Archivio di dicembre 2008

40 anni fa l’Apollo 8

Quaranta anni fa, nel dicembre del 1968, l’equipaggio dell’Apollo 8 viaggiò per la prima volta dalla Terra alla Luna e viceversa.

Terra sorgente

Terra sorgente

Frank Borman, James (Jim) Lovell e William Anders furono lanciati a bordo del Razzo Saturno V il 21 decembre, orbitando 10 volte intorno alla Luna a bordo del modulo di comando e tornaro sulla terra il 27 dicembre. La missione Apollo 8 battè un impressionante lista di record: primi uomini a viaggiare verso la Luna, i primi a volare su razzo Saturn V, e i primi a fotografare la terra dal profondo spazio.

Quando il modulo di comando dell’apollo 8 orbitò sopra la faccia nascosta della Luna, l’equipaggio guardò verso orizzonte lunare e vide la Terra apparire sorgendo a causa del movimento orbitale della navetta spaziale.

L’immagine di una Terra blu distante sopra il suolo lunare fu un meraviglioso regalo per tutto il mondo.

LAVORO/ Non solo una fonte di reddito, ma un modo per affermarsi come uomini

tratto da ilsussidiario.net
di Paola Olivelli

L’attuale situazione economica pone delle domande vitali non solo perché diminuisce la capacità di acquisto dei beni elementari, ma anche perché mette in pericolo il lavoro, bene altrettanto essenziale per la persona umana. Nei dibattiti di questi giorni, quando si accenna a questo fatto il problema viene ridotto ai soli aspetti economici o sindacali, trascurando il valore antropologico del lavorare, il significato che esso ha per l’uomo. Tale riduzione è frutto delle ideologie del ‘900, che hanno trascurato il legame che unisce originariamente l’attività lavorativa umana e la sua dimensione morale, considerandolo solo nei suoi aspetti di fatica e schiavitù che rendono necessari interventi per limitarlo e garantirlo solo nei suoi aspetti retributivi e di sicurezza.

ENERGIA/ Goetzberger: Perchè l’Italia non scommette sull’energia solare?

Il professor Adolf Goetzberger è il fondatore del Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE, uno dei fiori all’occhiello della ricerca avanzata tedesca. Recentemente l’istituto ha segnato il record europeo di efficienza per le Celle Solari, sfiorando il 40%. Ilsussidiario.net, che ha aperto un ampio dibattito sul tema dell’energia in Italia, ha intervistato il Prof. Goetzberger per farsi raccontare a tutto campo la storia di uno scienziato capace di fondare con 18 ricercatori un istituto che oggi ne conta 800 ed è vanto della ricerca di uno dei maggiori paesi industrializzati del mondo, cercando di capire se il futuro energetico del pianeta sarà del nucleare e quale risposta efficace dare all’italico rebus di come connettere ricerca e produzione industriale.

Continua su il sussidiario.net

Se scarichi ti “strozzo” la…connessione

da inviatospeciale.com

24 Dicembre 2008, 08:00

Sarkozy insegna, la Riaa impara: perché occuparsi degli utenti che scaricano illegalmente quando lo possono fare i provider? La storia infinita di un business al collasso. Nelle mani di un dinosauro.

La crisi è crisi per tutti e l’industria dell’intrattenimento non fa eccezione: ma per Riaa ed Mpaa, le due associazioni americane responsabili della tutela dell’entertainment rispettivamente musicale e cinematografico, il periodo nero dura da almeno otto anni.

Se prima il monopolio di un cartello di megaliti musicali era incontrastato e senza alternative, sin dall’avvento del mefitico Napster l’omologa della Siae nostrana si è trovata a fare i conti non tanto e non solo con un drastico calo delle vendite, sostituite progressivamente dal download illegale della musica protetta da copyright, quanto con una ben più preoccupante – quantomeno sul lungo raggio – delegittimazione dei parametri della “proprietà intellettuale” e dei suoi tutori.

Colpa della “maleducazione” dell’internauta medio? Non solo: l’industria, dapprima senza una propria precisa connotazione comunicativa (quando sei un monopolista assoluto non hai bisogno di mostrare il tuo lato migliore), si è sin da subito delineata come una sorta di gigante retrogrado, prima provando a nascondersi dietro le esternazioni di band come i Metallica – il cui anatema sul nascente file sharing fece scalpore e ne divenne paradossalmente, secondo molti, la pietra angolare del declino artistico – poi facendo personalmente il diavolo a quattro nelle più alte sedi del potere legislativo per ottenere leggi sempre più ferree in materia di controllo e blocco del p2p.

A vederla oggi, anni (luce) di distanza da quel lontano 1999, la Riaa sembra davvero una comica nemesi del don Chisciotte di de Cervantes, più disposta a spendere somme astronomiche di tempo e denaro per combattere un sistema inarrestabile come l’acqua che non a piazzare sul mercato proposte di qualità che convincessero il consumatore ad aprire di nuovo un portafogli peraltro sempre più smagrito.

