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Alitalia, offerta irrevocabile per attività cargo

ALITALIA: OFFERTA IRREVOCABILE DA ALIS PER ATTIVITA’ CARGO (ANSA) – ROMA, 29 GEN

Alis, la societa’ di Alcide Leali (fondatore di Air Dolomiti) partecipata da Intesa SanPaolo, dopo la manifestazione di interesse presentata lo scorso settembre, ha formalizzato una offerta irrevocabile per l’acquisto delle attivita’ cargo della vecchia Alitalia in amministrazione straordinaria. Il commissario straordinario Augusto Fantozzzi, si legge in una nota, comunica di aver ricevuto un’offerta irrevocabile di acquisto dalla societa’ Alis Aerolineee Italiane S.p.A., datata 28 gennaio 2009, avente ad oggetto i beni e le attivita’ relative al trasporto aereo merci (Full Cargo)” che nel gruppo della ex compagnia di bandiera facevano capo ad Alitalia e Alitalia Servizi.

Alitalia, sapevate del costoso salvataggio di AirOne?

da ilsussidiario.net di Ugo Arrigo

Lunedì 26 gennaio 2009

Airbus A320 Airone

Airbus A320 Airone

A due settimane dal decollo della nuova Alitalia è ancora più evidente l’esatta natura dell’operazione che è stata condotta negli ultimi mesi del 2008: il salvataggio di AirOne, realizzato grazie alla crisi della vecchia Alitalia e alla generosità (obbligata) del contribuente italiano.

Che si sia trattato di un’operazione in favore di AirOne è dimostrato in particolare da due aspetti fondamentali. In primo luogo gli azionisti di Cai, sulla base del piano industriale inizialmente predisposto da Banca Intesa, avevano per obiettivo di costituire una compagnia più piccola di un 20% rispetto alla vecchia Alitalia; la nuova azienda vola infatti con 148 aeromobili mentre la vecchia compagnia di bandiera utilizzava a fine 2007 185 velivoli adibiti al trasporto passeggeri. Che necessità aveva Cai di comperarsi anche AirOne? Non gli bastava acquisire dal commissario straordinario l’80% degli asset e del personale della vecchia azienda?

Nella realtà la scelta di prendersi solo il 50% della vecchia Alitalia per acquisire anche il 100% di AirOne ha comportato per i soci di Cai alcuni benefici e non pochi oneri. Dal lato dei benefici occorre considerare sostanzialmente due fattori: la possibilità di disporre da subito attraverso AirOne di aerei più moderni e meno costosi, per consumi e manutenzioni, di quelli più anziani ed economicamente obsoleti di Alitalia; il vantaggio derivante dal riportare in monopolio molte rotte del mercato domestico tra cui la fondamentale Linate-Fiumicino. Dal lato degli oneri vi sono tuttavia fattori non trascurabili: acquisire dal commissario di Alitalia aerei in più e rinunciare all’acquisto di AirOne avrebbe comportato oneri aggiuntivi limitati, una frazione microscopica dell’alto prezzo riconosciuto a Carlo Toto per la cessione della sua compagnia, che è l’aspetto di maggior rilievo dal lato negativo della bilancia per i soci di Cai.

Al posto degli aerei acquisiti da AirOne la Cai avrebbe potuto subentrare in un maggior numero di contratti di leasing della vecchia Alitalia per transitare in seguito a contratti di leasing su modelli più idonei. Qualora non sufficienti avrebbe potuto acquisire con un esborso limitato la proprietà di qualche aereo in più di Alitalia, operazione certamente conveniente grazie ai prezzi di fine stagione praticati dal commissario.

Certo sarebbe rimasta la concorrenza di AirOne sulle rotte domestiche ma essa non si è mai rivelata particolarmente insidiosa per Alitalia, tanto che il vecchio vettore di bandiera riusciva a riempire molto di più gli aerei sui cieli nazionali e questo nonostante praticasse tariffe non proprio da vettore low cost; con politiche tariffarie più aggressive la nuova Alitalia sarebbe riuscita a mettere alle corde AirOne.

