello verificar se c’è davvero questo scollamento (che non è solo interno all’Islam, ma anche a altre fedi).

La chiusura dell’articolo la dice lunga su come la giornalista veda l’Islam: “L’Italia che cambia è anche nei volti dei circa 50 mila [ma sono almeno dieci anni che sento questa cifra, nota mia] convertiti all’islam (sic), una galassia che spazia dalla velatissima moglie del famigerato imam di Carmagnola Barbara Aisha Farina, icona dell’integralismo al femminile, al raffinato intellettuale Ahmad Giampiero Vincenzo, dal cattolico deluso per la deriva modernista della Chiesa la neofita del Corano appassionatosi per amore d’una bella straniera, da chi si pone mille domande spirituali a chi non se ne pone accecato com’è dal fanatismo”.

Pongo un quesito ai lettori: se una persona che non conosce nessun Islamico, leggesse questo articolo, cosa ne penserebbe? Cosa saprebbe dei convertiti e delle motivazioni che li hanno spinti? O, ancora una volta, quello che resta è l’accostamento Islam/fanatismo/terrorismo?

Non mi addentro nelle interviste per diversi motivi: primo di tutti perché sono risposte soggettive e, in quanto tali, degne di rispetto: Però vorrei notare che delle quattro interviste, una è a un esponente sufi (non che abbia qualcosa contro di loro, per carità) e un’altra è a uno sciita che, per loro stessa ammissione, sono almeno nel nostro paese, quattro gatti; entrambi mi sembrano poco rappresentativi…

aggiunta di Cinzia Aicha Rodolfi

Grazie caro collega Giuliano, l’articolo della Paci è alquanto inutile e pochissimo vicino alla vera grande realtà dei fatti, in effetti la Paci ha preso esempi eclatanti, ha cercato persone molto particolari, casi isolatissimi, sottolineandoli ampliamente,
(a parte la nostra carissima sorella Amal anche nostra redattrice, che è una bellissima persona, scrive poesie meravigliose, è molto colta, ma solo ha subito una brutta esperienza come tante donne al mondo)

La Paci non ha fatto un quadro reale di noi migliaia di musulmani cittadini italiani e ci ha descritto appunto sempre associandoci a temi che ci stigmatizzano, ma sono LONTANISSIMI dalla grandissima maggioranza di NOI italiani che abbiamo semplicemente scelto LA FEDE DEL PURISSIMO MONOTEISMO.

Già il titolo “l’esercito” è veramente assurdo e pregiudiziale. Noi non la ringraziamo affatto e speriamo che si smetta di scrivere di noi associandoci al terrorismo o ad altre situazioni che NON ci appartengono proprio., solo per fare audience ??? Non venite a intervistarci per fare questi articoli dove sembriamo fenomeni da circo che non siamo.

LEGA NORD? LEGA NO! – un elenco (pt.III)

#legaladrona

#legaladrona

Un altro elenco di fatti che non avrei mai voluto sapere sulla Lega Nord, e che invece… (Tutti confermati e verificabili – purtroppo.)

1) Flavio Tosi, nel marzo 2011, è risultato essere con il 68,1% di consensi il sindaco più amato d’Italia secondo “Monitor Città”, a pari merito con il collega di Firenze Matteo Renzi[1a][1b]

2)  Flavio Tosi, nell’agosto 2001 ha organizzato, a Verona, una campagna di protesta contro un campo nomadi abusivo intitolata “Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città“.

Gli organizzatori (Flavio Tosi, Barbara Tosi, Matteo Bragantini, Enrico Corsi e Maurizio Filippi) vennero accusati di avere organizzato una campagna firme razzista.

L’11 luglio 2009 la Cassazione ha condannato in via definitiva Flavio Tosi a due mesi di reclusione, con sospensione della pena.  In ottobre Tosi è stato condannato dalla Cassazione a 4 000 euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi.[2a][2b]

3)  Il primo atto come sindaco di Flavio Tosi è stato togliere dal suo ufficio la foto ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sostituendola con quella di Sandro Pertini, in quanto ritiene Napolitano non rappresentativo della nazione. [3]

4) Nel 2007 poco dopo l’elezione di Flavio Tosi a sindaco di Verona, sua moglie, Stefania Villanova, venne promossa da semplice impiegata a capo della segreteria dell’assessore alla Sanità della Regione Veneto, passando da uno stipendio di 25.000 euro lordi annui ad uno di 70.000 euro. [4]

5) Piergiorgio Stiffoni, senatore della Lega Nord, nel novembre 2003 è stato indagato dalla Procura di Treviso per aver detto: «L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. (…) Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto».[5a][5b][5c][5d]

6) Piergiorgio Stiffoni, commentando l’arresto di due rumeni a Napoli per tentato stupro, ha dichiarato che «L‘etnia romena, se rappresentata da questi personaggi specializzati in stupri, non è degna di restare in una Europa unita». [6]

7) Nel dicembre 2011 il senatore Stiffoni critica così la proposta del governo Monti di tagliare gli stipendi ai parlamentari, adeguandoli alla media europea (di oltre 5.000 euro mensili netti): «Se vogliono una classe politica di sciattoni è una scelta che si può fare, ma mi sembra che un certo decoro ci debba essere anche di chi lavora in Parlamento». [7]

8)  Il senatore Piergiorgio Stiffoni, che si era già autosospeso dalla Lega Nord, «è stato messo fuori» e quindi sostanzialmente «espulso» dal Consiglio Federale a seguito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi del gruppo al Senato. [8]

9) Il giudice di pace di Gavirate ha condannato Roberto Libertà Bossi, figlio ventunenne del senatùr Umberto e fratello minore di Renzo, per aver lanciato gavettoni alla candeggina contro un militante di Rifondazione comunista, Luigi Schiesaro. [9]

10) «Sono schifato, a dir poco. Purtroppo viviamo in questo Paese di merda». Così Roberto Libertà, figlio terzogenito di Umberto Bossi, commenta lo scandalo che ha travolto la Lega Nord. [10]

LA CITAZIONE DEL GIORNO

La Padania viene, perche’ siete un popolo sotto il tallone di uno Stato centralista, antidemocratico e fascista. Siamo attaccati dal centralismo romano, farabutto e canaglia.

 Umberto Bossi ai militanti leghisti concludendo il suo intervento a Zanica

PS: Lo sapevate? Umberto Bossi, con il nome d’arte Donato, negli anni ’60 ha inciso un disco.

Categorie
Calendario
maggio: 2012
L M M G V S D
« apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031