Archivio di novembre 2008

Valle dei Templi

Tempio di Era (Giunone Lacinia) - di Gilberto Gaudio

Tempio di Era (Giunone Lacinia) - di Gilberto Gaudio

Il Tempio di Era o Giunone Lacinia

Il nome del tempio è, come quello di altri monumenti agrigentini, convenzionale. Nell’architettura di questo tempio, eretto nell’angolo di sud-est della valle dei templi a 120 metri s.l.m., è evidente la preoccupazione di una perfezione artistica rigorosa. L’edificio, che è rivolto, come gli altri, ad oriente, ha dimensioni notevoli: l’alta piattoforma rettangolare montata su quattro gradoni, sulla quale riposano 34 colonne che si presentano 6 sui frontoni e 13 sui lati lunghi, contando anche quelle degli angoli, misura m.41,106 in lunghezza e 20,260 in larghezza. Un doppio quadrato che occupa una superficie di mq.832,807. La colonna formata da quattro tamburi o rocchi, con un fascio di 20 scanalature a spigolo vivo, raggiunge un’altezza di metri 6,32 e ha un diametro di metri 1,70; distano metri 1,71 al centro e 1,76 ai lati. La costruzione è avvenuta intorno al 450-440 a.C.
Si conservano 30 colonne, di cui sedici con capitello. Fu restaurato dal Torremuzza nel 1787.

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Chiesa di Santa Caterina in Livorno

Livorno, Santa Caterina - di Gilberto Gaudio

Livorno, Santa Caterina - di Gilberto Gaudio

La chiesa di Santa Caterina si trova a Livorno, in piazza dei Domenicani; la sua alta cupola è l’elemento di spicco dello storico quartiere della Venezia Nuova, edificato a partire dalla prima metà del Seicento. (wikipedia)

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Chiesa di San Michele in Lucca

Lucca, San Michele - di Gilberto Gaudio

Lucca, San Michele - di Gilberto Gaudio

La chiesa di San Michele è una chiesa di Lucca che si trova in località Antraccoli.

Fondata nel 777, un più ampio edificio sostituì nel XII secolo il primitivo insediamento, modificato poi nel Cinquecento. La chiesa medievale (di cui si conserva parte del perimetro e del paramento murario della zona absidale) fu rialzata, la copertura a capriate sostituita da una volta, fu anteposto alla facciata un portico e fu rinnovato anche l’assetto interno. Da notare due tele della scuola di Zacchia il Vecchio (San Gregorio Magno tra i Santi Giuseppe, Luca, Sebastiano e Rocco, e San Frediano tra i Santi Antonio Abate e Barbara). Una tela di Alessandro Ardenti (la Natività) nasconde un affresco con la Madonna in trono e due angeli, della fine del Trecento. Di esso esiste una replica su tavola degli inizi del Cinquecento. (wikipedia)

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Basilica di San Frediano in Lucca

Lucca, SAn Frediano - di Gilberto Gaudio

Lucca, San Frediano - di Gilberto Gaudio

La basilica di San Frediano è una delle più antiche chiesa di Lucca che si trova nella piazza omonima. Da questa basilica si snoda la sera del 13 settembre la processione per la Santa Croce. (wikipedia)

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Cefalù (PMO) – Cattedrale

Cefalù, cattedrale

Cefalù, cattedrale

Il Duomo di Cefalù, secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.
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Cattedrale di Trani

Trani Cattedrale di San Nicola Pellegrino

Trani Cattedrale di San Nicola Pellegrino

La Cattedrale di Trani (conosciuta anche come Duomo di Trani e, talvolta, come Cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. Anche se la cattedrale è dedicata alla Madonna Assunta, la sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l’epoca della dominazione normanna. Leggi il resto su wikipedia

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Santa Maria della Spina

Pisa, Santa Maria della Spina

isa Lungarno Gambacorti - Chiesa di Santa Maria della Spina

Santa Maria della Spina è una piccola chiesa gotica a Pisa. Il tempio, eretto nel 1230 dalla famiglia Gualandi, si chiamava in origine Santa Maria di Pontenovo, per via del ponte che collegava via Sant’Antonio a via Santa Maria, crollato poi nel XV secolo. Il nome Spina deriva dal fatto che conservava una spina che avrebbe fatto parte della corona indossata da Gesù alla sua crocifissione e portata qui nel 1333, ma custodita dal XIX secolo nella chiesa di Santa Chiara. Originariamente la chiesa doveva essere costituita da un’unica loggia e coperta da un tetto a capanna. Nel 1322 il Comune delibero’ dei lavori di ampliamento iniziati nel 1323 e finiti nel 1376, probabilmente sotto la direzione di Lupo di Francesco e la sua taglia, alla quale succedette quella di Andrea e Nino Pisano. La chiesa fu soggetta a numerosissimi interventi di restauro dovuti al cedimento del terreno e alla vicinanza del fiume Arno sulle cui sponde era stata edificata. Infine, dopo l’unità d’Italia, una commissione formata da membri dell’Accademia di Belle Arti decise lo smantellamento e la ricostruzione dove fosse piu’ stabile e sicura. I lavori iniziarono nel 1871. Questo intervento sposto’ di alcuni metri verso est, e piu’ in alto il tempio. Tuttavia ci furono sostanziali modifiche alla primitiva struttura, furono inseriti alcuni gradini, le statue restaurate male o sostituite, e la sagrestia del 1613 non fu mai ricostruita. Una particolarità è che la chiesa di Santa Maria della Spina è sempre stata amministrata dal Comune, tranne alcune parentesi nel XVII e XVIII secolo in cui l’amministrazione ricadde sotto l’ospedale. Leggi il resto su wikipedia