I soci di Cai, invece, hanno preferito comperarsi anche AirOne per poter chiudere una frazione più grande della vecchia Alitalia. E’ come se, andando a trovare un vecchio amico, ci sentissimo dire da lui: “Sai, ho deciso di comprare la villetta a schiera che confina con la mia”. Verrebbe spontaneo chiedergli: “Pensi di ampliare la tua grazie a questo acquisto?”. Rimarremmo infine un po’ stupiti se ci rispondesse: “No, in realtà desidero rimpicciolirla; infatti, dopo aver acquisito la nuova demolirò metà di quella preesistente”. Lo stupore sarebbe destinato a crescere se scoprissimo che la villetta nuova è stata acquistata ad un prezzo al metro molto più alto di quello relativo alla casa che si intende abbattere parzialmente. La Cai ha fatto un’operazione di questo genere: per poter comprare a caro prezzo AirOne ha chiuso metà di Alitalia, comperata a basso prezzo dal commissario straordinario. E chiudendo metà di Alitalia ha estromesso molto personale e generato molti oneri per la collettività.

Arriviamo in questo modo al secondo aspetto chiave dell’operazione che è l’alto prezzo riconosciuto a Toto per la cessione: 790 milioni di euro, dei quali 300 pronta cassa (mentre la parte per cassa concordata per la vecchia Alitalia è stata oggetto di ampio differimento temporale) e 490 attraverso trasferimento di debiti. Poiché nel 2007 AirOne ha realizzato ricavi aeronautici per soli 680 milioni di euro e il gruppo AP Holding, di cui fa parte, ricavi complessivi per 785 milioni, la valutazione d’azienda in sede di cessione è stata superiore al 100% dei ricavi, un valore record di cui non si ricordano precedenti nella storia dell’aviazione mondiale.

Poche settimane prima Cai aveva concordato col Commissario straordinario l’acquisto della parte ‘buona’ di Alitalia, azienda che nel 2007 aveva fatturato 4,75 miliardi di euro (al netto di ricavi non ripetibili), per 1,052 miliardi, corrispondenti solo al 22% dei ricavi. Tale valutazione è stata certificata come ‘di mercato’ da tre prestigiosi advisor europei: Banca Leonardo per il Ministero dello Sviluppo Economico, Banca Rotschild per il Commissario straordinario e il Monitoring Trustee designato dalla Commissione Europea.

Nel settembre scorso Brussels Airlines, che ha fatturato nel 2007 circa 920 milioni di euro, più di AirOne, è stata acquisita da Lufthansa sulla base di una valutazione massima di soli 400 milioni (fair value), pari al 43% dei ricavi; in maniera analoga il prezzo offerto da Lufthansa per l’acquisto di Austrian Airlines corrisponde ad una valutazione dell’azienda pari al 47% dei suoi ricavi.

Prendendo come criterio di valutazione il valore medio di questi due casi, pari al 45% dei ricavi, e applicandolo alla vecchia Alitalia e a AirOne arriviamo a valutare la prima 2,14 miliardi di euro, che si riducono tuttavia a 1,8 se escludiamo gli asset non acquisiti da Cai, e la seconda non oltre 350 milioni di euro.

A questo punto abbiamo anche una stima del “regalo” che il contribuente italiano, azionista di controllo della vecchia Alitalia ha fatto a Cai (ma non per sua scelta): si tratta di 750 milioni di euro (1,8 – 1,052 miliardi). Questo, tuttavia, è solo il regalo monetario al quale dobbiamo aggiungere il regalo in natura consistente nel ripristinato monopolio sulle rotte nazionali. Abbiamo, infine, anche una stima della parte del regalo ricevuto dal contribuente che Cai ha girato a Toto acquisendo AirOne: ben 440 milioni di euro (790 – 350 milioni). Il prezzo complessivo pagato per AirOne, inoltre, ha la stessa dimensione dei debiti finanziari di AP Holding.