Oggi questa improvvisa ventata di coscienza pare giunta anche ai pezzi grossi dell’associazione, che hanno deciso di lasciar perdere le migliaia di cause intentate fuori e dentro i confini americani contro gli utenti fedifraghi. Motivazioni probabili: l’indisposizione dei governi ad assecondare acriticamente le pretese dell’industria a svantaggio di un “popolo” sempre più informato e critico e, ben più importanti, le svariate falle nei teoremi accusatori verso i singoli utenti, i quali – lungi dallo spaventarsi nei confronti delle azioni giudiziarie contro di essi intentate – hanno reagito con vigore e spesso convinto le giurie dei tribunali.

Ma la Riaa non sotterra l’ascia di guerra ed anzi guarda all’Europa, la solita Europa divisa e frammentata che – mentre a livello comunitario ottiene splendidi avanzamenti in materia di rispetto della privacy – sconta una presidenza francese presieduta da un “sovrano assoluto” tendenzialmente conservatore come Nicholas Sarkozy, il quale ha avanzato l’ipotesi di “marchiare” univocamente gli internauti così da tracciarne percorsi, azioni e, ovviamente, misfatti. La Riaa non aspettava di meglio: in effetti il cittadino deve accedere alla grande rete mediante un service provider, ed è proprio a loro che la Riaa si sta rivolgendo, stipulando con essi accordi di vario genere che intrigano anche nazioni come l’Italia.

La situazione diverrebbe quindi la seguente: solo a coloro i quali paiono essere i veri “motori immobili” del downloading la Siae americana rivolgerebbe le proprie attenzioni in modo diretto, trascinandoli cioè senza mezzi termini in tribunale; agli altri – sempre su disposizione della Riaa – penserebbero direttamente i provider, prima “strozzando” e poi del tutto inibendo la connessione. Risultato? La Riaa non ci mette la faccia, non spende soldi, e il monopolio della musica torna nelle mani di Warner e soci.

Almeno in teoria, perché ovviamente non ci crede nessuno: la risposta dei provider va dal tiepido all’ostile, illustri giuristi vedono in questo sistema una violazione palese dei diritti del cittadino e, soprattutto, è difficile che con la semplice inibizione – la Storia, in ogni sua forma, lo insegna – uno status quo ormai consolidato possa cambiare. Meglio sarebbe quello di puntare su offerte di maggior qualità, su una diversificazione dei mercati, sulla graduale ma costante rivalutazione di una musica che oggi sembra più che mai virata sul nefasto usa-e-getta da radio commerciale: e invece, da quel punto di vista, tutto tace. Anzi no: il nuovo disco degli U2 verrà venduto in ben cinque versioni diverse, due delle quali supereranno abbondantemente i quaranta dollari, mentre qui da noi un artista di assoluto livello come Nek farà uscire il proprio decimo (!) disco in due tipologie. Una costerà di meno, avrà meno canzoni e, probabilmente, un impatto meno nocivo sui poveri timpani degli ascoltatori. In fondo, è già qualcosa.

Alitalia, nessuna concreta novità

da inviatospeciale.com

24 dicembre 2008

La giornata di ieri è stata densa di dichiarazioni, polemiche, comunicati, richiami e riunioni. Eppure, drammaticamente, per i lavoratori di Alitalia tutto resta come prima e non si vede alcuna soluzione alla violenza di una situazione di insostenibile e crudele precarietà.

Silvano Bernacchia, sindacalista di base della Filt Cgil in mattinata aveva dichiarato:”Rispetto alla situazione di ieri c’è stata un’evoluzione, abbiamo fatti dei passi avanti e per il momento non si prevedono assemblee dei lavoratori all’aeroporto di Fiumicino. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi che dovrebbero emergere con l’incontro previsto oggi alle 17 al centro direzionale di via della Magliana tra i sindacati firmatari, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl, e i rappresentanti di Cai”.

Corteo nel terminal B

Bernacchia non ha spiegato quali passi avanti si siano fatti, ma pochi segnali in verità lasciavano prevedere un’inversione di tendenza nella poltivca di assunzione del personale da parte della ‘cordata patriottica’. I disagi di ieri, che i Media hanno addebitato ai dipendenti di Alitalia senza spiegare quali erano i motivi reali della protesta, hanno indotto gli abitanti del Palazzo all’esercizio della dichiarazione.

Si è immediatamente distinto il ministro anti-fannulloni Brunetta: “I lavoratori di Alitalia che hanno partecipato ieri alle assemblee a Fiumicino, causando la cancellazione di un centinaio di voli, devono farsene una ragione, le compagnie aeree sono settori privatizzati in concorrenza” e devono smetterla perchè “con questa crisi scioperare è da irresponsabili”.

Il responsabile della Funzione pubblica ha aggiunto: “E’ finita l’epoca in cui Alitalia perdeva due milioni al giorno. Non è stato licenziato di fatto nessuno, se ne devono fare una ragione” precisando poi che “in questa fase i sindacati confederali hanno meno responsabilità di quelli professionali. Riflettete, la gente non è con voi”. Infine ha invocato, come da copione, “la mano dura”.

