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Esempio di giornata tipica di lavoro:
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Sosta a Tirana con pioggia
Postale su Lamezia con sosta a Vibo
Turno di 3 notti di Postale Lamezia Terme-Montichiari (SUF-VBS) con sosta a Vibo Valentia, nella passeggiata post pranzo del secondo giorno ho scattato queste foto che ritraggono la città della Calabria:
Guarda il set delle foto su flickr.
Da Wikipedia:
Vibo Valentia (già Monteleone di Calabria) è una città della Calabria di 33.709 abitanti[1], con un’area urbana di circa 75.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia che conta 167.010 unità, sede di un importante porto turistico ed industriale e notevole centro commerciale. Ha una storia lunga quasi 3.000 anni e il diritto di fregiarsi fin da tempi antichissimi del titolo di città. È anche stata capoluogo della Calabria Ultra.
Ricominciando
Qualche giorno fa il preavviso telefonico, oggi la convocazione ufficiale. Si riparte anche se con contrattatto a tempo determinato di un anno….

AIR FRANCE-KLM: IN ARRIVO GARA PER MAXI ORDINE DA 20 MLD
PARIGI – Air France-KLM si accingerebbe a lanciare una gara per ordinare alla fine del 2009 o inizio del 2010 un centinaio di aerei del valore superiore ai 20 miliardi di euro, scrive oggi il quotidiano ‘La Tribune’ sul suo sito on line. La gara riguarderebbe l’A350 di Airbus e il B787 DReamliner di Boeing. Secondo il quotidiano parigino il partner industriale di Alitalia pagherebbe al momento del contratto solo un acconto con l’80% della fattura versata ai costruttori solo al momento della consegna. L’operazione, ricorda ‘La Tribune’, era gia’ prevista per la fine del 2008 ma era stata rinviata a causa del ritardo dei programmi dell’A350 e del B787.(ANSA).XGT
AIR FRANCE-KLM: Rinvia ingresso 10 aerei, due sono A380
(ANSA) – PARIGI, 03 MAR – Air France-KLM ha chiesto un rinvio della consegna di una decina di aerei, di cui due superjumbo A380. Lo ha reso noto oggi il gruppo franco-olandese precisando che il rinvio non riguarda la consegna dei due A380 previsti per fine 2009. Air France-KLM, che ha deciso una riduzione dei suoi investimenti di 1,2 miliardi dopo perdite trimestrali di 505 milioni, aveva gia’ indicato il mese scorso che intendeva rinviare la consegna di alcuni aerei da parte di Boeing e Airbus senza precisare, per quanto riguardava il costruttore europee, che versione di aeromobile.(ANSA). XGT
S’è fatto un’Alitalia in casa “Aerei come tram: si sale con l’abbonamento”
di Stefano Lorenzetto da il giornale.it
Quando nel 2006, poco piùchetrentenne, portò a sua madre Maria Teresa, 64 anni, una parte dei primi risparmi – 100.000 euro, mica bruscolini-si sentì redarguire con asprezza calabra: «Dove li hai presi? Restituiscili subito!». Lui desiderava regalarglieli, ma lei pensava che fossero frutto di malaffare. Ci volle del bello e del buono per convincere la donna che erano invece il provento di un ottimo affare, il migliore che Antonino Delfino abbia mai combinato in vita sua: una compagnia aerea. Mentre il nordista Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, si straccia la grisaglia perché la rinata Alitalia non ha perso la brutta abitudine di fargli pagare 325,80 euro il volo di sola andataRoma-Milano, il sudista Delfino ha trovato la quadra, direbbe Bossi: 55 euro, non un centesimo in più. Tariffa unica valida non solo per la rotta che collega le due capitali d’Italia ma su tutto il territorio nazionale: 55 euro il Roma-Genova, 55 euro il Roma-Venezia, 55 euro il Roma-Torino, 55 euro il Roma-Lamezia Terme, 55 euro il Palermo-Catania. A partire da fine mese, giorno più giorno meno, salvo intoppi. «L’ho chiamata Love cost, anziché low cost, perché a me pare propriounamoredi tariffa», scalda i motori sulla pista di rullaggio. Continua su ilgiornale.it
Alitalia, offerta irrevocabile per attività cargo
ALITALIA: OFFERTA IRREVOCABILE DA ALIS PER ATTIVITA’ CARGO (ANSA) – ROMA, 29 GEN
Alis, la societa’ di Alcide Leali (fondatore di Air Dolomiti) partecipata da Intesa SanPaolo, dopo la manifestazione di interesse presentata lo scorso settembre, ha formalizzato una offerta irrevocabile per l’acquisto delle attivita’ cargo della vecchia Alitalia in amministrazione straordinaria. Il commissario straordinario Augusto Fantozzzi, si legge in una nota, comunica di aver ricevuto un’offerta irrevocabile di acquisto dalla societa’ Alis Aerolineee Italiane S.p.A., datata 28 gennaio 2009, avente ad oggetto i beni e le attivita’ relative al trasporto aereo merci (Full Cargo)” che nel gruppo della ex compagnia di bandiera facevano capo ad Alitalia e Alitalia Servizi.