A questo punto lascio al lettore la valutazione se l’intera operazione sia servita a salvare Alitalia o a salvare AirOne, permettendole di rientrare dall’elevato debito.

«Air France-Alitalia? Merci Silvio»

da ilcorriere.it

Alitalia è più forte, senza debiti. E l’operazione è costata 300 milioni invece di 1,2 miliardi di euro

PARIGI – «Merci Silvio». Grazie Silvio, l’ironia è tagliente sin dal titolo. Per la stampa francese la soluzione del lungo inseguimento ad Alitalia si è trasformata quasi in una marcia trionfale per Air France-Klm e per il suo «caparbio» timoniere, Jean-Cyrill Spinetta. Grazie soprattutto all’intervento di Silvio Berlusconi.

ITALIANITA’ – Il premier italiano, si legge in un editoriale del quotidiano economico transalpino, firmato da François Vidal, sarebbe il principale protagonista della trasformazione di un avventura pericolosa in un buon affare per la compagnia francese. Come? Grazie all’affossamento della precedente offerta, apprezzata e avallata dal governo di Romano Prodi, e ben più dispendiosa per i transalpini. «Ci si può domandare – scrive il quotidiano – se Silvio Berlusconi non abbia reso un ottimo servizio nell’aprile del 2008 contribuendo ad affossare la precedente proposta di acquisto di Alitalia da parte di Air France, per 1,5 miliardi di euro, in nome dell’italianità».

COMPAGNIA RISANATA – E non è solo una questione di prezzo, anche se spendere 300 milioni per il 25% della compagnia italiana invece di 1,5 miliardi di euro non è certo un risultato di poco conto. Il fatto più importante, per il giornale francese, è che Alitalia non è più la compagnia colabrodo di pochi mesi fa: «Alitalia – si legge – ha già operato una parte importante della propria ristrutturazione. Non perde più un miliardo di euro al giorno, si è liberata dai propri debiti (accollandoli allo Stato, ndr) e si è rafforzata sul mercato nazionale grazie alla fusione con AirOne».

Insomma, niente male, visto che con l’alleanza Air France ottiene anche altri risultati: completa la propria rete continentale di grandi snodi («hub»), sommando a Parigi e Amsterdam anche Roma (Malpensa non è neanche citata) e entra da protagonista in un mercato di 24 milioni di passeggeri, di cui almeno 11 di viaggiatori internazionali. «Certo – conclude Vidal – restano da gestire le difficili relazioni con i sindacati». Ma lamentarsi sarebbe davvero troppo.

Alitalia, avvio tra le proteste

da l’unionesarda.it

Proteste e disagi per i passeggeri nel primo giorno della nuova Alitalia. Colanninno sostiene la validità dell’operazione e della scelta del partner. Volontà di cercare un accordo sul un nuovo assetto per Malpensa e LInate.

MD80 Alitalia

MD80 Alitalia

Debutto fra proteste e speranze per la nuova Alitalia privatizzata. Manifestazioni e assemblee di lavoratori di Linate, Malpensa e Fiumicino hanno provocato cancellazioni, ritardi e disagi. Il gran lavoro per la nuova compagnia sarà, ora, ricostruire la propria immagine e riconquistare la fiducia dei passeggeri che chiedono puntualità, efficienza e servizi migliori.

COLANINNO. All’indomani dell’accordo con Air France-Klm, il numero uno di Alitalia, Roberto Colaninno ha ribadito “la scelta giusta”. Da Lufthansa è arrivata una lettera solo “mezz’ora prima” del cda che ha dato il via libera all’alleanza con il gruppo franco-olandese solo per “interrompere” l’operazione: una “tattica precisa, mirata” – ha spiegato – a fronte di più tentativi di avere un incontro con i vertici della compagnia tedesca e dopo quattro mesi di trattative con Air France-Klm.