Con Brunetta una motitudine di politici di tutti gli schieramenti hanno rilasciato comunicati di ogni tipo.

L’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), vicina alla Uil, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare l’interruzione di pubblico servizio dei dipendenti dell’Alitalia che ieri hanno partecipato alle assemblee spontanee. L’associazione ha apprezzato “l’intervento tempestivo della Commissione di garanzia per gli scioperi” e si augura che a questa presa di posizione nette faccia seguito, di concerto col Prefetto, la precettazione dei lavoratori che hanno causato il blocco e i conseguenti disagi sui voli”. “E’ assurdo e vergognoso che si adottino queste forme di protesta in prossimità delle feste natalizie, quando il flusso di viaggiatori è di molto superiore alla media”, ha aggiunto il presidente dell’Adoc Carlo Pileri.

Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, in un’intervista a ‘La Stampa’ a proposito delle assemblee indette dai dipendenti aeroportuali di Alitalia ha detto: ”Non è nè possibile nè tollerabile. Sono state violate tutte le leggi e i comportamenti sindacali, dando un immenso danno alle famiglie e all’immagine del Paese. Spero in sanzioni adeguate. L’Enac può sanzionare la compagnia: probabilmente saremo obbligati a farlo, ma in questo caso non mi sento di imputare niente ad Alitalia. Ma si possono sanzionare i lavoratori direttamente. I sindacati non possono consentire che cose di questo genere avvengano sotto Natale; e al governo, con il ministro dell’Interno, spetta il potere di precettazione”. Comunque, ha sottolineato il presidente dell’Enac, ”andrò fino in fondo, e verranno fatte istruttorie per capire”.

In tutti questi casi quello che stupisce è l’assoluta incapacità a comprendere le ragioni che hanno generato la protesta.

Anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti è intervenuto sulla vicenda: ”Siamo molto preoccupati sia per i disagi ai passeggeri, sia per la fragilità che ogni giorno dimostra il piano messo in campo. La colpa è soprattutto di chi ha impostato questa operazione. Come è noto non siamo stati mai coinvolti dal governo nella vicenda Alitalia-Cai, ma malgrado questo siamo sempre stati con la Regione soggetti attivi e abbiamo messo da parte anche delle risorse se serviranno. Sembra che non si riesca a uscire dal tunnel o se lo si fa, avviene con fatica e con costi immensi sottratti alle Politiche di sviluppo”.

Zingaretti, esponente del Pd, colto da amnesia, ha dimenticato le dichiarazioni del segretario del suo partito, Walter Veltroni, che all’indomani della firma dell’accordo se ne assunse la paternità. Se la Provincia di Roma non è stata “coinvolta” lo è stato il Pd e l’esponente politico dovrebbe ricordarlo.

Insomma, l’idea di schierarsi con una presunta maggioranza di italiani in difesa dei ‘viaggiatori del Natale’, perchè la politica fondata sul sondaggio ha vinto su quella costruita sui Diritti, ha spinto il Palazzo, senza distinzione di area, ad ignorare i drammi personali di migliaia di donne ed uomini  che passeranno le festività senza stipendi e senza sicurezze per il futuro.

Nella mattinata nei pressi di Piazza di Spagna, nel cuore di Roma, alcune decine di assistenti di volo e piloti avevano voluto manifestare ai cittadini il proprio disagio. Con loro numerosi sindacalisti di Sdl. Tuttavia era evidente, anche nel numero dei partecipanti, che la stanchezza, le aggressioni di gran parte dei Media e la solitudine nella quale sono stati lasciati da tutti, con l’eccezione dell’Italia dei valori e del segretario di Rifondazione, Ferrero, pesino ed abbiano generato un diffuso senso di tristezza e disillusione.

I partecipanti all’iniziativa romana si sono raccolti intorno ad un alberello di Natale, che al posto delle colorate decorazioni tradizionali, aveva le lettere di comunicazione della cassa integrazione. Un piccolo gruppo di persone, mescolate tra decine di romani impegnati nell’acquisto degli ultimi regali, che però sapevano ancora nutrire in sè stessi il desiderio e la volontà di reisitere ad uno dei più brutti capitoli nella storia sindacale italiana. Erano persone che stavavo dedicando il proprio tempo a tutti i colleghi che a casa soffrono immobili, vittime di un gioco al massacro del quale è difficile comprendere senso e necessità.

L’Sdl in riferimento alla discussione di queste ore sull’orario di lavoro, con una lettera inviata a Berlusconi, al sottosegretario Letta ed ai ministri Sacconi e Matteoli, ha domandato perchè “non si possa riconsiderare la nostra proposta di applicazione del part-time per risolvere, almeno in parte, le forti criticità derivanti dalle dimensioni di un’azienda, la CAI, che prevede l’assunzione soltanto del 50 per cento del personale precedentemente impiegato da Alitalia”.