Alitalia, sapevate del costoso salvataggio di AirOne?
da ilsussidiario.net di Ugo Arrigo
Lunedì 26 gennaio 2009
A due settimane dal decollo della nuova Alitalia è ancora più evidente l’esatta natura dell’operazione che è stata condotta negli ultimi mesi del 2008: il salvataggio di AirOne, realizzato grazie alla crisi della vecchia Alitalia e alla generosità (obbligata) del contribuente italiano.
Che si sia trattato di un’operazione in favore di AirOne è dimostrato in particolare da due aspetti fondamentali. In primo luogo gli azionisti di Cai, sulla base del piano industriale inizialmente predisposto da Banca Intesa, avevano per obiettivo di costituire una compagnia più piccola di un 20% rispetto alla vecchia Alitalia; la nuova azienda vola infatti con 148 aeromobili mentre la vecchia compagnia di bandiera utilizzava a fine 2007 185 velivoli adibiti al trasporto passeggeri. Che necessità aveva Cai di comperarsi anche AirOne? Non gli bastava acquisire dal commissario straordinario l’80% degli asset e del personale della vecchia azienda?
Nella realtà la scelta di prendersi solo il 50% della vecchia Alitalia per acquisire anche il 100% di AirOne ha comportato per i soci di Cai alcuni benefici e non pochi oneri. Dal lato dei benefici occorre considerare sostanzialmente due fattori: la possibilità di disporre da subito attraverso AirOne di aerei più moderni e meno costosi, per consumi e manutenzioni, di quelli più anziani ed economicamente obsoleti di Alitalia; il vantaggio derivante dal riportare in monopolio molte rotte del mercato domestico tra cui la fondamentale Linate-Fiumicino. Dal lato degli oneri vi sono tuttavia fattori non trascurabili: acquisire dal commissario di Alitalia aerei in più e rinunciare all’acquisto di AirOne avrebbe comportato oneri aggiuntivi limitati, una frazione microscopica dell’alto prezzo riconosciuto a Carlo Toto per la cessione della sua compagnia, che è l’aspetto di maggior rilievo dal lato negativo della bilancia per i soci di Cai.
Al posto degli aerei acquisiti da AirOne la Cai avrebbe potuto subentrare in un maggior numero di contratti di leasing della vecchia Alitalia per transitare in seguito a contratti di leasing su modelli più idonei. Qualora non sufficienti avrebbe potuto acquisire con un esborso limitato la proprietà di qualche aereo in più di Alitalia, operazione certamente conveniente grazie ai prezzi di fine stagione praticati dal commissario.
Certo sarebbe rimasta la concorrenza di AirOne sulle rotte domestiche ma essa non si è mai rivelata particolarmente insidiosa per Alitalia, tanto che il vecchio vettore di bandiera riusciva a riempire molto di più gli aerei sui cieli nazionali e questo nonostante praticasse tariffe non proprio da vettore low cost; con politiche tariffarie più aggressive la nuova Alitalia sarebbe riuscita a mettere alle corde AirOne.
I soci di Cai, invece, hanno preferito comperarsi anche AirOne per poter chiudere una frazione più grande della vecchia Alitalia. E’ come se, andando a trovare un vecchio amico, ci sentissimo dire da lui: “Sai, ho deciso di comprare la villetta a schiera che confina con la mia”. Verrebbe spontaneo chiedergli: “Pensi di ampliare la tua grazie a questo acquisto?”. Rimarremmo infine un po’ stupiti se ci rispondesse: “No, in realtà desidero rimpicciolirla; infatti, dopo aver acquisito la nuova demolirò metà di quella preesistente”. Lo stupore sarebbe destinato a crescere se scoprissimo che la villetta nuova è stata acquistata ad un prezzo al metro molto più alto di quello relativo alla casa che si intende abbattere parzialmente. La Cai ha fatto un’operazione di questo genere: per poter comprare a caro prezzo AirOne ha chiuso metà di Alitalia, comperata a basso prezzo dal commissario straordinario. E chiudendo metà di Alitalia ha estromesso molto personale e generato molti oneri per la collettività.
Arriviamo in questo modo al secondo aspetto chiave dell’operazione che è l’alto prezzo riconosciuto a Toto per la cessione: 790 milioni di euro, dei quali 300 pronta cassa (mentre la parte per cassa concordata per la vecchia Alitalia è stata oggetto di ampio differimento temporale) e 490 attraverso trasferimento di debiti. Poiché nel 2007 AirOne ha realizzato ricavi aeronautici per soli 680 milioni di euro e il gruppo AP Holding, di cui fa parte, ricavi complessivi per 785 milioni, la valutazione d’azienda in sede di cessione è stata superiore al 100% dei ricavi, un valore record di cui non si ricordano precedenti nella storia dell’aviazione mondiale.