PROTESTE. Proteste questa mattina dei lavoratori aeroportuali a Malpensa e Linate preoccupati per il destino dei due scali e del Sindacato dei lavoratori nell’aeroporto romano di Fiumicino che con un corteo ha celebrato il funerale della compagnia.

STOP ALLE PROTESTE. Saranno “le ultime manifestazioni, che riguardano una minima parte dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale”, ha assicurato Colaninno.

LA VENDITA E L’ALLEANZA. Il debutto della compagnia segna il successo di una “operazione complicata, difficile, realizzata in tempi record”, ha detto a “Panorama del giorno”, dopo aver chiuso “un importante accordo internazionale” e “senza aver interrotto il servizio”. Il presidente di Alitalia ha quindi escluso una “svendita” a favore della cordata di imprenditori italiani di cui è stato il regista, visto che “la compagnia era fallita ed è stata ceduta a valore di mercato” all’unico soggetto che ha avanzato un’offerta concreta. Da Parigi, intanto, il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha sottolineato che la nuova Alitalia ora “è molto più attraente” e come l’operazione abbia garantito “uno stretto rispetto dell’italianità” di Alitalia. E ha assicurato che la cooperazione ne farà “un campione nazionale come avvenuto tra Air France e Klm”.

IL FUTURO DI LINATE E MALPENSA. Sul futuro di Linate e Malpensa è tornato poi lo stesso Colaninno. Per ribadire la forte volontà di cercare un accordo su un nuovo assetto: “il mercato del nord ci interessa e lo consideriamo vitale per le nostre strategie, pensiamo che le nostre idee possano sviluppare Malpensa”. Ma per il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, “una minor riduzione dei voli a Malpensa a patto di ridimensionare Linate non è accettabile” e ha annunciato che già la prossima settimana intende incontrare i vertici della nuova Alitalia. Spinetta, da parte sua, ha rilevato che “tutti sanno che i problemi sono legati all’esistenza di Linate. Spetta agli investitori italiani decidere nei prossimi mesi come riorganizzare gli aeroporti della zona. Bisogna uscire rapidamente dal dibattito nord-sud”, perché il principale obiettivo è fare di Alitalia una compagnia profittevole. “I criteri di rendimento saranno gli unici criteri per il cda” ha aggiunto dicendo di aspettarsi “una forte redditività”. Del destino dei due scali milanesi parleranno domani a Roma il presidente del Consiglio Berlusconi ed il sindaco di Milano Letizia Moratti, con cui – ha assicurato il premier – non c’è alcuno scontro. Anche se secondo il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari “gli interessi di Air France erano e restano potenzialmente in contrasto con quelli complessivi del nostro Paese e del Nord in particolare”.

Alitalia: ad Air France il 25%

A fronte di un investimento per 322 milioni euro

(ANSA) – ROMA, 12 GEN – L’accordo Alitalia-Air France-Klm prevede la sottoscrizione del 25% del capitale a fronte di un investimento di 322 milioni di euro. Air France-Klm paghera’ un ‘sovrapprezzo’ superiore di 40 milioni di euro a quello versato dai soci italiani. L’assemblea dei soci approvera’ il nuovo statuto, che garantira’ l’italianita’ della compagnia, la stabilita’ dell’investimento degli azionisti italiani.Fino al 2013 nessun socio italiano potra’ cedere azioni all’esterno della compagine azionaria.