In serata era ripreso l’incontro tra sindacati firmatari e Cai sui criteri di assunzione nella Nuova Alitalia. ”Mi auguro ci siano margini di trattativa – aveva detto il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi prima della riunione – serve più che altro la volontà politica. Cai deve tornare indietro, entro stasera, perchè il Paese non può essere attraversato in questi giorni di festività, da ci che è successo ieri”, riferendosi alle assemblee dei lavoratori che hanno provocato cancellazione di voli e disagi a Fiumicino. Secondo il dirigente della Filt, ”c’è una grandissima incompetenza o malafede nell’applicazione delle intese sottoscritte a Palazzo Chigi”. Per Rossi ”è tutta colpa di Cai”.

A conclusione dell’ennesimo incontro fonti sindacali hanno dichiarato che si era parlato di personale di terra, con qualche apertura da parte di Cai sulle operazioni di imbarco e sbarco bagagli e sulla manutenzione pesante. Riguardo al primo comparto, i sindacati hanno fatto fanno sapere che la ‘cordata patriottica’ avrebbe assicurato la possibilità di assumere a tempo indeterminato gli operai che non avevano ancora ricevuto le lettere di assunzione o che erano stati assunti a tempo determinato. I sindacati sospettavano che alcune attività potessero essere presto esternalizzate. Si vedrà oggi se Cai, come sembra abbia comunicato, invierà le prime lettere di assunzione ai lavoratori ‘dimenticati’. Stesse rassicurazioni sarebbero state date sulla manutenzione. Sulla pulizia di bordo, invece, non si è raggiunta alcuna soluzione. I sindacati confederali e l’Ugl, poi, hanno fatto sapere che ci sarà una nuova riunione il 30 dicembre. Di piloti e assistenti di volo, forse tra i nodi centrali dell’intero affaire, non si è parlato. Pur non avendo alcuna rappresentatività nei comparti di volo Cgil, Cisl, Uil e Ugl dovrebbero affrontare l’argomento prima della fine dell’anno. Lo stillicidio di incontri e riaggiornamenti, in ogni caso, mostra quanto sia difficile convincere Cai al rispetto degli accordi.

Da domani InviatoSpeciale, tra le poche voci che hanno provato a raccontare la storia vera di Alitalia, dovrà sospendere le pubblicazioni per importanti lavori di manutenzione sul sito. Il giornale, però, nei limiti delle possibilità tecnologiche imposte dall’upgrade, continuerà ad occuparsi di questi cittadini del cielo, forse i veri “eroi” di un mondo del lavoro che sta subendo in tutte le sue articolazioni uno degli attacchi più pesanti in tutta la storia repubblicana.

A loro ed a tutti quelli che oggi subiscono la cassa integrazione, la precarietà e la paura per la perdita del posto di lavoro, InviatoSpeciale fa gli auguri non solo per il Natale, ma per un futuro nel quale i diritti tornino ad essere rispettati, insieme alla dignità della persona umana.

Fusione ANPAC-UP e Comandante Alitalia licenziato

Nella giornata di oggi Anpac (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale) e Unione Piloti hanno perfezionato il processo di riunificazione delle due Associazioni Professionali, determinando la costituzione di un unico Consiglio Superiore che, a partire da oggi, esprimerà le politiche e darà seguito agli atti esecutivi della nuova Associazione.

Il Consiglio Superiore Anpac-UP si riunirà formalmente per la prima volta il 30 dicembre con all’ordine del giorno le azioni da intraprendere a fronte del licenziamento di un Comandante Alitalia di Airbus A320 avvenuto il 22 dicembre scorso. Secondo l’azienda il Comandante, per evitare questo terribile epilogo che lo getta insieme alla famiglia nella più totale incertezza futura proprio nel periodo natalizio, avrebbe dovuto omettere di segnalare anomalie tecniche che avrebbero potuto compromettere la sicurezza del volo e l’incolumità dei passeggeri.

Il Consiglio Superiore dell’associazione Anpac-UP, riconosciuta a livello internazionale in ambito IFALPA (International Federation of Airline Pilot’s Associations) ed ECA (European Cockpit Association) ed a livello nazionale inserita nella CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti e Alte professionalità), tutelerà con priorità assoluta il mantenimento di adeguati livelli di sicurezza nell’ambito del trasporto aereo italiano e non permetterà che provvedimenti disciplinari su materie tecnico-professionali si possano strutturare come forma di pressione gestionale verso i piloti, che devono in ogni modo continuare ad essere gli ultimi garanti della perfetta efficienza degli aeromobili delle compagnie aeree nazionali.

Anpac-UP auspica che tutte le parti coinvolte, ed in primo luogo il Governo, affrontino le prossime importanti fasi di gestione del trasporto aereo in modo che, in tempi brevissimi, si possa recuperare quell’indispensabile serenità tra le parti, utile ad ottimizzare i processi e a garantire sempre più elevati livelli di servizio ai passeggeri.