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Il pane di oggi!!

Il pane di oggi!!

19/11/2008

Passeggiata al Monte Cafornia


In vetta

Inserito originariamente da gilbi67

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18 ottobre 2008,
a distanza di una settimana torno in abruzzo per una nuova passeggiata. Questa volta mi accompagna Gian Pietro, la nostra meta è il Monte Velino. Alle 8.30 partiamo da Capo Pezza ed imbocchiamo il sentiero n. 1 del CAI di Avezzano. Attraversiamo la familiare faggieta e al bivio della Valle Cerchiata proseguiamo direttamente berso il Colle dell’Orso, Qui facciamo la prima pausa, valutiamo le condizioni meteo. Il cielo è ancora parzialmente nuvoloso, addensamenti più consistenti sono sulla catena del Gran Sasso e si protraggono verso il versante adriatico, il vento sul Colle dell’Orso si fa sentire. Valutiamo di proseguire, poco dopo il vento svanisce (era un effetto venturi proprio sul Colle). Il sentiero prosegue passando poco sotto punta Trento, poi inizia a scendere fino alla confluenza tra il Vallone di Teve e la Valle Majorama. Da li risaliamo sul Monte del Bicchero, il passo è svelto. Prima della rampa che porta in cresta facciamo un’altra sosta per mangiare della cioccolata. Affrontiamo la salita piuttosto faticosa ed arriviamo alla confluenza del sentiero n.1 con il sentriero n.7. Camminiamo in cresta per qualche centinaio di metri ed arriviamo al bivio per il monte Cafornia. Il Velino è ormai vicino ma la nuvolosità aumenta notevolmente, andare e tornare al Velino comporterebbe un’ora in più di cammino in più, ma le condizioni meteo non sono più ottimali e in montagna la prudenza non è mai troppa. Decidiamo di salire sulla vetta del Cafornia (2424 m), qualche decina di metri di sentiero irto, dove arriviamo verso el 12.15 dopo quasi 4 ore di cammino. Qui scattiamo le foto di rito, oltre alla consueta croce c’è pure la statuetta della Madonna. Invertiamo la marcia e un pò dispiaciuti per non aver raggiunto la meta preposta, ripercorriamo in senso inverso il sentiero, riscendiamo il Monte del Bicchero per risalire verso punta Trento, alla fine della salita piuttosto faticosa, sopratutto dopo parecchie ore di cammino sulle gambe, ci rifocilliamo con un panino al prosciutto e acqua. il meteo è ormai stabile con cielo piuttosto nuvoloso ma non c’è minaccia di pioggia, decidiamo di andare al Rifugio Sebastiani ripassando per il Colle dell’Orso e “costeggiando” il Costone che sovrasta la Valle Cerchiata. Sono le 15 quando arriviamo al rifugio, ci scoliamo la Coca Cola che tanto abbiam sognato durante il cammino. Passiamo un ora di relax ammirando il panorama del Piano di Pezza e della Piana di Campo Felice mentre scambiando due chiacchiere con il guardiano di turno del Rifugio. Alle 16 iniziamo la discesa verso Capo Pezza da dove eravamo partiti, durante la quale scattiamo molte forografie ad alberi e foglie in assetto autunnale. Al bivio della Valle Cerchiata raggiungiamo così il sentiero che atravera la faggieta già percorso all’andata. Sono le 18 passate e finalmente siamo di nuovo alla macchina che ci ha atteso per quasi 10 ore. Stanchi ma soddisfatti ci avviamo verso casa sul Colle del Belvedere. Ci siamo meritati una bella Pizza a Vento nel Vento

Tributo a Zio Umberto


Uncle Umberto

Inserito originariamente da gilbi67

Domenica 2 novembre 2008, si è spento dopo 103 anni e 9 mesi il bis zio Umberto (fratello di mia nonna materna) il più anziano e finora longevo della famiglia del ramo di mia madre. Fino a poco più di un mese fa ancora lucido curava addirittura un piccolo orto. L’aria di Quercianella è sicuramente uno dei motivi di così lunga vita. Da parte mia e di mio cugino Guglielmo un augurio di buon eterno riposo.

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