Nuova Alitalia, ecco le rotte

B777 Alitalia

B777 Alitalia

da ilsole24ore

11 GENNAIO 2009

La nuova Alitalia rianimata dai “patrioti” di Cai è pronta a entrare in pista anche se si apre il fronte caldo delle biglietterie, con i lavoratori che finiscono in cassa integrazione per la decisione di chiudere (o di ridimensionare fortemente) le attività dei punti vendita.
Martedì 13 gennaio con il decollo dei primi voli, mobilitazioni sindacali permettendo, si inizierà a fare sul serio.
Ecco di seguito le nuove rotte:

23
NAZIONALI
Roma Fiumicino

Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lamezia Terme, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Torino, Trieste, Venezia, Verona

Milano Linate
Alghero, Brindisi, Cagliari, Lamezia Terme, Pescara, Reggio Calabria

Milano Linate e Milano Malpensa
Bari, Catania, Napoli,Palermo, Roma Fiumicino

34
INTERNAZIONALI
Roma Fiumicino

Algeri, Amsterdam, Atene, Barcellona, Beirut, Belgrado, Bruxelles, Bucarest, Budapest, Il Cairo, Casablanca, Damasco, Francoforte, Ginevra, Istanbul, Kiev, Londra Heathrow, Madrid, Malta, Monaco, Mosca, Nizza, Parigi CDG, Praga, S. Pietroburgo, Sofia, Teheran, Tel Aviv, Tirana, Tripoli, Tunisi, Varsavia

Milano Linate
Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Francoforte, London City, Londra Heathrow, Madrid

Milano Linate e Milano Malpensa
Parigi CDG

13
INTERCONTINENTALI
Roma Fiumicino
Accra, Boston, Buenos Aires, Caracas, Chicago, Lagos, Miami, New York JFK, Newark, Osaka, San Paolo, Tokio, Toronto

Milano MalpensaNew York JFK, San Paolo, Tokio

I COLLEGAMENTI DALLE ALTRE CITTA’ ITALIANE
Torino
Alghero, Bari, Lamezia Terme, Napoli, Palermo, Roma

Venezia
Bari, Napoli, Roma

Napoli
Atene, Bologna, Catania, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Palermo, Roma, Torino, Venezia

Catania
Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Roma

Bologna
Alghero, Bari, Lamezia Terme, Napoli, Roma

Alitalia, agitazioni a Fiumicino

08 gennaio 2009

Mentre i lavoratori di terra organizzano un’assemblea spontanea le voragini del piano Cai si mostrano senza veli. E per il partner i padani sono in fibrillazione.

La Cai (ormai Alitalia) è una realtà, nata male e cresciuta peggio, che mostra prima del suo prìmo volo i difetti di chi ha partorito un progetto lontano dalla realtà del trasporto aereo e basato esclusivamente su un piano finanziario”. Così Sdl Intercategoriale giudica in un comunicato l’operazione di salvataggio della Compagnia di bandiera messa in piedi da Berlusconi e ‘cordata patriottica’.
Continua su inviatospeciale.com

Alitalia, la guerra di Malpensa

da inviatospeciale.com

 

Malpensa

Malpensa

La discussione sulla scelta del partner straniero di Alitalia rimane in bilico e apre la ‘Campagna padana per Malpensa’.

 

La cosidetta ‘nuova Alitalia’ dovrebbe partire a giorni, ma del partner straniero si parla molto e capisce poco. Dopo aver annunciato come concluso l’accordo con Air France-Klm adesso si è riaperto il capitolo Lufthansa.

Al centro le pressioni di Lega e forze politiche lombarde (quasi tutte) impegnati a ricollocare l’aeroporto di Malpensa nel cuore della ‘cordata patriottica’.

Gli “eroi” di Berlusconi (alla disperata ricerca di qualcuno che immetta nell’impresa soldi freschi, capacità gestionali e relazioni internazionali) ’scegliendo’ i francesi finirebbero con l’accettare la predominanza di Fiumicino e col ‘tradire’ l’anima padana di un vasto schieramento partitico.

Che Malpensa sia una cattedrale inutile nel deserto non importa, la salvaguardia dell’immenso apparato finanziario e del bacino di potenziale consenso elettorale che gira intorno allo scalo milanese non permette cedimenti. Certo induce preoccupazione una crisi dell’ex hub della Compagnia di bandiera, perchè centinaia di lavoratori incolpevoli rischierebbero di perdere il lavoro.