Roma, 23 dicembre 2008

ANPAC-UP

Alitalia, i lavoratori sono esasperati

da inviatospeciale.com

23 dicembre 2008, 8.00

Che la situazione dovesse precipitare era chiaro da giorni ed anzi appare miracolosa la pazienza conservata dai lavoratori fino a ieri. Le procedure per la messa in cassa integrazione e le prime assunzioni in Cai erano di per sè incomprensibili. I criteri di anzianità, qualifica, scelta stessa delle persone sembravano orientati da uno strano intento punitivo, non giustificato, inutilmente aggressivo.

InviatoSpeciale ha dato largo spazio ai fatti ed era stupefacente che a fronte di una evidente disumanità delle tecniche di gestione del personale applicate dalla ‘cordata patriottica’ la direzione dell’ azienda degli “eroi” di Berlusconi non si ravvedesse. Invece nulla, anzi una dichiarazione espressa da fonti vicine al management di Cai faceva sapere che di cambiare strada “non se ne parlava nemmeno”.

Così ieri il personale di terra, falcidiato da giorni, ha ritenuto opportuno protestare. Con due assemblee cominciate al mattino e andate avanti ad oltranza, gli addetti alla manutenzione degli aerei e ai servizi aeroportuali che aderiscono a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltasporti, hanno chiesto a Cai il rispetto degli accordi sottoscritti sui criteri di assunzione. I sindacati hanno chiesto anche un intervento da parte del governo.

CaIncellati

Dalla metà della scorsa settimana il personale di volo, assitenti e piloti, erano entrati nell’incubo di modalità di selezione dense di un sentimento innaturale di violenza psicologica ed avevano tentato di richiamare l’attenzione della stampa, degli altri sindacati e delle forze politiche, rimanendo quasi del tutto inascoltati.

Ieri i Media, invece di parlare di diecimila persone oltre l’orlo di una crisi di nervi, abbandonati, incerti sul futuro, senza stipendio e senza alcuna entrata (la cigs comincerà ad essere versata non prima della fine di gennaio) parlavano delle vacanze di Natale ‘rovinate’ ai turisti.

Mentre solitari Anpac, Up e Sdl avevano tentato di organizzare una rete di protezione che difendesse i lavoratori ai quali era chiesto di cambiare sede, andare a centinaia di chilometri di distanza o che si ritrovava nell’incertezza di aspettare se sarebbe stato inserito nell’organico di Cai, i nuovi propietari di Alitalia non fornivano alcuna delucidazione e i sindacati confederali e l’Ugl erano del tutto spariti da Fiumicino.

Poi, di fronte all’impossibilità di accettare la logica della ‘cordata patriottica’ ed al crescente malumore dei lavoratori, i firmatari dell’accordo avevano dovuto chiedere un incontro con Colaninno e soci. Le riunioni sono andate avanti per due giorni senza portare a nulla e la crisi è scoppiata.

Le dichiarazioni tardive di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltasporti adesso sono diventate chiare. Per loro i disagi sono ”diretta responsabilità dei vertici Cai”, cui manca ”completamente il buon senso ed il rispetto delle persone” ed hanno aggiunto che invitano l’azienda ”a una immediata revisione degli errori commessi. Quando si è sordi per giorni alle grida di allarme accadono cose come quelle di stamattina”.

Il Garante per gli scioperi, Antonio Martone, come se le persone fossero state prese da improvvisa follia, ha inviato ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Prefetto di Roma una comunicazione: “Il protrarsi dell’astensione collettiva dal lavoro – si leggeva nella nota – potrebbe recare un grave pregiudizio al diritto alla mobilità costituzionalmente tutelato”. Il Garante ha segnalato la possibilità di “violazioni dei limiti derivanti dallo Statuto dei lavoratori e dal contratto collettivo”. Martone ha rilevato il diritto costituzionale alla mobilità, dimenticando quello al lavoro.

Lo stesso ha fatto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha reso noto: ”Ho invitato le parti a chiarire al più presto le contrapposizioni per permettere un sereno svolgimento delle attività di volo, fermo restando che tale modo di agire da parte dei lavoratori appare non conforme alle regole applicabili nel settore del trasporto, soprattutto in un periodo di particolare movimento come quello pre-natalizio. Tali comportamenti dei lavoratori, che potrebbero configurare l’interruzione di pubblico servizio, stanno creando disagi e disservizi sia ai passeggeri in arrivo che a quelli in partenza” da Fiumicino, prosegue la nota, spiegando che ‘’sono già stati cancellati alcuni voli internazionali e a breve saranno cancellati anche alcuni voli nazionali in quanto mancano i servizi di assistenza a terra gestiti da Alitalia Airport”. L’Enac ha poi invitato ”i passeggeri a contattare la compagnia Alitalia per avere notizie aggiornate in merito allo stato dei propri voli”.