Poche settimane prima Cai aveva concordato col Commissario straordinario l’acquisto della parte ‘buona’ di Alitalia, azienda che nel 2007 aveva fatturato 4,75 miliardi di euro (al netto di ricavi non ripetibili), per 1,052 miliardi, corrispondenti solo al 22% dei ricavi. Tale valutazione è stata certificata come ‘di mercato’ da tre prestigiosi advisor europei: Banca Leonardo per il Ministero dello Sviluppo Economico, Banca Rotschild per il Commissario straordinario e il Monitoring Trustee designato dalla Commissione Europea.
Nel settembre scorso Brussels Airlines, che ha fatturato nel 2007 circa 920 milioni di euro, più di AirOne, è stata acquisita da Lufthansa sulla base di una valutazione massima di soli 400 milioni (fair value), pari al 43% dei ricavi; in maniera analoga il prezzo offerto da Lufthansa per l’acquisto di Austrian Airlines corrisponde ad una valutazione dell’azienda pari al 47% dei suoi ricavi.
Prendendo come criterio di valutazione il valore medio di questi due casi, pari al 45% dei ricavi, e applicandolo alla vecchia Alitalia e a AirOne arriviamo a valutare la prima 2,14 miliardi di euro, che si riducono tuttavia a 1,8 se escludiamo gli asset non acquisiti da Cai, e la seconda non oltre 350 milioni di euro.
A questo punto abbiamo anche una stima del “regalo” che il contribuente italiano, azionista di controllo della vecchia Alitalia ha fatto a Cai (ma non per sua scelta): si tratta di 750 milioni di euro (1,8 – 1,052 miliardi). Questo, tuttavia, è solo il regalo monetario al quale dobbiamo aggiungere il regalo in natura consistente nel ripristinato monopolio sulle rotte nazionali. Abbiamo, infine, anche una stima della parte del regalo ricevuto dal contribuente che Cai ha girato a Toto acquisendo AirOne: ben 440 milioni di euro (790 – 350 milioni). Il prezzo complessivo pagato per AirOne, inoltre, ha la stessa dimensione dei debiti finanziari di AP Holding.
A questo punto lascio al lettore la valutazione se l’intera operazione sia servita a salvare Alitalia o a salvare AirOne, permettendole di rientrare dall’elevato debito.
«Air France-Alitalia? Merci Silvio»
Alitalia è più forte, senza debiti. E l’operazione è costata 300 milioni invece di 1,2 miliardi di euro
PARIGI – «Merci Silvio». Grazie Silvio, l’ironia è tagliente sin dal titolo. Per la stampa francese la soluzione del lungo inseguimento ad Alitalia si è trasformata quasi in una marcia trionfale per Air France-Klm e per il suo «caparbio» timoniere, Jean-Cyrill Spinetta. Grazie soprattutto all’intervento di Silvio Berlusconi.
ITALIANITA’ – Il premier italiano, si legge in un editoriale del quotidiano economico transalpino, firmato da François Vidal, sarebbe il principale protagonista della trasformazione di un avventura pericolosa in un buon affare per la compagnia francese. Come? Grazie all’affossamento della precedente offerta, apprezzata e avallata dal governo di Romano Prodi, e ben più dispendiosa per i transalpini. «Ci si può domandare – scrive il quotidiano – se Silvio Berlusconi non abbia reso un ottimo servizio nell’aprile del 2008 contribuendo ad affossare la precedente proposta di acquisto di Alitalia da parte di Air France, per 1,5 miliardi di euro, in nome dell’italianità».
COMPAGNIA RISANATA – E non è solo una questione di prezzo, anche se spendere 300 milioni per il 25% della compagnia italiana invece di 1,5 miliardi di euro non è certo un risultato di poco conto. Il fatto più importante, per il giornale francese, è che Alitalia non è più la compagnia colabrodo di pochi mesi fa: «Alitalia – si legge – ha già operato una parte importante della propria ristrutturazione. Non perde più un miliardo di euro al giorno, si è liberata dai propri debiti (accollandoli allo Stato, ndr) e si è rafforzata sul mercato nazionale grazie alla fusione con AirOne».
Insomma, niente male, visto che con l’alleanza Air France ottiene anche altri risultati: completa la propria rete continentale di grandi snodi («hub»), sommando a Parigi e Amsterdam anche Roma (Malpensa non è neanche citata) e entra da protagonista in un mercato di 24 milioni di passeggeri, di cui almeno 11 di viaggiatori internazionali. «Certo – conclude Vidal – restano da gestire le difficili relazioni con i sindacati». Ma lamentarsi sarebbe davvero troppo.




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