Tuttavia chi immagina, per fare un esempio, il trasporto aereo francese girare intorno a Lione e non a Parigi o quello inglese far capo a Glascow invece che a Londra?

Oggi era previsto un incontro sull’argomento ‘partner’ tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ma è stato rinviato, forse perchè proprio Malpensa è chiuso per la neve.

Tuttavia in giornata il Governo ha incontrato i vertici della ‘cordata patiottica’. Intorno alle 8 di questa mattina il presidente della Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, hanno parlato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a Palazzo Chigi.

Al centro dei colloqui, secondo fonti di agenzia, gli sviluppi sulla scelta del partner internazionale e l’illustrazione del piano industriale definito dalla compagnia. Non è escluso si stia anche cercando di porre rimedio alla violenza con la quale Cai ha assorbito il personale Alitalia e che Letta debba spingere a più miti atteggiamenti i ‘capitani coraggiosi’.

Il fronte dei fedelissimi di Malpensa è ampio ed ora sono anche in competizione tra loro. I leader padani sono olte a Bossi anche il presidente della Regione, Formigoni (Pdl), il sindaco di Milano, Moratti (Pdl) e quello della Provincia, Penati (Pd).

Berlusconi, infastidito dal protagonismo di Bossi, ha commentato con fastidio alcune parole del leader leghista: “Gli interessi del nord stanno a cuore non solo alla Lega, ma anche a noi”.

I fan di Malpensa vorrebbero un’alleanza con Lufthansa, perchè i tedeschi intenderebbero rafforzare lo scalo lombardo a scapito di quello romano, mentre Air France-Klm concentrerebbe alcuni voli internazionali a Fiumicino, anche se poi tutti e due i vettori finirebbero col portare i passeggeri in partenza dall’Italia verso i propri hub per imbarcarli su loro aerei e portarli (guadagnandoci) in giro per il mondo.

Il dimensionamento della ‘nuova Alitalia’ non è tale, per dislocazione e tipo di areomobili, da lasciar immaginare uno sviluppo sul lungo raggio. Cai sta mettendo in piedi una (per altro non grande) compagnia nazionale.

I padani, se dovesse fallire l’accordo coi tedesch,i chiedono una liberalizzazione dei voli su Malpensa in grado di fare spazio ad un altro grande vettore straniero, che potrebbe essere la stessa Lufthansa, con un ruolo propulsivo per l’hub milanese.

Questa scelta, però, aprirebbe problemi per gli “eroi” di Berlusconi, che con l’acqusto di Alitalia hanno anche ricevuto in dote gli slot (le concessioni di arrivo e partenza). I ‘permessi’ hanno un forte valore commericiale e la loro perdita rappresenterebbe un danno economico non irrilevante. Un bel problema per il Cavaliere mettere tutti d’accordo.

Comunque rimane inqualificabile l’ingerenza della politica e dimostra quanto la ‘cordata patriottica’ ne sia un’emanazione. I partiti e il governo vorrebbero essere i protagonisti delle decisioni, ma la scelta in un mercato serio dovrebbe riguardare solo il management di Cai.

Pur ormai dissolto il ‘fronte del no’ e fiaccata la resitenza dei lavoratori, continuano alcune manifestzioni di protesta. Stefano Pedica dell’Idv ha annunciato che “il 12 continueremo a manifestare prima alla regione poi al Quirinale e a Palazzo Chigi, non ci fermeremo fino a quando non riassumeranno l’ultimo dipendente allontanato con sistemi di un regime che ricorda un passato difficile da dimenticare”.

Sulla nuova Alitalia il buio è fitto

LIME (BGY) - MD80 at stand

 

05 gennaio 2009
 
Il partner straniero sembrava esserci ed invece non c’è ancora, delle assunzioni non si capisce molto e per l’operatività sarà meglio aspettare.
 