Infine è stata la volta del ministro Matteoli, che con un proprio provvedimento ha ordinato ai dipendenti che partecipavano all’assemblea spontanea in corso a Fiumicino di riprendere, con decorrenza immediata, le prestazioni lavorative. Il ministro ha sotenuto che l’assemblea in corso a Fiumicino, per le sue modalità di effettuazione, si configurava come uno sciopero in violazione della legge dello Statuto dei lavoratori e del contratto collettivo di lavoro. “L’astensione dal lavoro – ha detto Matteoli – sta causando pesanti disservizi al funzionamento del servizio interessato e grave pregiudizio al diritto di mobilità garantito dalla Costituzione in un periodo in cui il numero dei viaggiatori che usufruiscono degli aerei è altissimo”.

Insomma l’Italia è uno strano Paese, nel quale decine di migliaia di persone possono essere triturate per settimane, messe in cassa integrazione, selezionate con una durezza indicibile, lasciate a casa senza lavoro e senza sapere perchè, abbandonate dai propri rappresentanti sindacali e poi considerate copevoli se al limite dell’esasperazione protestano e ‘rovinano’ le vacanze di Natale a passeggeri-cittadini, che a loro volta da mesi sono informati in modo del tutto strumentale sulle vicende che riguardano il trasporto aereo. Cittadini che a causa della non conoscenza dei fatti diventano massa di manovra per una politica il cui fine appare dubbio e dove preminente è la ‘difesa’ ad oltranza degli interessi di Cai, impresa privata e non intoccabile e non criticabile entità soprannaturale.

Intanto nel pomeriggio, in un albergo romano, numerosi lavoratori di Alitalia hanno partecipato ad una assemblea dell’Itala dei Valori che ha offerto loro la propria solidarieta. Dopo molti interventi di assistenti di volo e personale di terra, Antonio Di Pietro, presidente del partito ha detto: ”Su Alitalia ne ho detto già di tutti i colori in Parlamento. Lui si arrabbia (Berlusconi, ndr) sempre perchè gli dico che è un corruttore politico, ma che devo fare se lo è?”. Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite sul fallimento del piano Alitalia hanno inciso anche Cgil, Cisl e Uil. ”Una grave responsabilità – ha spiegato – ce l’hanno i sindacati sociali che dovrebbero avere come unico obiettivo quello di difendere la parte più debole, cioè i lavoratori, e non quello di avere la supremazia su un partito o sull’altro”. Infine, Di Pietro ha sottolineato: ”Dal prossimo anno saranno un milione i lavoratori che, insieme a quelli di Alitalia, saranno in cassaintegrazione, ma non c’è ancora nessuna soluzione legislativa che prevede come risolvere il problema dei precari o come pagare i cassaintegrati”.

In serata al termine dell’incontro tra sindacati confederali, Ugl e Cai il quadro rimaneva inalterato, non era stata raggiunta alcuna soluzione nel confronto. Fonti sindacali hanno precisato che l’incontro è stato aggiornato a oggi pomeriggio. I tre punti che sono stati affrontati nella riunione riguardano i lavoratori altamente specializzati, quelli della manutenzione e quelli dei servizi di pulizia a bordo. Per quest’ultima attività, sembra che Cai sia intenzionata all’esternalizzazione, soluzione che Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti affermano non essere prevista dagli accordi sottoscritti. Confederali e Ugl, insistono nel dimenticare assistenti di volo e piloti, colpiti anche loro dalle azioni di Cai.

Se in un primo momento era possbile supporre che la confusione e la fretta, oltre alla inesperienza di Cai nella gestione di un complesso sistema di trasporto aereo, potessero aver generato almeno una parte dei ‘disguidi’, oggi sembra incontrovertibile che le scelte dei ‘capitani coraggiosi’ sono parte di una oscura strategia, tendente non si sa perchè a ferire la dignità stessa del futuro personale dei dipendenti Alitalia. Anche emergono con chiarezza gli errori di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, subalterni nella firma degli accordi a scelte di carattere più generale e politico. E questo, per chi dovrebbe rappresentare i lavoratori, rischia di essere un errore molto grave, oltre che inammissibile da un punto di vista morale. Per nulla si è pensato alle condizioni anche esistenziali delle donne e degli uomini di Alitalia.

Stamattina Sdl ha chiamato i lavoratori di Alitalia ad un presidio e a un volantinaggio in piazza Mignanelli, vicino Piazza di Spagna, dalle 10 di mattina a Roma. In un comunicato si legge: “Sarà l’occasione di fare gli auguri alla città di Roma e renderla partecipe a quanto sta accadendo in questi giorni in quella che è (o era) la più grande realtà industriale e professionale del territorio. Sarà anche l’occasione per farci gli auguri tra di noi e renderci visibili a discapito di chi sta tentando di nasconderci agli occhi dell’opinione pubblica”.