I primi giorni del 2009 dovevano essere quelli dell’assestamento, in attesa della partenza prevista per il 13 gennaio (ma in questa vicenda bisogna sempre ricordare che nulla è mai certo) ed invece sotto la cenere non si sa bene cosa ci sia.
 
I punti aperti rimangono tre. Il processo di assunzione dei dipendenti Alitalia nella nuova Compagnia, la scelta del partner straniero, l’operatività.
 
Per le assunzioni, a guardar bene, sembra di trovarsi in un girone dantesco. In situazioni del genere, quando si stratta di gestire la posizione di migliaia di persone, è comprensibile che possano essserci ‘disguidi’ o ‘errori’. Ma qui la strategia stessa con la quale si è pianificato il ‘trasferimento’ del personale è stata incomprensibile. La ‘cordata patriottica’ non ha pensato per un solo momento a costruire con il personale della ex Compagnia di bandiera un rapporto diretto. Nessuna informativa per tranquillizzare le persone, nessun comunicato per definire i criteri generali, nessun feedback con i nuovi assunti. Così ognuno ha dovuto cavarsela da solo, tutti abbandonati  a sè stessi, anche se i sindacati trattavano in riunioni infinite, che si concludevano puntualmente con la convocazione della successiva e dopo aver deciso di ‘monitorare’ il susseguirsi degli eventi. Probabilmente qualcosa si è fatto, alcune scelte estreme di Cai sono state ridimensionate, ma il quadro generale lascia perplessi.
 
Sia Cai che sindacati firmatari sembrano aver dimenticato i fondamenti della democrazia, da applicarsi anche e naturalmente alle relazioni sindacali. I vertici, ‘quelli che sanno i fatti veri’, a questionare in segrete stanze e gli altri, i lavoratori, come mandria lasciati al pascolo. Tutti si sono sgolati nel dire di aver profondi rapporti coi propri associati, ma nei fatti il popolo di Alitalia era in fibrillazione, incerto e spaventato, in angoscia e demotivato. Personale di terra, assistenti di volo e piloti via via spinti a dividersi, a pensare di dover pensare al proprio destino e non a quello collettivo. A prima vista un’azienda costruita ad immagine e somiglianza della vecchia Alitalia, dove sindacati e management cogestivano il potere e trovavano consenso nell’amministrazione delle pratiche individuali dei singoli dipendenti, fornendo ‘assistenza’ e qualche volta vantaggi.
 
Sperare di poter recuperare la demotivazione dei lavoratori assunti nella nuova Alitalia appare illusorio e sarà interessare vedere come la volontà di Cai di far crescere la produttività (senza far troppi complimenti) coinciderà con la qualità del servizio, la sicurezza, la nascita di una coscienza di appartenenza, tutti elementi fondamentali per gestire un’azenda competititva.
 
Sul fronte del partner straniero InviatoSpeciale è rimasto sempre sulle stesse posizioni, perchè l’analisi dei fatti non forniva un qualsiasi elemento concreto per dire “Accordo fatto con Air France-Klm”, come hanno affermato tutti gli altri Media in almeno tre fasi diverse della trattativa e senza neppure un condizionale.
 
Infatti stamattina ci risiamo. Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, dice: “I giochi non sono ancora fatti” e aggiunge di aspettarsi “molto” dall’incontro tra i presidente di Cai e Lufthansa, che a suo parere non sarà “formale”.
 
L’esponenete del centro-destra ha dichiarato: “So che Lufthansa avanzerà proposte molto serie e concorrenziali” e “so che Mayrhuber è pronto a gettare sul tavolo un forte impegno di sviluppo in favore di Malpensa e di Fiumicino. Una proposta molto interessante dal punto di vista economico”.
 
Formigoni ha rivelato ad alcuni quotidiani che “il presidente Berlusconi si è espresso più volte per Lufthansa: non ho dubbi che il governo faccia valere il suo peso, pur sapendo come sia rispettoso della natura privatistica di Cai” e conclude: “Dobbiamo aspettarci un passo forte da parte del governo” che “farà di tutto per convincere Cai”.
 
Altri organi di stampa hanno diffuso una notizia secondo la quale Air France-Klm sarebbe pronta ad alzare da 250 a 300 milioni di euro l’offerta per una partecipazione del 25 per cento nella nuova Alitalia. La genesi della indiscrezione è da ricercasi in un articolo del quitidiano economico francese Les Echos. Una domanda però viene spontanea: ma un paio di giorni fa non si era scritto di un accordo fatto ed anche siglato? L’abitudine della stampa italiana a ‘dimenticare’ sta davvero diventando un problema ed il controllo e la verifica delle fonti un esercizio quasi per tutti superfuo.
 
Una sola cosa è certa. L’intervento in Alitalia sarà, per chi dovrà decidere di intervenire, più determinato da un principio di interdizione del concorrente che da una reale volontà di impegno. Per quanto interessante il mercato italiano è troppo condizionato da fattori ‘esterni’ (invadenza della politica, relazioni sindacali, fragilità della ‘cordata patriottica’, efficienza delle strutture, ecc) per essere davvero appetibile.
 
In questo la vicenda Malpensa è indicativa. Un aeroporto da sempre contestato, monumento alla voracità della politica, divoratore di risorse finanziarie pubbliche inquantificabili, è un problema che il Palazzo ha prodotto per logiche clientelari e non di necessità industriale, oggi impiega migliaia di persone e deve esser tenuto in vita, ma non si sa come e forse, oltre la demagogia, perchè.
 
Sull’operatività, infine, il mistero è fitto. Si parla di voli cancellati, di trasferimento di personale Alitalia si aerei Air One (con relativi corsi degli assistenti di volo per ottenere nuove abilitazioni), di tariffe difficili da decifrare. Sarà meglio vedere cosa accadrà dopo la partenza della nuova Compagnia.
 
Domani, alle 11, davanti al Quirinale si terrà una manifestazione dei lavoratori Alitalia. All’iniziativa parteciperà il senatore Stefano Pedica, dell’Italia dei valori.

 

Alitalia, giochi ancora aperti sul partner straniero

da ilsole24ore.com

2 GENNAIO 2009

Alitalia - A321 - IBIXJ - Taxi in

Le trattative per la scelta del partner internazionale di Alitalia «sono ancora aperte». Lo indicano a Radiocor fonti vicine al dossier. «Non è stata fatta assolutamente alcuna firma» con Air France e «nei primi giorni della prossima settimana potrà esserci un incontro tra i vertici di Alitalia e quelli di Lufthansa», indicano le fonti. Con Air France-Klm proseguono intanto «approfondimenti di tipo tecnico». Al momento non sono stati fissati altri incontri con Air France-Klm. Dal quartier generale del gruppo, a Parigi, l’unica indicazione che arriva è che «si continua a lavorare sul dossier». Secondo le fonti, gli approfondimenti in corso sono affidati ai legali e riguardano la verifica delle clausole di un eventuale accordo. Le trattative sono quindi a una fase molto avanzata e il gruppo franco-olandese mantiene la pole position per il ruolo di partner estero della nuova Alitalia. In base a quanto riferiscono i giornali di oggi, il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta è pronto a investire 310 milioni di euro per l’ingresso nel capitale della nuova compagnia di bandiera italiana, con una quota del 25% e la firma definitiva potrebbe arrivare entro il 10 gennaio. La società francese dovrebbe avere tre posti nel cda e due nel comitato esecutivo. Anche nel caso di Lufthansa, precisano le fonti, l’ipotesi di trattativa è quella di una quota del 25% di Alitalia. I tempi per la chiusura del negoziato per il ruolo di partner estero della compagnia sono comunque molto stretti, mentre si avvicina la data del 13 gennaio che vedrà il decollo del primo volo della nuova Alitalia.

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