Alitalia, a Fiumicino caos voli per le assemblee del personale: «Cai non rispetta gli accordi»

da ilsole24ore.com

Aeroporto di Fiumicino in crisi, a pochi giorni dal Natale, a causa delle assemblee dei lavoratori di Alitalia, che protestano contro il piano di Cai per le assunzioni. Enac fa sapere che saranno circa 100 i voli cancellati nella giornata di oggi, tra arrivi e partenze, e la situazione, riferiscono fonti aziendali, è destinata a peggiorare in serata a causa del protrarsi dell’assemblea nello scalo romano. E non è detto che domani l’operatività sia garantita al 100%.
A protestare sono gli addetti alla manutenzione degli aerei Alitalia, le “tute verdi”, e i lavoratori di Az Airport del settore “handling”, la società che si occupa del carico e scarico bagagli per l’Alitalia. I dipendenti stanno protestando contro il mancato rispetto da parte di Cai degli impegni presi sul fronte delle assunzioni. Secondo i sindacati alcuni dipendenti, in cassa integrazione, saranno sostituiti da personale esterno. Le assemblee andranno avanti fino a che non sarà terminato l’incontro tecnico tra i sindacati e Cai che si sta tenendo in queste ore alla Magliana.

«Cai continua a non rispettare gli accordi sulla definizione dei criteri di assunzione – spiega Silvano Bernacchia, della Filt-Cgil -, ci sono pesanti discriminazioni nei confronti delle categorie protette». Uno dei lavoratori esprime così le sue preoccupazioni e critiche: «Ci risulta che Cai stia chiamando personale interinale – spiega – quando invece colleghi, con 20 anni di anzianità e in possesso di numerose abilitazioni tecniche, siano rimasti esclusi. Rimaniamo in attesa degli esiti dell’incontro odierno tra Cai ed i sindacati e poi vedremo il da farsi», ha concluso Bernacchia.
«Ci sono diversi problemi oggettivi nel processo di assunzione in Cai e riguardano tutte le categorie di terra e di volo», ha dichiarato il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, evidenziando che «la tensione sale e sarebbe davvero opportuno che dal Ministero dei Trasporti arrivi un segnale: una convocazione del Governo che garantisca il rispetto delle intese».


Per essere aggiornati sulla situazione dei voli, Alitalia invita i passeggeri a contattare la compagnia al numero verde (800650055), sito internet (www.alitalia.it), call center (06/2222) o tramite palmare (mobile.alitalia.it) per verificare lo stato del loro volo.

Intanto, sulla questione Alitalia è intervenuta anche Emma Bonino, vicepresidente del Senato, che spiega che la vicenda è ferma perché Air France cerca di negoziare al ribasso: «A parte la totale mancanza di trasparenza nei criteri delle assunzioni che produce proteste e soppressione di numerosi voli, sul partner internazionale – spiega a Radio Radicale – è tutto rinviato a gennaio perché, secondo la spiegazione ufficiale, l’Alitalia è diventata un boccone così competitivo che si sarebbe fatta viva perfino British Airways. Io credo che non sia esattamente così. Nella situazione attuale credo che Air France cerchi di negoziare al ribasso».
“Nel frattempo – prosegue Bonino – siccome non è chiaro il piano di voli nessuno prenota Alitalia e quindi invece di perdere un milione di euro al giorno ne perdiamo due. Si gridò alla svendita quando nella prima trattativa con Air France si parlò di 2.700 esuberi, ora staranno a casa tra i 7 e i 10 mila lavoratori, la telenovela Alitalia è ancora qui insieme a noi e penso che ne avremo per almeno un altro po’ di tempo. Prima o poi questa storia qualcuno la dovrà riscrivere».

Leggi anche l’articolo su http://www.corriere.it

Satira: I principi dell’economia

Da Parla con me simpatica lezione di economia di Ascanio Celestini:

Lo sfogo di un collega

Lettera di un collega comandante inviata ad alcune testate giornalistiche tra cui ilmessaggero.it e inviatospeciale.com

Egregio direttore, mi chiamo Paolo e sono un Comandante Alitalia. Ho 42 anni e sono padre di 3 figli. La prego, non me ne voglia ma ho scelto volutamente di rimanere “anonimo” con un motivo ben preciso: come lei ben sa, nel nostro paese la libertà di espressione e di parola è ormai solo un’utopia.

La strada che si sta percorrendo in Italia ha una strategia ben precisa atta a contenere il più possibile ogni forma di protesta legittima da parte dei cittadini a far valere i propri diritti nell’ambito del sociale, anche attraverso forme di repressione. I mezzi informatici sono strumenti potenti ma facilmente intercettabili ed io in un momento come questo ho paura di tutto.nel seguito della mia lettera capirà sicuramente il senso di questa mia scelta. Le scrivo per esprimerle il disagio, lo stato d’animo e la forte preoccupazione di tutti i lavoratori di Alitalia in questo drammatico periodo.

Non è nel mio stile fare differenze tra i lavoratori ma credo che la mia storia pur essendo diversa da quella di altre categorie, possa avere un forte legame con i percorsi di vita degli altri lavoratori.

Ho raggiunto alla mia età un livello professionale elevato. Sono in Alitalia da 18 anni e Comandante da circa 10. Una posizione raggiunta con notevoli sacrifici. Una vita dedicata a questa professione ed una dedizione praticamente totale.

Ho iniziato da molto giovane ed il percorso è stato complicatissimo. Anni ed anni di studi, di durissime selezioni e di notti in bianco passate sui libri lontano dalla famiglia. E’ un mestiere molto complesso ed i retroscena purtroppo sono poco noti. La responsabilità che riveste il ruolo di comandante è enorme sia in termini di legge, sia nei confronti dell’esercente, che verso le vite umane che gli vengono affidate.

Tutto ciò significa che l’etica ed il livello professionale che ci viene richiesto è elevatissimo. Dobbiamo essere costantemente aggiornati sui cambiamenti delle normative, abbiamo l’obbligo di essere periodicamente addestrati e controllati secondo gli standard di sicurezza previsti dalla normativa mondiale. Se il livello professionale richiesto non viene raggiunto, si perdono le funzioni di pilota o di comandante e si viene destinati ad altre mansioni.
Poco si conosce della nostra vita privata che spesso viene dipinta come agiata e piena di privilegi.

Posso assicurarle che non è così… 20 giorni al mese trascorsi lontano dalla propria famiglia senza distinzioni tra sabati, domeniche, Natale, Capodanno, e feste comandate. Lontano dai propri figli che non puoi seguire nella loro vita quotidiana: la scuola, i compiti, il catechismo, le varie attività… I problemi della loro crescita, l’educazione, l’adolescenza… Torni a casa dopo una settimana e li trovi cresciuti, cambiati… parole nuove. Gesti nuovi.

E tu che non c’eri, rimpiangi quei giorni passati al telefono mentre avresti voluto essere presente ai gesti dei tuoi figli. Ti senti in colpa ma continui a ripetere a te stesso all’infinito che è giusto così perché la certezza del futuro dei tuoi figli dipende solo da te e dalla tua professione.

E per fortuna che a casa c’è tua moglie, una donna splendida… la colonna portante della famiglia che educa i tuoi figli.
Professione. Certezze. Futuro.
Ma quale certezze?? Ma quale futuro??

Da qualche giorno ho ricevuto la lettera di cassa integrazione ed il mondo mi è crollato addosso. Dopo 3 mesi di angoscia tutto è finito nel giro di pochi secondi.

Professione, sogni, progetti futuri, serenità famigliare, sorriso. Nessuna prospettiva per il mio futuro con le certificazioni professionali che scadranno tra 90 giorni. E dopo il buio profondo. A casa senza più lavoro. Umiliato nel profondo dell’animo, come uomo e come professionista. Vergognosi, inaccettabili e lesivi della dignità umana, sono stati i metodi di esclusione da quella che sarà la futura presunta compagnia di bandiera. Gravissime le discriminazioni fatte durante questo processo che hanno portato a non considerare abilitazioni e certificazioni professionali, ad escludere lavoratori con legge 104, madri in part-time o con esonero notturno oppure a mettere in cassa integrazione entrambi i coniugi facenti parte della stessa azienda con figli a carico!!!!
Vuole sapere come hanno fatto a comunicare le lettere di cassa integrazione agli operai di Fiumicino? Li è andati a prendere la security direttamente sul posto di lavoro, li ha radunati tutti in una enorme sala, gli ha requisito i tesserini aziendali e li ha accompagnati fuori dall’aeroporto. E mentre si consumava questa tragedia, il nostro premier brindava con gli autori di questo massacro…

Non voglio entrare in merito a questa sporca operazione, forse senza precedenti. Non voglio parlare né di sindacati, né di governo e nemmeno di contratti. Non mi importa nulla di tutto ciò. Il mio è un drammatico grido disperato di rabbia e di dolore che si alza a nome di tutti gli onesti lavoratori di Alitalia che hanno dedicato una vita a questa azienda ai quali è stato tolto il sorriso…

Un dramma sociale senza precedenti per tutte le nostre famiglie. Ed intorno a noi un’assordante silenzio. Forse voluto… Lo stato d’animo dei nostri equipaggi che stanno volando in questo periodo è preoccupante, non voglio spingermi oltre… E per favore che nessuno si azzardi a dire che la responsabilità è dei lavoratori perché questa è una vile menzogna. Chi conosce la vera storia di Alitalia sa benissimo di cosa sto parlando! Capisce ora perché voglio restare anonimo? Ho paura del futuro e non riesco a vivere il presente.

E quando ieri il più piccolo dei miei bimbi mi ha chiesto perché i suoi amichetti dell’asilo avevano già fatto la letterina a Babbo Natale e noi no, non ho saputo rispondere perché l’emozione ha avuto il sopravvento su di me e sono scappato in camera mia a piangere davanti alle spensierate fotografie di quando Papà andava fiero di portarli in volo con lui.

Spero che esista una giustizia divina e che un giorno qualcuno paghi caro per questo dramma sociale che ha colpito solo chi chiede di lavorare onestamente… Una cosa è certa, se un giorno tornerò a fare il mio lavoro non mi dimenticherò mai di questa sofferenza e nulla sarà più come prima.

Ci sono violenze che nessuna parola di pace potrà mai placare.

A nome di tutti coloro che hanno perso il lavoro.

Paolo

(21 dicembre 2008)

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